Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

venerdì 5 dicembre 2008

ALLEANZA NELLE CITTA'



Ieri sera sono stato invitato dal senatore Curto a tenere un pubblico intervento in occasione della presentazione della nascita del nuovo soggetto politico -culturale denominato Alleanza nelle Città. C'è stata grande partecipazione ; nella salone di Casa Resta a Francavilla infatti c'erano più di seicento persone (approssimate per difetto ve lo assicuro ) . Ma più ancora della massiccia presenza di pubblico ho notato una grande voglia di riscatto , di nuova intrapresa. Un entusiasmo legato alla volontà di ripartire lì da dove gli apparati hanno deciso di chiudere. Ma cos'è Alleanza nelle Città ? Sostanzialmente un'associazione politica che raggruppa in provincia di Brindisi tutti coloro che non accettano metodi , sistemi e comportamenti posti alla base della nascita del PDL. Non è che si voglia contestare l'idea di unificazione del centro destra , semmai la gestione del processo , le degenerazioni in atto , le aberrazioni compiute da nuovi e vecchi signorotti della politica territoriale ancora inebriati dai postumi della sbornia elettorale al punto da sentirsi imperituri. Così ciechi ed egocentrici da non capire che i successi non si consolidano con le esclusioni bensì attraverso il dialogo e la partecipazione diffusa. Probabilmente molti non saranno daccordo con questa analisi . Il tempo sarà arbitro , verificheremo a partire dalle elezioni comunali di Francavilla per finire a quelle provinciali . Intanto il battesimo di ieri ha piantato un seme che potrebbe si marcire , ma potrebbe anche germogliare ed estendersi ben oltre i confini della nostra piccola provincia , in quanto sarebbe davvero riduttivo supporre che l'operazione PDL soddisfi tutti , proprio tutti gli elettori di A.N. Staremo a vedere.




Nicola De Silla

martedì 2 dicembre 2008

Chi sei.


Chi sei tu per ridere dei sentimenti

per scherzare delle emozioni

per canzonare la verità.


Chi sei tu per prendere tutto alla leggera

per pensare che la tua vita sia ormai un monolite

che il ricordo delle tue disgrazie

sia l'unico antidoto per non riceverne altre.


Chi sei tu che dileggi la sensibilità

confondi il riso con la felicità

e credi che passando leggeri sull'esistenza

essa sia più sopportabile.


Chi sei tu che pensi di non poter esser migliore

che rinunci alla ricerca per paura di cosa ci sia alla meta

che accetti il rischio di passare per stupido

perché hai paura della tua intelligenza.


Chi sei tu che fai tanto male a te stesso

da celare sotto una cappa di ilarità la tua vera natura

che non hai il coraggio di guardarti l'anima

che sei incapace di affrontare i tuoi fantasmi.


Chi sei tu che non comprendi

che l'aggressività è compagna della debolezza

e la serenità della forza.


Chi sei tu chiuso nel tuo formidabile castello di incertezze

fatto di vere lacrime e apparente indifferenza.


Chi potrai diventare tu se non ti chiedi , ora , chi sei.



Nicola De Silla

lunedì 1 dicembre 2008

La cambiale all'incasso.


E' il caso di dire che tutte le cambiali vanno all'incasso. Credevo , per la verità, che quella elettorale del PD avesse una scadenza più lunga ma mi sbagliavo. Ho appreso infatti con serafico disincanto che il sindaco Serio ha corso il rischio di vedersi spodestato a pochi mesi dalla sua elezione ad opera dei consiglieri "rossi" del suo stesso partito. Certo nemmeno lui può dirsi veramente stupito in quanto sufficientemente e preventivamente avvertito della pericolosità dei soggetti con cui si era legato. Sapeva infatti di dover ,prima o poi ,onorare un debito impinguato da interessi da usura nei confronti di colui il quale lo aveva aiutato evidentemente non per gratuità. E questo è solo l'inizio di una lunga e tormentata battaglia intestina che si trascinerà avanti nel tempo sino alla capitolazione del primo cittadino o alla resa incondizionata alla sua ingombrante ombra. E' una storia che abbiamo già visto con pedine differenti ma con lo stesso occulto regista. Il sindaco Gagliani vi ricorda qualcosa ? L'ombra non accetta leadership diverse dalla sua e , pur non disponendo che di una sempre più ridotta manciata di voti , conserva l'abilità nella trama , nel sotterfugio, nel complotto , a cui va detto si aggiunge una buona dose di stupidità altrui. Al sindaco Serio va dato il merito di aver condotto una discreta campagna elettorale che tuttavia ha vinto soprattutto grazie alla profonda debolezza dei suoi avversari . Adesso ha davanti a se due strade . La più facile consiste nel porgere remissivo il collo all'ombra affinché possa infilare il suo saldo collare. La più difficile , ma anche l'unica onorevole , è quella di ricordare innanzi tutto a se stesso e poi a tutti che è lui l'unico sindaco eletto democraticamente dai cittadini i quali alle ombre preferiscono il sole , perché c'è più luce e si vede chiaro là dove altri vorrebbero che non si guardasse proprio. Non importa se corre qualche rischio , le elezioni anticipate , lo rassicuriamo , fanno più paura a chi i voti non ce li ha . Capiremo quale via ha intrapreso non appena conosceremo i vincitori di questi benedetti-maledetti concorsi.


Nicola De Silla

giovedì 20 novembre 2008

Perché l'ho fatto.

Ieri sera ho inviato una mail al presidente provinciale di A.N. Curto ed al coordinatore regionale Poli Bortone rassegnando le mie irrevocabili dimissioni da commissario cittadino. L'ho fatto a seguito delle dimissioni annunciate dallo stesso Curto che mi aveva nominato in primavera.
Io non ero il segretario della locale sezione , non ero stato eletto dagli iscritti , bensì nominato su base fiduciaria dall'organismo provinciale. Mi è sembrato dunque normale , oltre che politicamente corretto lasciare alla nuova classe dirigente provinciale la possibilità di scegliere in completa autonomia e libertà . Lascio un circolo con i conti a posto e con un numero di tesserati in aumento rispetto all'anno precedente. Rimango tuttavia inquieto per il futuro. Cosa ne sarà della destra in Italia ? Questa annessione camuffata da fusione è proprio nell'interesse del complesso mondo conservatore e liberale italiano ? Chi segue i miei scritti sa bene che tali dubbi sono stati da me espressi in tempi non sospetti e che la creazione di un grande partito di centro destra se pur suggestiva non mi convinceva del tutto. Devo dire che col passar del tempo le più funeste previsioni si stanno avverando. C'è alla base una grave carenza di processo democratico vitale per una diffusa condivisione di questo tipo di operazioni. E poi c'è bisogno di tempo , il tempo necessario per assimilare processi complessi e poliedrici che invece una classe dirigente più attenta a se stessa che all'elettorato ha voluto bruciare. In tal modo la diffusa e ben organizzata struttura territoriale di A.N. si è sbriciolata sotto i colpi dei nuovi potenti feudatari a cui è stato assegnato dal vertice un territorio da amministrare in completa autonomia senza metodo e senza controllo . Vecchi rancori mai sopiti hanno ripreso forza e l'occasione per annientare il nemico interno si è fatta irresistibile dimenticando che lo sviluppo di una politica vincente si realizza con la dialettica e la partecipazione di tutti . Ho visto A.N. trasformarsi da partito in cui si celebravano grandi e piccoli congressi in un Golem pronto a soffocare qualsiasi sussurro di disaccordo . Vorrei che non si dimenticasse mai che il nostro non era il partito del leader infatti ai vari leaders è sopravvissuto ....sino ad adesso. Mai come in questo caso spero sino all'ultimo di sbagliare , mi auguro che alla fine qualcuno raccolga questo testimone ricco di emozioni e di valori che altri hanno frettolosamente ed avventatamente deciso di consegnare all'oblio della storia e lo faccia rivivere. Per quanto mi riguarda ho rinnovato da pochi mesi la mia tessera di A.N. e ad essa e solo ad essa devo il mio tributo di fedeltà.

Nicola De Silla

martedì 18 novembre 2008

E giustizia fu !

" Il gup ha accolto tutte le tesi sostenute dai pm Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso, rinviando a giudizio l'amministratore delegato Harald Espenhahn con l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, contestata per la prima volta in un caso del genere. "

Corriere della Sera

A questo punto perchè non rinviare a giudizio tutti gli azionisti di Thyssen Krupp loro " non potevano non sapere " che avevano eletto ad amministratore delegato un potenziale assassino.

martedì 11 novembre 2008

A proposito di furti.

"Il Ministro Brunetta ha poi anticipato i dati sull'assenteismo per malattia nel mese di ottobre, con cali nella Pubblica amministrazione del 50 per cento e con punte che arrivano al 90 per cento. "

Sole 24 Ore



domenica 9 novembre 2008

Che cos'è la guerra ?


