Barbagli d'intelletto.

Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo.

Riempirò i bichieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo.

...E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti.

Canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.


A Muso duro
Pierangelo Bertoli
( uno fuori dal coro )



lunedì 9 novembre 2009

Nubi.


Guardo da dietro una finestra
le nuvole profonde e grigie
che sfrecciano verso est.

La prospettiva è alterata dal vetro
ma rimane comunque
la grazia innaturale del loro moto.

Le studio affascinato
cercando di capire
perché rimango tanto rapito
da quelle forme astratte
così plasmabili.

Si trasformano in tutto ciò che desidero
Già... ma cosa desidero ?
Cosa cerco , cos'è che mi rende tanto inquieto.

Finirà mai la mia ricerca ?
Avrò anch'io il mio riposo ?
Oppure condividerò l'inesorabile fato
di chi considera difficile
dismettere gli abiti del cercatore.

Sollevo dinuovo lo sguardo al cielo
e comincio a ripassare
la storia della mia esistenza.

Quanto è arduo scorgere la luce oltre le nubi.


Nicola De Silla

venerdì 23 ottobre 2009

Un sospiro di sollievo.


Troppo complicato stare bene
senza tormentare l'anima

la ragione non mi basta
ho bisogno del sogno
anche quando questo è impossibile

infondo non ti conosco
sei come un frammento, un barbaglio
lo spezzone di un vecchio film
rivisto infinite volte eppure ...

eppure tocca a me , solo a me
nutrire il sentimento con l'entusiasmo
l'amore con la fiducia
la freddezza con l'umiliante strumento della persuasione

a volte penso che tu non esista
ed allora , solo allora ,
riavvolgo il nastro rotto della mia vita
e tiro un sospiro di sollievo.

mercoledì 14 ottobre 2009

Silenzio


Non ridere del mio silenzio.
Vivo di esso.

Non giudicare il mio silenzio.
Dice molte cose , se solo vuoi ascoltarle.

Non spazientirti del mio silenzio.
Mi permette di evitare tante inutili parole.

Accetta il mio silenzio
come parte di me stesso
e non come un mancato talento.

Ama il mio silenzio.
Così come decidesti di amare me.

Non si può cambiare mai del tutto un uomo.
Non puoi cambiare me.

Irrimediabilmente perso e felice di esserlo
nel mio preziosissimo silenzio
che allontana il rumore ma non il suono della vita.

sabato 29 agosto 2009

Se non riusciamo ad inventare , sappiamo almeno copiare ?


Ieri sera ho visitato la prima edizione di Terra del Negramaro . Una bellissima manifestazione enogastronomica organizzata dall'ammninistrazione comunale di Guagnano all'interno del centro storico del paese. Unica nota stonata l'esclusiva presenza di sole aziende con sede nello stesso comune. Mi auguro che si tratti di cause rinvenienti da assetti organizzativi e non da motivi banalmente campanilistici. Per il resto però l'iniziativa era degna di lode . Splendida la location all'interno di un centro storico perfettamente arredato per l'occasione , con singoli stand per ciascuna cantina nei quali alla degustazione dei vini era abbinato un singolo piatto della tradizione salentina. Nulla era lasciato al caso , dalla scelta del tovagliato alle divise dei sommeliers . Per non parlare dei vari gruppi musicali che allietavano la passeggiata sparsi all'interno di vicoli e vie tutte da scoprire. In piazza poi L'Ensamble Tito Schipa eseguiva pezzi di musica lirica , sinfonica ed altro attorniata da migliaia di spettatori interessati e soprattuto educati. Chi voleva " testare" il vino doveva obbligatoriamente acquistare un calice da degustazione a cui impeccabili hostess aggiungevano dei buoni pasto validi per le consumazioni negli stands. Insomma nulla da dire o quasi riguardo un nuovo modo di reinventare e qualificare una sagra. Se a questo si aggiunge il fatto che la squadra del sindaco Leone era alla sua prima edizione , il giudizio finale non può che essere estremamente positivo. Ciononostante andai via da Guagnano amareggiato per il seguente motivo. Siccome amo smodatamente il mio paese soffro , e non certo per invidia , quando vedo che i nostri vicini , partiti con dieci anni di ritardo rispetto a noi , hanno surclassato la nostra sagra facendoci apparire dei dilettanti. Come qualcuno di voi saprà quest'anno avevamo tentato anche noi di organizzare qualcosa di diverso proponendo all'amministrazione comunale di abbinare la nostra piccola ( e dopo Guagnano direi minuscola ) mostra dei Calici dei Santi Patroni con la Sagra degli Antichi Sapori . Dopo qualche discussione con alcuni amministratori che manifestavano non so bene quali perplessità al riguardo , la grazia ci è stata concessa ma senza molto entusiasmo e soprattuto senza denari.
Ragion per cui le due manifestazioni che dovevano fondersi per meglio qualificarsi sono apparse come maldestramente appiccicate ed appena accettabili. Si è continuato quindi a fare la solita sagra con evidenti segnali di risparmio dovuti a tagli sui fondi dedicati , in cui si vendevano panini , ventresca e fumo , tanto fumo. Questo tipo di manifestazione , mentre aveva una ragion d'essere quando fu concepita nel 2001 , adesso ha bisogno di un robusto lifting altrimenti ben presto sarà fagogitata dalle sue concorrenti non ultima la festa rionale organizzata in via Cellino. Occorre infatti ripensare al concetto di sagra raffinando gli strumenti e gli intenti. Guardano al territorio che non può certo esser rappresentato solo da un panino con " la ventre " del maiale. Rivolgo dunque un appello al Sindaco ed alla sua squadra affinché scenda dall'aquilone sul quale pare comodamente posizionato da oramai un anno e comprenda meglio le esigenze della nostra comunità , principalmente quelle economiche e culturali che con una manifestazione come quella di Guagnano possono essere valorizzate. Non sono tuttavia ammessi piagnistei riguardo a presunte ristrettezze economiche. Abbiamo speso € 15.000,00 per una sfilata di moda e la proiezione di alcuni film. Ce n'era proprio bisogno ? Se i nostri rappresentanti non sono in grado di creare , sappiano almeno copiare.