In occasione della commemorazione dei nostri caduti in guerra , pubblico con comprensibile orgoglio di padre una breve poesia composta da mio figlio.


Che cos'è la guerra ?
E' un brutto sistema per risolvere conflitti politici ed economici.
Serve a massacrare migliaia di uomini
che combattono per il loro paese.
Una cosa è certa : La guerra non potrà mai servire a fare del bene.


Cosimo De Silla 10 anni.


venerdì 7 novembre 2008

Pioggia


Cadono gocce di pioggia sulla terra assetata
In un silenzio ovattato quasi mistico
bagnano le foglie , scivolano sugli ulivi testimoni silenti del tempo
e sulle vigne esauste che si apprestano al riposo


Il paesaggio è cambiato
è sfumato , rotondo , morbido
come un acquerello di Gauguin
come il sonno di un giusto
come la carezza di un bambino


Cadono gocce di pioggia sul mio viso
ma non mi metto al riparo
anzi cerco l'acqua con la sua forza purificatrice
lavacro delle mie angoscie
vita per i miei sensi


Essa acuisce la mia percezione della natura
mi accomuna al resto delle cose
appaia la mia vita all'esistenza di tutto ciò che è vivo


Guardo il mio cavallo
ha il manto nero assoluto
come l'abisso in cui a volte sprofondo
come quando la speranza mi abbandona
come il luogo dove , solo , incontro Dio


Anch'esso incurante della pioggia
guarda un punto all'orizzonte
le orecchie dritte e gli occhi fissi
forse su un luogo o forse su un pensiero

Mi avvicino , lo accarezzo
ed insieme a lui respiro
l'aria umida ed i profumi dell'erba
E così attendo quieto
assaporando ogni singolo istante di questo momento magico
chiedendomi cosa avverrà domani.




Nicola De Silla




mercoledì 5 novembre 2008

L'America

Dio
Patria

Famiglia


"In America nulla è impossibile e chi ancora non è convinto, non ha che da guardare al nuovo presidente eletto degli Stati Uniti."



Sono le parole con cui il nuovo presidente degli USA Barack Obama ha esordito nel grande incontro avuto con i suoi elettori a Chicago una volta certo della sua nomina. Ed è proprio in queste parole che si concentra tutto il grande significato storico delle elezioni statunitensi. L'America è stata e rimane tuttora un grande paese , il più grande . La terra dove , nonostante le presenti contraddizioni , le opportunità sono davvero alla portata di tutti. Obama è figlio di immigrati del Kenya , ha studiato e lavorato duramente ed è riuscito a diventare il capo di una nazione che sino a 200 anni fa teneva in catene quelli del suo stesso colore . Io ho tifato sin dall'inizio per Mc Cain , come lui mi reputo un conservatore " sui generis " , credo sarebbe stato un ottimo presidente ed oggi , nel giorno della sconfitta , non posso che tributargli tutto il mio rispetto per il modo davvero onorevole con cui ha amministrato la sua campagna elettorale sino all'ultimo minuto e per lo stile con cui ha riconosciuto la sconfitta attribuendosene la responsabilità . Non credo che il nuovo eletto abbia ricette miracolose e sono convinto che adesso , spenti i riflettori della campagna elettorale , egli incontrerà grandi difficoltà a risolvere i problemi del paese , a conciliare gli interessi delle classi che lo hanno sostenuto , a passare da grande comunicatore a grande statista. Predicare il cambiamento è facile , realizzarlo è più complicato. Tuttavia in questo momento non posso che pensare agli schiavi della Virginia , a Malcom X , al memorabile discorso di Martin L. King al Lincoln Memorial , alle lacrime a stento trattenute di Jesse Louis Jackson . Il sogno si è realizzato ed ancora una volta l'America , data per spacciata , ci ha stupito . Immagino la folla sul carro Italiano dei vincitori e quanti anti americani viscerali avranno momenti di amnesia e festeggeranno il grande paese . A partire dai tanti comunisti travestiti da democratici cresciuti alla scuola dell'anti americanismo che già si vedevano ad un passo dalla loro vittoria culturale coincidente con il declino atlantico e che oggi dovranno fare buon viso a cattivo gioco nei confronti di un candidato vittorioso che ha fatto precedere il suo ultimo discorso da un religioso , da un veterano di guerra , e dalla sua famiglia. Mi dispiace cari compagni costretti a nascondere in tasca il pugno chiuso , ma ancora una volta gli Stati Uniti d'America ci hanno dato una grande lezione di democrazia .






Nicola De Silla

giovedì 23 ottobre 2008

Il futuro degli altri.


"Il ragazzo con l'ipod e la felpa che ascolta la lezione autogestita alla Sapienza occupata non ha in mente la rivoluzione. O il '68. Piuttosto, e te lo dice: ha paura di finire in un call center dopo la laurea, è convinto che sulla sua formazione il Paese non investa, che la classe dirigente del suo futuro se ne freghi. La sua protesta sarà vecchia e ritualistica nelle forme ma pone problemi nuovi e complessi. Come affrontarli? " Questo è l'inizio dell'editoriale di Liberal Quotidiano che ha il pregio di porre un problema vero in un panorama di falsi messaggi. Ma siamo proprio sicuri che la questione della qualità della formazione dei nostri figli che da qui a qualche anno si accingeranno ad entrare in un mondo del lavoro estremamente competitivo e rigido possa risolversi attraverso le reazioni antiquate ed anacronistiche a cui stiamo assistendo ? E' mai possibile che tante giovani menti aperte allo studio ed allo spirito critico ( almeno così si spera ) si lascino abbindolare dalle vecchie sirene della sinistra sempre pronte a montare la protesta a prescindere dai contenuti ? Mi piacerebbe sapere quanti di questi ragazzi hanno effettivamente letto il decreto Gelmini e quanti altri conoscano a fondo i meccanismi dell'istituzione scolastica , così a fondo da potersene fare un'opinione a prescindere dalle bandiere ideologiche e da consistenti fasce di docenti più attenti alla tutela corporativa che alla propria missione formativa. Io non affermo che il testo del decreto sia infallibile , per fede e cultura concedo la mia adesione totale ad un solo Scritto , e non affermo nemmeno che non ci siano i margini per poterlo migliorare . Sono però assolutamente convinto che una civiltà evoluta si basi sul rispetto di tre elementi fondamentali : l'altro , la regola, l'istituzione. Coloro che decidono di protestare attuando metodi così estremi possono farlo assumendosi la propria responsabilità ( faber est suae quisque fortunae ) quello che tuttavia non è consentito a nessuno è la violenza attuata nei confronti di chi la pensa in altro modo limitando le sue libertà ed i suoi diritti tra cui quello allo studio. In conclusione se volete scioperare fatelo pure , se credete che il mondo si cambi con uno striscione magari di colore rosso , accomodatevi , ma non potete , non dovete impedire ad i vostri colleghi di accedere normalmente alle università o alle scuole . Il vostro futuro vi appartiene , ma solo il vostro non quello degli altri.






Nicola De Silla

lunedì 20 ottobre 2008

Modernità.


Lasciate che il mondo attraversi il precipizio

Lasciate che il sole si spenga e che la luna precipiti

Lasciate che la morte avanzi in trionfo e che la vita si ritiri sconfitta


Mettete il bavaglio ai poeti e portate al patibolo i filosofi

Abbattete le chiese , spaccate le croci

Trasformate l'argento degli incensieri in pallottole

Che delle anime si cancelli la memoria

e dello spirito anche i più sfocati ricordi



Disprezzate l'onore e dileggiate le virtù

Stracciate i libri o peggio metteteli tutti in un museo chiuso a chiave

Che nessuno li guardi , che nessuno se ne rammenti

Guai a chi non è moderno.



Nicola De Silla

venerdì 17 ottobre 2008

Non crocefiggete la Gelmini.


Di uomo in croce ne è bastato uno per favore non mettiamoci pure il ministro Gelmini ( non dico la ministra perché almeno dal punto di vista linguistico e semantico rimango un inguaribile maschilista ) . Almeno non per il momento , non prima che la sua riforma sia attuata e generi i propri frutti. Farlo "maintenant" significherebbe solo processare le intenzioni . Io non sono un esperto di materie scolastiche , la mia conoscenza in questo settore si limita alle mie reminiscenze liceali ed a quello che riesco a carpire ascoltando le ragioni ( sicuramente di parte ) dei mie figli fruitori del sistema scolastico pubblico italiano. Per mestiere faccio altro , l'imprenditore scritto piccolo piccolo e senza grassetto . Parlo di quella inquietante figura professionale non troppo amata dall'Italia e a volte definita così : " Del “self made man”, magari con una discreta pelliccia sullo stomaco, che si è mosso sul crinale grigio dell'etica del profitto, piccolo e bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante, magari l'immobiliarista, magari il politico o il cavalier servente del ras cittadino o di quartiere, magari il colletto bianco intersecato con le mafie. È l'Italia che ha conquistato il benessere e anche di più, senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando le conoscenze più che la conoscenza, in qualche caso intercettando le ondate delle nuove tecnologie, dello spettacolo o della finanza creativa." Nonostante tutto amo il mio lavoro non proprio e non sempre remunerativo , non proprio e non sempre gratificante , non proprio e non sempre illegale e mafioso. Un lavoro come gli altri con una sola piccola differenza : non richiede lauree , non richiede concorsi pubblici di ammissione , ma ti tiene sempre sotto esame perennemente alla prova , e se non sei all'altezza ( e vi assicuro può succedere ) vai fuori e non c'è la cassa integrazione o la mobilità a salvarti il culo. Ma ciò che è più rilevante , non esiste nemmeno la solidarietà morale degli altri . Non una parola , non una stretta di mano , non aspettarti che Santoro ti faccia un'intervista commossa. E' un lavoro duro per lo più svolto da duri ( forse per questo sembriamo tutti beceri e cattivi ) . Tuttavia l'ho scelto io e non mi lamento troppo non me la prendo con la Gelmini ne con gli studenti , tanto meno con i sindacati nei confronti dei quali forse qualche ragione di risentimento potrei anche nutrirla. Nella mia professione e nella vita mi sforzo di valutare le cose dai fatti che producono . Giudico cioè a consuntivo e non a preventivo . Io non so se la riforma scolastica sia buona o cattiva , ma di un aspetto ho memoria . Dal ministro Berlinguer alla Gelmini , passando per tutti gli altri , nessun tentativo di modernizzare questo fondamentale aspetto del paese è mai piaciuto al personale docente. Ripeto sino alla nausea non sono un competente in materia ma a tutti coloro che spesso e volentieri si sciacquano la bocca con la Costituzione vorrei sommessamente ricordare che in Italia la scuola ha una funzione formativa delle nuove generazioni ( "Il diritto di tutti (anche "gli inabili ed i minorati") ad essere sostenuti nel cammino verso "il pieno sviluppo della persona umana" ) vale a dire è fatta per gli studenti . Coloro che vi lavorano personale docente e non , hanno gli stessi diritti e doveri di qualunque altro lavoratore ; non hanno , non possono avere privilegi . Da semplice cittadino noto alcune discrasie sin troppo evidenti . Non esiste il rispetto della istituzione scolastica , non esiste la valorizzazione del merito ne tra gli studenti e tanto meno tra i professori . A molti , troppi asini è concesso di proseguire gratuitamente negli studi , a molti , troppi insegnanti lavativi ed incompetenti è concesso salire in cattedra a pontificare . In molti percepiscono uno stipendio del tutto inadeguato , ma ancora tanti " rubano " il proprio salario non meritandolo affatto , soprattutto quando scambiano un'aula per una sede di partito. . Abbiamo avuto il nostro 68 e questa è una delle sue innumerevoli controindicazioni. Cari professori e carissimi alunni , se volete che la vostra , la nostra scuola riacquisti autorevolezza abbiate uno scatto di orgoglio , piangete di meno e fate di più.






Nicola De Silla

venerdì 19 settembre 2008

Chi paga per il sindacalismo irresponsabile ?





Dopo tanto tentare ci sono riusciti. I professionisti dello sfascio , come li definisce Mario Giordano , vale a dire l'onnipresente CGL e i sindacati autonomi del personale viaggiante di Alitalia hanno portato sull'orlo del fallimento la nostra compagnia di bandiera e siccome di solito al danno si aggiunge la beffa , hanno pure applaudito al ritiro dell'unica società su piazza disponibile all'acquisto. Ancora una volta si è dimostrato quanto sia oramai anacronistico e pernicioso il potere di veto che il nostro paese , dopo quasi sessant'anni di vetero-comunismo latente , ha attribuito e , purtroppo attribuisce ancora alle corporazioni che candidamente chiamiamo sindacati. Sempre pronti a bloccare qualsiasi tentativo di riforma o ammodernamento dello stato , sempre troppo politicizzati e dipendenti ideologicamente dalla sinistra . Ciechi a tal punto da difendere l'indifendibile , come la giornata di riposo dei piloti che , non so bene per quale alchimia , non dura 24 ore ma 33 , come l'autista che prende ed accompagna al proprio domicilio i piloti , come le promozioni automatiche mosse solo ed esclusivamente dal criterio temporale ( dopo 36 mesi il secondo pilota aumenta in grado anche se è un asino ) , come il trattamento economico che non ha eguali in Europa con una produttività pari al 50 % di quella dei colleghi della Lufthansa , come il pagamento ( avete inteso bene il pagamento ! ) della pennichella pomeridiana anche se fatta comodamente sul divano di casa. La palla a questo punto passa ai nostri governanti , facciano cose serie perché il periodo lo impone , perché la gente che non arriva a fine mese con 1.200 euro è indignata quando sente discutere di contratti che superano spesso i 200.000 euro l'anno . Invece di garantire una lunga mobilità di 7 anni , procedura inusitata ad esempio per un metal meccanico che perde il proprio posto di lavoro , lascino che ci pensi il mercato e che Alitalia faccia la fine che merita dopo anni di spreco e gozzoviglie . Che questi lobbisti con le ali si confrontino con la realtà dura del momento e non la osservino solo con distacco da un hotel a 5 stelle nel quale sono soliti dimorare quanto "lavorano".




Nicola De Silla

mercoledì 17 settembre 2008

Soluzione complessa.


E' di questi giorni la rovente polemica sulla frase del ministro La Russa relativa ai combattenti della RSI e sulla conseguente risposta del Presidente della Camera Fini riguardo all'adesione incondizionata ai valori dell'antifascismo . Era da qualche giorno che ci pensavo , ma la decisione di scrivere questo post mi è sorta dopo aver letto la lettera aperta ad ogni italiano vergata dal presidente di Azione Giovani di Roma Federico Iadicicco ( http://www.azionegiovaniroma.org/ ) . Scrive Iadicicco : " Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l'ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti. ". Tralasciando il tenore un tantino nostalgico dell'autore , una domanda dobbiamo porla ? Un uomo di destra può dirsi realmente antifascista ? Se ci fermiamo al significato propagandistico del termine , certamente non possiamo che essere daccordo. Chi può in realtà dirsi favorevole ai soprusi , alla mancanza di democrazia , alle leggi razziali ? Credo nessun essere umano dotato di buon senso. Ecco perché dirsi antifascista , nell'accezione più epidermica del termine sia come dichiararsi anticomunista , vale a dire contrario ad ogni forma di totalitarismo ed assolutismo. Non a caso le due ideologie hanno in comune molte caratteristiche peculiari . Non irrilevante il fatto che il fascismo delle origini nacque da un gruppo di socialisti più che radicali . Esiste solo una piccola variante di stile. Nonostante tutti ci professiamo democratici , mi è capitato di sentire molte dichiarazioni di antifascismo da uomini di destra , ma poche pochissime professioni di anticomunismo dai nuovi liberal di provenienza rossa. Avendo soddisfatto con questa dichiarazione di principio gli storici alla Tranfaglia cerchiamo di guardare al tema con la serietà che la ricerca storiografica impone. Ridurre il fascismo solo al suo innegabile difetto di democrazia in un periodo storico in cui da est a buona parte dell' ovest il dispotismo la faceva da padrone è un'ipotesi incompleta. Discutere del fascismo senza analizzare le cause che lo hanno generato non mi sembra corretto. Al liceo un ottimo professore di storia , di matrice socialista , mi ha insegnato che non bisogna mai cedere alla tentazione del massimalismo tentando di studiare un particolare evento avulso dal suo contesto storico temporale. Un'altra cosa poi l'ho capita da solo : nella vita non ci sono mai tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall'altra . Il voler considerare ogni partigiano un eroe ed ogni combattente della RSI un assassino , stupratore e carnefice , costituisce un ipotesi non solo fantasiosa ma poco obiettiva.

Parafrasando un detto latino mi verrebbe da dire " in medio stat veritas " . Come già affermato altre volte la storia è molto più complessa di come vorremmo rappresentarla. Il resto è cronaca di oggi , appartiene alla categoria del pragmatismo e va interpretata nella tensione inevitabile che scaturisce dal tentativo di unire un partito fatto da un leader con un partito che crea leaders.



Nicola De Silla




venerdì 29 agosto 2008

La rana messa in croce.