Nicola De Silla

martedì 25 agosto 2009

Quanto chiediamo ai nostri figli.


Bentornati. Come sempre accade in questo periodo non ho molto tempo per scrivere. Riesco tuttavia a leggere e quando trovo qualche spunto di riflessione interessante lo copio nel mio Blog . Come per l'articolo di seguito riportato di Isabella Bossi Fedrigotti pubblicato dal Corriere della Sera. Buona lettura.

IL DIBATTITO
Stiamo chiedendo troppo ai nostri figli?

Una scuola più dura e una sfilza di attività «intelligenti» per riempire le loro giornate. Forse serve una tregua...
Che le scuole medie, scuole dell’obbligo e, dunque, con garanzia quasi assoluta di promozione, fossero l’anello debole del nostro sistema scolastico era cosa nota: fino a oggi lasciavano approdare alle superiori alunni spesso poco preparati, destinati a frequentissime bocciature. Giusto, perciò, intervenire in quei tre anni cruciali durante i quali si finiva per dissipare il tesoretto di formazione ed educazione accumulato nel corso delle elementari, il cui livello è, a detta di tutti, sempre rimasto piuttosto alto.

Stando ai nuovissimi programmi, d’ora in poi ottenere i voti più alti agli esami di terza media sarà molto ma molto più difficile, in proporzione forse anche più difficile che conseguire valutazioni eccellenti alla maturità. Con l’inizio dell’anno scolastico le famiglie si troveranno ad affrontare una scuola (dell’obbligo) che non conoscevano. Una scuola con regole più dure, basate su rigore, impegno e meritocrazia. Un passaggio importante e sicuramente positivo.

Ma l’ansia che prenderà molti genitori è forse un’altra: dal rendimento nello studio al tempo (presunto) libero fuori dalle aule, stiamo forse chiedendo troppo ai nostri figli? La spinta all’eccellenza in tanti campi è in linea con la nuova competitività che contrassegna la società e con un mercato del lavoro globale che non ha più nulla di familiare e di domestico, nulla di rassicurante e protettivo. Regole che molto probabilmente non pochi immigrati di seconda generazione — cinesi in testa— hanno, stando alle cronache scolastiche, già pienamente assorbito. Il che dovrebbe fornire a tutti una ragione in più per riconoscerle e accettarle.

Resta il tormento di una pressione fortissima che costringe ragazzi di undici, dodici o tredici anni a inseguire attività e risultati travolgendo gli spazi di un’autodeterminazione più naturale. La ricerca di un giusto equilibrio passa da una porta strettissima: non sarà facile mantenere una linea saggia, senza sbandamenti. Vengono in mente a questo proposito certe famiglie, residenti soprattutto nelle grandi città, che costringono i figli a una serie di impegni extrascolastici fatti di sport, di studio di lingue, di corsi di ogni sorta, di pressanti allenamenti fisici e mentali che occupano in modo «intelligente» quasi tutte le loro giornate. Un avvocato dei figli — se esistesse — chiederebbe ragionevolezza e tregua ai genitori: quello che conta è far capire ai giovanissimi che la vita è strada sicuramente in salita, ma non va affrontata divorando i tempi di una crescita che ha bisogno di ancorarsi — con lo studio — a poche cose preziose e formative.

Isabella Bossi Fedrigotti

martedì 23 giugno 2009

E' FATTA.


Davvero è fatta. Massimo Ferrarese è il nuovo presidente della provincia di Brindisi. Lo è diventato grazie ad una schiacciante vittoria sul suo avversario , il senatore Saccomanno , che per onore di cronaca, ha dimostrato grande equilibrio nel discorso di riconoscimento della sconfitta. A Massimo vanno i miei più sentiti auguri e tutte le mie speranze per la rinascita di un territorio che per troppi anni è stato ideologicamente compresso e colpevolmente ignorato. A Michele ( lo chiamo per nome perché così ho fatto per molti anni ) il mio sincero in bocca al lupo per il suo futuro e quello del suo PDL. Non sono stato indulgente con lui durante la campagna elettorale , ma mai scorretto come invece lo è stato qualche suo leccaculo del quale spero comprenda la necessita di sbarazzarsi quanto prima. Essendo una persona intelligente capirà che il centro destra ha bisogno di un radicale rinnovamento della classe dirigente scelta per merito che in democrazia significa consenso e non per "mansuetudine" molto spesso vicina all'ignavia. Già perché ignavi sono stati i dirigenti di quello che resta del PDL a San Donaci nel ballottaggio. Non si spiega altrimenti un risultato così catastrofico: Ferrarese 61 % Saccomanno 39 %. Ed hanno avuto pure la faccia tosta di affiggere un manifesto dai toni trionfalistici. Lo dico senza nessun interesse personale essendo io oramai alieno al PDL. Ed infine lasciate che esprima tutto il mio cordoglio a quella parte organica al centro sinistra sandonacese che sia nel primo che nel secondo turno elettorale si è data da fare parecchio affinché Ferrarese perdesse. Questa volta il trasformismo non ha pagato. Diceva Eleanor Roosevelt : Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni.

Nicola De Silla

venerdì 19 giugno 2009