A ravvivare le pagine culturali dei quotidiani ci pensa oggi l'episodio della così detta opera d'arte della Rana Crocefissa del museo d'arte moderna di Bolzano. Di colore verde con tanto di lingua penzolante , questo grazioso animale viene sottoposto al sommo supplizio con un boccale sulla zampa destra ed un uovo su quella sinistra. Ora , tralasciando l'aspetto relativo alla blasfemia che in qualche modo potrebbe offendere milioni di credenti e che potrebbe semplicemente risolversi snobbando questo grande stupidario che passa sotto il nome di Museion , l'elemento che mi interessa approfondire è il seguente : il concetto di opera d'arte. Afferma l'illustre prof. Barbieri
docente di metodologia della ricerca storico-artistica all'università Ca'Foscari : «Premetto che non conosco l'artista e le sue opere. Dalla foto della statua, vedo che si tratta di una rana un po' romanica, per cultura e per segno» ed ancora «Evviva la libertà. Fatte le debite proporzioni, non dimentichiamo che Michelangelo subì attacchi molto duri per il suo Giudizio Universale» Il vero scandalo secondo me , e lo dico da credente , consiste nel fatto che si paragoni un capolavoro come l'opera di Michelangelo con il lavoretto da scuola elementare di questo tale Kippenberger che passa per opera d'arte e merita addirittura un'eloquente esegesi interpretativa da parte di un professore universitario che insegna alle nuove generazioni il concetto di bellezza nell'arte. Mi pongo un semplice interrogativo : sarei capace di dipingere la Cappella Sistina come ha fatto Michelangelo ? No. Sarei in grado di mettere in croce uno rana o uno scarafaggio ( magari anch'esso un po romantico ) ? Si . Ergo sono anch'io un artista ?




Nicola De Silla

mercoledì 27 agosto 2008

Perdono.


Perdonami anima mia

se l'insoddisfazione mi turba

se quella sensazione di vivere una vita estranea mi avvilisce

se a volte non colgo i segni del tempo perché questo tempo non è il mio

se la rabbia dell'impotenza mi sovrasta

e la mia coscienza , giudice impietoso , mi giudica reo

se non riesco a farti partecipe del profondo amore che provo

se rimango muto e freddo anche quando la vita mi sorride

se sono incapace di darti la mano e Dio sa quanto lo vorrei

se spesso mi tuffo nelle pagine che narrano di epoche lontane

solo perché l'attuale mi ripugna

questi per me non sono i giorni dell'onore , ne quelli della passione

non posso considerarli momenti di felicità ne di appagamento

sono i giorni del caos e del disordine

la morte per gli ideali e la speranza .


Nicola De Silla

mercoledì 20 agosto 2008

Il concetto d'arte e la bellezza.




Qualche anno fa mi è capitato di visitare il museo di arte moderna e contemporanea Guggenheim di Bilbao. In attesa di accedere all'interno non potei che restare incantato dalle linee architettoniche della struttura prevalentemente costruita in acciaio e vetro che si rispecchiava nelle piscine allocate lungo buona parte del perimetro. Ma allo stupore si sostituì ben presto la delusione una volta ammesso ad ammirare le cosi dette opere d'arte. Quale bellezza o quale genialità ci fosse nel sistemare un po di vetri rotti e rami secchi accanto ad una tenda canadese , o mandare ininterrottamente un filmato in cui due " artisti " giapponesi mordevano una mela , non l'ho mai capito. Per non parlare di un immenso pezzo di lamiera ondulata ed arrugginita di fronte alla quale spettatori estasiati coglievano un significato artistico che a me francamente sfuggiva.
Uscì dal museo un po confuso imputando alla mia insufficiente preparazione artistica l'assoluta mancanza di emozione che di solito si prova di fronte ad un capolavoro. Oggi , a distanza di qualche anno e di molte letture , scopro e condivido il pensiero di Nikos Salingaros ( matematico ed urbanista ) secondo il quale " Una potente élite dominante, allevata nella cultura nichilista o in quella marxista, sta usando l’architettura e l’arte per dispiegare un grande programma d’ingegneria sociale teso a costruire un nuovo mondo utopico industriale. E per far ciò, va negata per prima cosa la naturale connessione dell’uomo con l’ambiente convincendo la gente che ciò che fa schifo e ripugna è bello, mentre ciò che attrae e incoraggia la relazione (cioè il vecchio Bello) è contro lo sviluppo e il progresso ".
Quest'anno sempre in Spagna , ma a Madrid , ho avuto la fortuna di visitare il più classico museo del Prado . Quasi verso l'uscita ha attirato la mia attenzione un piccolo quadro di Antonello da Messina in cui un Gesù morente era sostenuto da un angelo. In quel preciso istante ho capito cosa fosse per me un'opera d'arte : un pugno nello stomaco che ti lascia senza fiato , un brivido di vento gelido che ti accappona la pelle , una trasmigrazione temporale che ti catapulta nel luogo e nel momento immortalato dall'autore, una lacrima che a stento trattieni , l'impossibilità di muoverti o di pensare ad altro che non sia l'oggetto del tuo interesse , la sensazione di essere solo nell'universo ma nello stesso tempo di essere tutta l'umanità che ti racchiude , ti rappresenta , ti ricorda che sei molto di più grazie a quello di cui partecipi. Antonello da Messina visse nel 1400 ed ancora oggi il suo lavoro provoca tali emozioni. Chissà se tra 600 anni le lamiere arrugginite o i pezzi di vetro infranti , figli di un nichilismo nemico del bello , sapranno fare lo stesso.






Nicola De Silla





P.S. Il giorno successivo alla visita al Prado , mi accorsi che di fronte al mio Hotel vi era il museo di arte moderna Thyssen. Indugiai per un attimo sul marciapiede dubbioso sul da farsi. Poi optai per la visita ad un altro capolavoro iberico : il prosciutto Pata Negra .

mercoledì 6 agosto 2008

Festa


Cos'è una festa patronale ?
E' lo scintillio delle luci
il suono della banda
il caldo opprimente che fa sudare i corpi vestiti degli abiti migliori
il profumo delle mandorle tostate e dello zucchero a velo
lo stupore dei bambini allo scoppiare dei fuochi d'artificio
il saluto di paesani che non vedevi da tempo
la commossa devozione all'uscita della processione
la parentesi aperta sui nostri problemi quotidiani.
Ma la festa patronale è molto di più.
E' la matrice della nostra cultura
è quel filo pur esile che ci tiene uniti
vecchi , giovani , lontani e vicini
e tutti ci accomuna
ed a tutti indica un comune denominatore
la stessa vecchia vecchissima radice
da cui i nostri cuori distratti e stanchi suggono ancora
lo spirito identitario che la tradizione conserva.
Nicola De Silla

mercoledì 23 luglio 2008

Falce e Martello



Pubblico un'interessante analisi dello storico Guerri. Non me ne vogliano i comunisti irredenti.



La decisione del parlamento lituano di mettere al bando falce, martello e stella rossa non è né “triste” né “offensiva”, come ha dichiarato Liudmila Alexeieva, responsabile moscovita del gruppo di Helsinki per i diritti umani.
Il piccolo Paese baltico, annesso militarmente all’Unione Sovietica nel 1940, per quasi mezzo secolo è stato sottoposto al dominio russo e comunista senza essere né russo né comunista. La classe dirigente venne estromessa, perseguitata e sostituita con funzionari di partito; gli oppositori subirono tutta la sequenza dell’oppressione staliniana, incarcerati, spediti nei gulag, uccisi. Il popolo subì tutti i danni della collettivizzazione forzata, della burocrazia centralizzata, della totale mancanza di libertà. “Eravamo uno Stato totalitario, autoritario, ma non fascista”, ha aggiunto la Alexeieva, seguita da parte della stampa russa: trascurando di ricordare che il comunismo ha provocato, nel mondo, centinaia di milioni di morti. A partire da quello sovietico.
Certo, i lituani – come gli altri popoli che ebbero uguale sorte – non hanno mai dimenticato i tre feroci anni di occupazione nazista (1941-44), che fra l’altro portarono allo sterminio di duecentomila ebrei locali. Ma è significativo che oggi mettano sullo stesso piano svastica, falce e martello: anche se pure da noi c’è chi può fare fatica a capirlo. In Italia abbiamo avuto il più potente Partito comunista dell’Occidente, che però non è mai riuscito a arrivare al potere, o alla dittatura, grazie non tanto alle virtù della nostra democrazia quanto al patto di Yalta, che nel 1945 ci destinò al mondo libero. Da noi, dunque, la falce e il martello non sono stati percepiti come simbolo di distruzione e di violenza tanto più cieca quanto lucida, come quella nazista.
In Italia la memoria storica e collettiva di chi ancora crede nel marxismo, o se ne è distaccato da poco, è legata alle giuste lotte e ai sogni ottocenteschi di riscatto delle classi più povere; poi, falliti i tentativi insurrezionali del primo dopoguerra, il partito di Gramsci fu quello stroncato con la forza dal fascismo, e che contro il fascismo risorse vent’anni dopo. Oggi sappiamo che la Resistenza commise, oltre che subire, ferocie inaccettabili. E che moltissimi - troppi - partigiani aspiravano a fare dell’Italia un paradiso dell’Internazionale. I più non sapevano e non potevano sapere cosa ciò avrebbe significato: una dittatura che avrebbe portato miseria e isolamento, come negli altri Paesi satelliti dell’Unione Sovietica. Avendo avuto la fortuna – per loro e per tutti – di non arrivare al potere, i comunisti nostrani hanno potuto continuare a considerarsi i salvifici paladini degli umili, emendati dalle responsabilità storiche del comunismo sovietico per via di “strappi” sempre troppo parziali e tardivi: dopo Budapest nel 1956, dopo Praga nel 1968.
Per tutti questi motivi è impensabile che da noi si segua l’esempio lituano, mettendo sullo stesso piano la croce uncinata e la falce con il martello. Non si dica, però, che i lituani hanno torto.



Giordano Bruno Guerri

lunedì 21 luglio 2008

Non sono andato in vacanza.


Qualcuno si chiederà perché non scrivo più con la stessa frequenza . Non ho avuto il blocco dello scrittore e non sono andato in vacanza. In questo periodo dell'anno ( come tutti gli anni ) il mio impegno lavorativo si intensifica notevolmente. Ergo ho meno tempo per scrivere ma soprattuto per pensare. Scusatemi.


Nicola De Silla

mercoledì 2 luglio 2008

Gli intoccabili.


Il legittimo sdegno dei consiglieri comunali della PDL si è manifestato attraverso l’affissione di un manifesto che informava la cittadinanza sulla decisione della giunta di aumentare le indennità di carica in totale spregio con quanto dichiarato in campagna elettorale.
Chi scrive è sempre stato notoriamente contrario all’ insopportabile quanto inutile aumento dei costi della politica . E , del tutto in coerenza con quanto affermato , lo è stato anche quando si è trattato di criticare la precedente Amministrazione Comunale che stracciando le promesse contenute nel proprio programma elettorale si era lasciata tentare dalla deriva del tassa e spendi aumentando anche le proprie indennità salvo diminuirle nell’ultimo anno di mandato. Tuttavia è bene non dimenticare un altro aspetto fondamentale del buon governo di una comunità. Mi riferisco alla gestione economica del personale secondo le regole della efficienza e della sostenibilità. E’ lecito porsi infatti un interrogativo : ha bisogno il nostro comune di ben quattro cosiddetti dirigenti per espletare al meglio le sue funzioni ? Se considerassimo il loro costo annuale tutto a carico della cittadinanza e lo paragonassimo al modesto ( per non dire mediocre ) benficio , certamente non potremmo che propendere per una risposta negativa. Alla stessa determinazione era giunto l’allora candidato , adesso sindaco Domenico Serio quando parlava di ridurre i costi riferendosi esplicitamente alle figure apicali ( i dirigenti ) . Ma anche in questo caso purtroppo con un inspiegabile cambiamento di opinione , non solo ha riconfermato tutte le dirigenze , con il peso finanziario e politico che ciò comporta , ma ha anche “ promosso “ il segretario comunale attribuendogli la funzione di direttore generale e mille euro mensili in aggiunta a quanto già percepito.
Si conferma purtroppo una regola non scritta secondo la quale chiunque si alterni al governo della nostra comunità non è in grado di riformare determinate posizioni di privilegio che risultano quindi intoccabili perchè garantite dal partito trasversale.


Nicola De Silla

martedì 24 giugno 2008

Il Partito Trasversale.



Il bipolarismo applicato nei comuni attraverso la legge elettorale ad essi dedicata dal legislatore non può che definirsi un sistema efficace sia per la stabilità che dona ai vari governi attraverso una sorta di autocrazia del Sindaco , sia attraverso la possibilità di avere chiara l'alternativa a cui l'elettorato può rivolgersi se non pienamente soddisfatto da chi ha gestito la cosa pubblica sino a quel momento. Potrebbe sembrare tutto perfetto se non vi fosse un elemento che in alcuni casi ( e San Donaci è tra questi ) neutralizza o quantomeno manipola la volontà popolare di rinnovamento. Mi riferisco al così detto partito trasversale , ovvero quel fenomeno politico che spazia da destra a sinistra e secondo cui alcuni elementi pur non godendo dell' " appoggio " elettorale sopravvivono ad esso ponendo in essere artifici , trucchi e cattivi comportamenti al fine di rimanere protagonisti nella scena politica. Costoro , accomunati da interessi che vanno ben al di la della pura mutualità , mantengono stretti contatti con omologhi degli altri schieramenti con i quali tessono trame i cui scopi sono considerati prioritari finanche di fronte al successo elettorale della propria area . Essi , comunque vada , vincono sempre . Il risultato però è sotto gli occhi di tutti . Il paese involve in una specie di becero conservatorismo dei comportamenti . Il trasversalismo lo soffoca opponendosi a qualsivoglia elemento di novità sulla scena politica. Analizziamo ad esempio la storia del nostro Comune negli ultimi venti anni. Ci rendiamo facilmente conto di come alcuni individui continuino imperterriti ad essere alla ribalta e , nonostante varie vicissitudini , si ostinino a fare politica trovando sempre il modo per riciclarsi . Ma c'è da chiedersi : fanno tutto da soli ? Certamente no . A parte la rete di " clientes " che in tanti anni di potere hanno costruito , la loro fortuna conta su un fatto davvero singolare . L'appoggio miracoloso di ometti e donnine sempre pronti a gridare al cambiamento ed alla moralizzazione della " res publica " nei bar e nei salotti , ma subitaneamente proni al volere del capo non appena si manifesta una scelta da compiere magari attraverso l'espressione di un voto palese. Mi rivolgo a costoro con una preghiera . Per favore , se Nostro Signore vi ha privato del carisma del coraggio abbiate almeno la compiacenza di risparmiarci i vostri inutili quanto contraddittori sermoni. San Donaci ringrazierà.



P.S. " Manus manum lavat "
Avevo un caro amico con il quale ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della politica in seno al movimento giovanile della D.C. Ci impegnavamo sin da allora a lottare contro il trasversalismo posto in essere , guarda caso , sempre dai soliti personaggi . Io ancora oggi continuo la mia battaglia ma il mio amico ... sembra essersene dimenticato. Peccato.



Nicola De Silla

sabato 14 giugno 2008

Fusione per incorporazione.


Chiunque mastichi un po di diritto societario conosce bene la natura dell'istituto mediante il quale una società , di solito la più grande , assorbe la più piccola la quale si estingue in essa. E' quello che rischia di accadere nell'operazione PDL tra F.I. incorporante e A.N. purtroppo incorporata.
Proprio oggi abbiamo letto sulla stampa del maldestro tentativo del coordinatore nazionale azzurro di dettare autonomamente tempi e modi della nascita del partito unico. Senza tener conto di un legittimo confronto che dovrebbe nascere con gli altri costituenti e non mi riferisco solo ad A.N. ma anche a tutti gli altri partiti e movimenti coinvolti. Il Popolo delle Libertà ci era stato presentato come un fenomeno politico unitario che attraverso un processo democratico avrebbe fuso le varie sensibilità politiche del centro destra che , almeno per certi aspetti , sono abbastanza differenti.
Il sottoscritto ha sempre mantenuto un relativo grado di scetticismo tanto da inviare una lettera al Corriere della Sera nella quale focalizzava l'attenzione su alcuni punti non del tutto chiari ( http://nicoladesilla.blogspot.com/2008/02/dubbi.html ) . A distanza di pochi mesi debbo tuttavia constatare che le mie perplessità non erano poi così peregrine. Infatti vi è in atto a tutti i livelli un tentativo di fagocitare le forze intermedie celando sotto le blandizie del partito unico una vera e propria acquisizione . E' inutile dire quanto sia velleitaria tale operazione ; la quale se messa in atto ( ed io mi auguro di sbagliare ) potrà probabilmente interessare la maggioranza della classe dirigente dei singoli partiti , ma difficilmente includerà tutto l'elettorato dell'area . Perché ciò avvenga occorre che il metodo di coinvolgimento presenti tre caratteristiche fondamentali : la totalità , la qualità e la gradualità. Sarà necessario riferirsi alla base attraverso un coinvolgimento che parta dal basso e non dai vertici ; ci dovrà essere un serio confronto sul tema dei valori e non solo delle poltrone prendendo ad esempio il metodo Fiuggi una delle operazioni politiche più brillanti mai attuate dalla destra italiana ; occorrerà che tale processo proprio perché lungo e complicato abbia se non delle posizioni intermedie , quantomeno una tempistica adeguata scevra dai condizionamenti delle future scadenze elettorali. In caso contrario tra PDL e PD ci saranno solo due differenze : una consonante in più ed una sconfitta politica futura certa e solo differita.
Nicola De Silla

giovedì 5 giugno 2008

Finalmente un po di chiarezza.

Con una circolare del 3 giugno il coordinatore regionale del partito di A.N. ha finalmente detto una parola chiara , mettendoci in guardia dalla insidiosa ed inusitata tendenza a costituire pseudo comitati pro PDL in Puglia. A seguito della netta vittoria alle politiche , in molti comuni si è pensato bene di anticipare la nascita del partito unitario attraverso la costituzione di gruppi politici terzi , a sostegno della nascitura formazione . E tutto ciò con un duplice scopo . Quello di svincolarsi dai partiti tradizionali ( A.N. e F.I. ) e quello di occupare in anticipo futuri spazi politici di privilegio. Personalmente non credo nella buona fede dei costituenti , anche perché se così fosse , sarebbero da considerasi troppo ingenui e sprovveduti. Nessun partito infatti può nascere a prescindere dai due partiti fondatori. Vi è invece un subdolo tentativo di creare una terza entità a cui dare legittimità politica autonoma e quindi contrattuale. Alimentando così vecchie polemiche e contrapposizioni che invece il partito unico dovrebbe ( ? ! ) dirimere . Mi spiace constatare che tale tentativo venga in qualche modo incoraggiato da vecchi e nuovi parlamentari anch'essi intenzionati a giocare d'anticipo nonostante le tensioni che essi stessi ed i loro sodali con tali comportamenti alimentano.
Mi chiedo se , in questo tipo di politica ci sia ancora spazio per il libero pensiero per l'autonomia di giudizio o se si debba per forza essere intruppati nell'esercito dell'uno o dell'altro signore della guerra. Con la logica della prevaricazione ci ritroveremo sin troppo presto ad essere gestori del nulla. Troppo presi dalla bramosia del possesso del contenitore, abbiamo dimenticato di occuparci del contenuto . Invece di discutere su quali valori portare nel PDL abbiamo ingaggiato una lotta intestina per stabilire chi avrà le funzioni di comando. La gente che ci osserva ( non dimentichiamolo mai ) è disgustata da queste beghe da condominio. Ci chiede serietà nella proposta e prontezza nella risoluzione dei problemi. Un plauso dunque al sen. Adriana Poli Bortone ; l'unica ad aver avuto il coraggio di richiamarci al dovere in questo stato di impazzimento generale in cui siamo caduti.






Nicola De Silla

venerdì 16 maggio 2008

Attenzione.


Sulla scia di inquietanti fatti di cronaca , leggo una sorta di pericolosa deriva che tenta di insinuarsi nel nostro tessuto sociale , assecondata purtroppo dalla politica che mai perde il vizio di "cavalcare" invece che di interpretare le istanze della società. Mi riferisco all'affaire Rom . Ho appreso dai media che il governo ha istituito dei commissari speciali nelle grandi aree metropolitane del nostro paese che si dedicheranno specificatamente al problema. Pur riconoscendo l'esistenza della questione legata ai comportamenti posti in essere da una parte ( una parte non è mai il tutto ) di individui appartenenti a questa etnia non credo che l'approccio sia quello giusto. Indubbiamente la nostra sensibilità ed il nostro modo di pensare sono distanti da chi non si crea scrupoli a mandare i propri figli a mendicare in prossimità dei semafori , di chi vive una vita non ancorata alla propria terra , anzi non fa della terra un valore fondante della propria identità ( ricordo che luogo ha la stessa radice del termine greco logos vale a dire pensiero , legge universale ) . Tuttavia non possiamo reagire costruendo rimedi di dubbia efficacia entrando paradossalmente in aperta contraddizione con l'autentica cultura di destra che non è razzista o xenofoba ma principalmente valoriale. Infatti non è il primato della razza che dobbiamo affermare , ma quello dei valori tra cui il rispetto della legge. Si puniscono le persone che non rispettano le regole della convivenza civile indipendentemente dalla loro origine. Quindi sia la giovane rom che ha tentato di rapire la piccola in Campania ( se ciò sarà dimostrato ) , sia gli sciagurati che hanno bruciato il campo in cui costei abitava. Non può esistere una giustizia -bricolage ma solo uno stato organizzato che produce delle leggi e si incarica di farle rispettare assumendo sino in fondo il compito di reprimere eventuali comportamenti criminosi. Un governo di destra mi auguro affermi il primato delle istituzioni sulla barbarie , della società intesa come corpus civilis sulle milizie cittadine . Non possiamo rifiutare l'altro solo perché diverso da noi . La storia , ancora una volta , ci insegna che non è possibile . Ma da costui possiamo pretendere il rispetto e l'adesione ai nostri valori ; in questo caso si , mi auguro , con molta fermezza.


Nicola De Silla

domenica 11 maggio 2008

Ma A.N. è di tutti

Nei giorni scorsi è stata recapitata una lettera aperta al presidente provinciale sen. Curto ( successivamente affissa sotto forma di manifesto ) nella quale un indefinito numero di iscritti lamentava la nomina del sottoscritto a commissario cittadino in quanto uomo fazioso nonchè scarsamente impegnato nella scorsa tornata elettorale amministrativa. Proclamo a chiare lettere in premessa che ciascuno può esprimere la propria opinione liberamente e che essa in quanto tale va tutelata anche se non condivisa . Tuttavia vorrei contribuire al dibattito sforzandomi di essere il più obiettivo possibile. In primis , come ho già avuto modo di dire , non credo nei documenti anonimi perché chi fa delle affermazioni senza avere il coraggio di sottoscriverle , o si vergogna di esse temendo di non poterle sostenere sino in fondo in un contraddittorio , oppure più semplicemente le reputa del tutto strumentali e subordinate ad altro fine ; magari la polemica o l'offesa personale. Rimanendo sempre al tema degli autori bisogna rilevare che la mancanza di firma non ci consente di determinarne la quantità. E la quantità in politica è importante. Non conosciamo infatti il numero degli iscritti ad A.N. che hanno contribuito alla stesura del documento . Essi potrebbero essere due o anche tutti. Ciò nonostante un dato significativo è in nostro possesso. Proprio ieri mi è stato recapitato l'elenco dei tesserati del nostro circolo che ammontano a 29 oltre al sottoscritto. Agli autori , siano essi due o tutti e venti nove ( non proprio un esercito ) , vorrei rammentare il concetto di nemesi storica. Se la memoria non mi inganna nel 2004 sottoponemmo agli organi provinciali e regionali di partito un documento di richiesta di congresso straordinario sottoscritto ( vale a dire firmato ) dal 90 % dei tesserati che in quel determinato momento , così ben richiamato nella lettera aperta , contava non 29 , ma circa 160 iscritti. La richiesta fu rigettata . Ora , se a distanza di quattro anni , nei quali A.N. ha retto le sorti del nostro comune occupando gli scranni più alti del Palazzo di Città e del Consiglio Comunale , gli iscritti al partito si sono ridotti da 160 a 30 qualche dubbio sulla efficacia della politica condotta sinora possiamo averlo o no ? Se dopo cinque anni di gestione amministrativa A.N. è passata da 5 consiglieri a 2 , dimezzando il numero dei voti una qualche riflessione è legittimo farla o no ? Se l'attuale consigliere Presta , sindaco sino a l'altro ieri , non riesce a farsi eleggere nemmeno alla pro loco del nostro comune dove occorrevano solo 13 voti per garantirsi la nomina , una domanda sulla credibilità dei nostri rappresentanti possiamo porla o no ? Se due consiglieri comunali nonché assessori uscenti eletti con A.N. rifiutano di ricandidarsi possiamo rimanere perplessi o no ? Questo tipo di dubbi gli amici sottoscrittori pare non li abbiano. Come se tutto ciò fosse marginale . Come se tutto andasse per il meglio. Ma i numeri , che a volte sanno essere implacabili , ci dicono il contrario . La verità è che viviamo un momento molto delicato nella vita del nostro partito . Non c'è più spazio per gestioni prevaricanti . Dobbiamo ripristinare una struttura inclusiva che faccia sentire tutti a casa propria e non mi riferisco solo ai maggiorenti , ma alla gente che rappresenta il vero soggetto legittimante di una buona politica. Chi si sente uomo e donna di partito lo dimostri senza tante chiacchiere. Io , da parte mia , tenterò di farlo con tutti quelli che ci stanno senza lasciarmi scoraggiare da veleni o inutili polemiche. Quanto poi agli attacchi ingenerosi al sen. Curto , vorrei solo dire che se albergasse in ciascuno di noi un minimo di riconoscenza , probabilmente ricorderemmo il ruolo che egli ha svolto nella trattativa con i nostri alleati affinché A.N. avesse un sindaco. Ma questo , probabilmente , significherebbe chiedere troppo. A ciauscuno secondo le sue possibilità !
Nicola De Silla

martedì 6 maggio 2008

Vorrei.


Vorrei dirti tutto quello che il mio cuore sente
Vorrei guardarti ed annegare nel riflesso dei tuoi occhi
Vorrei cantare un carme che lodi le tue virtù
Vorrei camminare per percorrere insieme a te sentieri mai battuti
Vorrei avere tempo per sedermi a contemplare la dignità della tua matura bellezza
Vorrei strapparti un sorriso tutte le volte che una lacrima solca il tuo volto
Vorrei imparare dalla tua moderazione e dalla tua saggezza
Vorrei infine concludere i miei giorni insieme a te tenendo ben stretti i nostri ricordi
Se tutto questo mi fosse concesso da un Dio benevolo
sarei l'uomo più felice del mondo
Libero finalmente da questa dura maschera
che mi costringe a recitare una parte che non voglio


Nicola De Silla

sabato 26 aprile 2008

Risposte.

Quando ho scritto " Delirio " non immaginavo di suscitare così tanto interesse . La curva dei visitatori del mio blog ha subito una forte impennata ed i commenti rilasciati sono stati numerosi. Li ho letti con molta attenzione trovandoli sempre interessanti , anche quelli più polemici. Tra tutti ne ho scelti due ai quali ho deciso di rispondere da queste pagine. Il primo è di un ragazzo ventiduenne , purtroppo anonimo , che lamenta la cronica ed asfittica inattività della nostra comunità . Parto dalle sue conclusioni particolarmente pessimistiche : "...MA SINGOLE PERSONE NON POSSONO FARE NULLA. ". Non sono daccordo. Credo che ciascuno di noi possa fare tanto ed è chiamato a dare il suo contributo nei termini e nei modi che più gli si addicono. Questo senso di ineluttabile immobilità che da molti anni pervade il tessuto sociale della nostra San Donaci è generato proprio dalla convinzione che tutto debba esserci dato . Dalla politica , dalla Parrocchia o da altre entità terze a cui spetterebbe il compito di creare gli strumenti per lo sviluppo socio-culturale del nostro paese. Ciò sarebbe auspicabile ed in un paese normale , anche molto probabile. Ma noi viviamo una condizione di degrado della politica e delle istituzioni che non ci consentono nessuna comodità.

Allora le occasioni di crescita dobbiamo crearle da soli sfruttando ogni pur minimo talento con impegno e determinazione . Anche una persona può creare il cambiamento . Il suo personale impegno diventa fermento , lievito per tanti altri che non aspettano di meglio che essere coinvolti nelle più svariate iniziative. Se può servire faccio un piccolo esempio che mi riguarda direttamente. Sino a pochi giorni fa si rischiava di non fare la festa di San Luigi Gonzaga perché il vecchio comitato si era sciolto e nessuno aveva risposto all'appello lanciato per costituirne uno nuovo. E' bastato prendere l'iniziativa e contattare direttamente alcuni giovani ( badate bene non attendere ma agire ) perché questi ultimi accogliessero di buon grado l'invito del parroco. San Donaci è un paese che ha sete di iniziative e vuole crescere. Spetta a tutti noi fare il primo passo. Il consiglio che in conclusione posso dare all'amico che mi ha scritto è il seguente : non aspettarti nulla dagli altri ma sii tu il primo ad agire in qualunque campo ed in qualunque modo riterrai opportuno. Per migliorare il nostro paese bisogna innanzitutto amarlo. San Donaci siamo tutti noi , San Donaci sei tu.

Il secondo commento è quello di Marco , deluso dal risultato del centro destra a San Donaci , ma ancora motivato e pronto ad affrontare le sfide che verranno. A lui vorrei dire che amo la storia sin dai tempi del liceo perché profondamente convinto che non si possa costruire il futuro senza trarre un saggio insegnamento dal passato. Solo chi non ha coscienza non si guarda indietro. Solo chi manca di responsabilità non sente il dovere di fare analisi. Non è dai 1850 voti che dobbiamo ripartire , ma dalla ricerca seria ed obiettiva delle motivazioni che ci hanno impedito di aggiungerne altri 1000. Dobbiamo capire sino in fondo le cause che hanno fatto allontanare la gente dalla nostra area politica. E per favore non mi si dica che comunque il risultato delle urne è soddisfacente se lo si paragona a quello di cinque anni fa ( allora il c.d. vinse con 1900 voti ) . Chi afferma ciò dimentica o finge di dimenticare che nella scorsa competizione c'era una lista in più che ottenne un migliaio di voti , giusto l'ammontare della differenza tra la lista di c.d. e quella di Serio. Detto questo sono daccordo con il fatto che la priorità è rappresentata dall'unità delle forze che si ritrovano in quest'area. Occorre ripartire da un progetto comune e , aggiungo , comunemente condiviso ; da costruire insieme come si fa quando si realizza una nuova casa. Tutti progettisti , tutti muratori. Non si può pretendere di considerarsi proprietari dell'edificio nel quale semmai far accomodare gli altri nella stanza degli ospiti. L'unità , secondo il mio punto di vista , si realizza solo così . E l'affissione arbitraria ed illegittima di un simbolo su un muro certamente non aiuta.


Nicola De Silla

mercoledì 23 aprile 2008

Autunno


In questi giorni di tempo bizzarro
ripenso al mio amato autunno
Le brume mattutine , i lenti tramonti
il rosso delle foglie di vigna
l'incedere calmo delle nuvole
La natura agogna il riposo
ed io mi lascio andare tranquillo
stanco della frenetica estate
cullando come un dolce infante
i miei più intimi pensieri.


Nicola De Silla

domenica 20 aprile 2008

Delirio.

Recita testualmente il dizionario : "stato di agitazione psichica, che si accompagna ad alcune forme di psicosi, durante il quale il paziente, vittima per lo più di allucinazioni, fa discorsi senza senso o senza fondamento". E' proprio quello che è accaduto al geometra Lolli l'altra sera durante l'ennesimo comizio tenuto a San Donaci. Non ci aspettavamo dal candidato sindaco sconfitto un' umile recita del mea culpa , non fa parte del carattere del soggetto , ma nemmeno una serie di accuse e reprimende nei confronti di tutti coloro i quali non lo hanno votato o , a suo giudizio , non si sono mossi abbastanza . Seguendo il motto secondo cui si socializzano le sconfitte e si privatizzano le vittorie ha pensato di attribuire ad altri i motivi della pesante disfatta nella quale la sua megalomania ha trascinato tutto il centro destra. Se l'è presa con i cattolici che a suo dire non avrebbero dovuto votare Domenico Serio e più in generale con tutta quella fetta dell'elettorato macchiatasi di lesa maestà nei confronti della sua blasonata persona . Un trattamento speciale lo ha riservato a me ed ai miei amici definendoci traditori . Ma traditori di cosa ? Dico subito che con grande fatica e forti dolori addominali , ho votato anche questa volta il centro destra nonostante la presenza del geometra ; a cui tra l'altro avevo più volte detto che non avrei svolto un ruolo attivo nella campagna elettorale non condividendo le scelte e i comportamenti messi in atto. L'ho fatto attribuendo la mia preferenza ad un vecchio amico di scuola , ingenuo ma intellettualmente onesto . Di tutto ciò ne avevamo parlato nella hall di un grande albergo leccese in presenza delle massime personalità del centro destra regionale preoccupate quanto me e più di me del risultato delle urne. Offrimmo allora a Carmine Lolli la nostra disponibilità in cambio di un gesto emblematico di discontinuità con la politica svolta in passato. Capì una cosa per un'altra e in risposta ci offri seggi , poltrone , cariche ( è l'unico linguaggio che conosce ) . Declinammo cortesemente l'invito non essendo interessati a logiche di potere ma a strategie di riforma di una parte politica i cui segni evidenti di malessere solo il suo smisurato ego non sembrava cogliere. A distanza di poco più di un mese quello che purtroppo paventavamo si è verificato. Debacle totale . Ora sarebbe troppo facile per il geometra prendersela con gli altri . Ha voluto fare tutto da solo pensando di essere invincibile ; si assuma le sue responsabilità . Nei confronti degli elettori del centro destra delusi dal risultato , nei confronti degli organismi territoriali e provinciali a cui aveva garantito una sfolgorante vittoria , nei confronti dei candidati della sua lista affabulati dalle sue certezze di successo. Già durante la campagna elettorale qualcuno di loro mi aveva confidato che trovava enormi difficoltà a far passare , nel contatto con gli elettori , il nome di Carmine Lolli . Molti di loro hanno visto bruciare il proprio pur ottimo potenziale a causa di questo ostacolo. Non ricorra a meschini mezzucci per tenere insieme la baracca . Novecento voti di differenza sono tanti , lo separa un buon 50 % di elettori dal candidato del centro sinistra. Non stili elenchi di buoni e cattivi. Non ne ha la facoltà . E' bene ricordargli che l'unica carica che ricopre è quella di leader di una lista civica . Spero proprio che presto al delirio subentri la lucidità e che il Lolli comprenda a fondo il motivo dell'insuccesso continuando a contribuire alla crescita del centro destra ma questa volta non da incontrastato monarca. Gli auguro con tutto il cuore una pronta guarigione.


Nicola De Silla

mercoledì 16 aprile 2008

Ecatombe

Centro destra voti : 1833
Centro sinistra voti : 2693
Chiamiamo le cose con il loro nome . Il risultato elettorale ottenuto a San Donaci dal centro destra in occasione delle amministrative è stato un vero disastro che va ben al di la delle più funeste previsioni. Non mi aspettavo una vittoria ma nemmeno una così sonora sconfitta. La prima domanda che viene da porsi è : perché è accaduto ? Le ragioni sono molteplici ; proveremo ad argomentarle. Intanto bisogna precisare che l'amministrazione uscente ha governato per quasi un quinquennio avendo interrotto unilateralmente i rapporti con alcune componenti politiche non proprio irrilevanti che avevano giocato un ruolo decisivo nella passata vittoria.

Rapporti che ha tentato di riallacciare in modo maldestro e furbesco solo negli ultimi giorni promettendo posti in lista , assessorati ed incarichi di rilievo senza tuttavia cercare umilmente di rimuovere le cause che avevano generato tale rottura. Criticabile è anche il modo con cui si è arrivati alla determinazione del candidato sindaco. Questi infatti , invece di aprire un sereno confronto con tutte le parti , ha scelto di farsi nominare dal gruppo consiliare uscente che in gran parte non si è nemmeno ricandidato. Sottraendo di fatto alle forze politiche locali e territoriali il ruolo che è loro proprio e sottoponendo a ratifica dei responsabili ( ? ! ) locali della sola U.D.C. ed A.N. una decisione già presa. Sbagliata è stata la scelta della persona la quale ha condotto una campagna elettorale arrogante e clientelare tutta tesa a promettere fantomatici posti di lavoro così come si faceva negli anni 70. Errato è stato il tempismo . Mi riferisco alla strana scelta di Lolli di abbandonare il partito originario l'U.D.C. non prima di aver lasciato a presidiarlo qualche fidato caporale, per passare nel neo nato Popolo delle Libertà a tre giorni dalla presentazione delle liste. Fallimentare è stata l 'azione amministrativa avendo disatteso le aspettative e mancato gli obiettivi indicati nel programma elettorale. Comico il tentativo di recuperare un'immagine irrimediabilmente compromessa facendo scorrazzare qua e là camion pieni di catrame negli ultimi giorni della campagna elettorale. Sospetta la particolare affezione dimostrata nei confronti dei numerosi progetti di parchi eolici e fotovoltaici che dovrebbero sorgere nel nostro territorio . Censurabile la tutela del proprio clan a discapito del merito e del valore . Rivoltante il tentativo di accaparrarsi i consensi ricorrendo a feste , baccanali e conti aperti persino nelle rosticcerie . Inquietante è stato il numero di anziani e malati , anche terminali , accompagnati al seggio elettorale da premurosi parenti. Ma quello che davvero meraviglia è l'assoluta cecità , l'esagerata auto stima dei due principali artefici di questo disastro i quali non si sono resi conto che la gente era stufa , anelava il cambiamento ; in poche parole non li voleva. Adesso che il frutto del loro sciagurato lavoro è sotto gli occhi di tutti che cosa fanno ? Gridano al complotto . Se la prendono con gli altri . Sono come i bambini che strillano perché non vogliono lasciare il giocattolo con cui si sono trastullati ( molto bene ) per cinque anni. Chissà quanti ne dovranno passare prima che il centro destra si riprenda , prima che questo grande corpo elettorale guarisca. Ma al momento la prima cosa da fare è quella di rimboccarsi le maniche lavorando con serietà e dedizione , lasciando ad altri metodologie e comportamenti estranei alla vera politica.
Nicola De Silla
La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana.
John Keats

martedì 15 aprile 2008

Nessuna attenuante.


Il paese ha scelto ancora una volta ed in modo inequivocabile . Vince il PDL ed i suoi alleati , perde con l'onore delle armi il PD di Veltroni , scompare , per la prima volta nella storia repubblicana , la componente dell'integralismo comunista ed ambientalista ; vengono infrante sulla dura soglia del 2 % le speranze della destra post-fascista. Una piccola rivoluzione nel quadro istituzionale. Ma ciò che davvero rileva , dal mio punto di vista , è la delega piena che gli elettori hanno consegnato a Silvio Berlusconi incoronandolo premier per la terza volta. Personalmente non amo la ressa che si forma attorno al carro del vincitore ; dire "c'ero anch'io " mi sembra oltre che lapalissiano poco dignitoso. Mi scuserete quindi se scavalco a piè pari il coro degli adulatori . Tuttavia una cosa voglio dirla al cavaliere . Adesso che ha incorporato nel suo progetto Fini , adesso che ha ridotto all'impotenza Casini , adesso che ha un rilevante numero di seggi nelle due camere tale da consentirgli piena autonomia ...non potrà più avere attenuanti. Faccia quello per cui è stato scelto , riformi con coraggio il paese a partire dalle libertà economiche e sociali , restituisca l'orgoglio alla nazione . Se tutto ciò non avverrà , non trovi scuse e tragga le giuste conclusioni. Buon lavoro Silvio .
Nicola De Silla

giovedì 10 aprile 2008

Salvezza


Cosa salverei del mondo ?


Il sorriso di un bambino salverei


purezza e gioia della vita


Lo sguardo di un vecchio salverei


saggezza e disincanto della vita


Il bacio di due innamorati salverei


bellezza ed incoscienza della vita


L'abbraccio ad un reietto salverei


carità e sacrificio della vita


Le pagine di un libro salverei


consapevolezza e aiuto per la vita


Le parole " I have a dream " salverei


speranza e fede nella vita


Quell'uomo morto in croce salverei


unica salvezza della vita .




Nicola De Silla










giovedì 3 aprile 2008

Tanto rumore per nulla.


Non c'è pace per Veltroni ed i suoi candidati. Quest'oggi è toccato al generale Mauro De Vecchio che pare abbia definito gli omosessuali inadatti alla vita militare. Subito c'è stata una levata di scudi contro le affermazioni del graduato. Da Veltroni a Ferrero passando per Grillini , tutti a stracciarsi le vesti ed a tacciare l'incauto oratore di omofobia. Da un paese come il nostro in cui più che al senso profondo delle cose ( e delle parole ) ci si ferma all'epidermide non potevamo aspettarci altro. Se tuttavia proviamo a riflettere sulla presunta frase senza preconcetti ed ipocrisie , ci rendiamo conto che probabilmente l'episodio non merita tanto clamore. Premetto subito che non sono contro i Gay . Semmai contro alcune esagerate ostentazioni come i Gay Pride ( ve la immaginate una manifestazione di eterosessuali per le vie di Roma semi nudi ed intenti a scambiarsi effusioni amorose ? ). Non entro nel merito dei gusti sessuali della gente ( purché leciti e discreti) . Credo sia un problema di coscienza sul quale ogni giudizio risulta avventato se non pericoloso. Voglio solo fare un esempio . Sono un omaccione di un metro e ottanta d'altezza e di centodieci chili di peso. Se qualcuno mi giudicasse inadatto alla danza classica non griderei allo scandalo e non mi sentirei nemmeno per un secondo discriminato. Forse , se avessi le giuste argomentazioni , dimostrerei il contrario.


Nicola De Silla

mercoledì 2 aprile 2008

La mia vita.


Se la mia vita fosse un fuscello

la piegherei sino a spezzarla

Se la mia vita fosse metallo

lo rifonderei per farne ferro di lancia

Se la mia vita fosse creta

la modellerei per farne un viso senza occhi

Se la mia vita fosse grano

lo impasterei per farne pane

Ma se fossi io a scegliere la mia vita

allora sceglierei il legno

ne farei una croce

per ricordare chi sono

per ricordare da dove vengo

per ricordare dove andrò a riposare.


Nicola De Silla

mercoledì 26 marzo 2008

VOTANTONIO


Nel mio paese si vota . Si fronteggiano tre liste , due civiche rispettivamente di centro sinistra e di centro destra ed una , incompleta , ( ironia della sorte ) di destra con tanto di fiamma. Per quest'ultima non c'è speranza. Si dovrà ritenere fortunatissima se riuscirà ad eleggere un rappresentante nel consiglio comunale. La vera sfida è fra le altre due : L'Unione per San Donaci e Sviluppo e Solidarietà . Domenico Serio per la prima e Carmine Lolli per la seconda concorrono alla carica di primo cittadino. Ambedue accomunati dalla stessa matrice di provenienza ; si tratta infatti di ex democristiani ( come me ) che con la dissoluzione del partito hanno imboccato due strade diverse . Tuttavia metodi e comportamenti lasciano intravedere non poche comunanze .
Il modo in cui sono arrivati alla candidatura ad esempio . Non proprio a furor di popolo , piuttosto grazie ad accordi di sagrestia tra alcuni notabili ( a cui ricordiamo che la notabilità è cosa effimera ed instabile ) più interessati a far fuori concorrenti dello stesso partito che a proporre un serio progetto per San Donaci. La composizione delle liste . Non proprio esaltanti ( non me ne vogliano le signore ed i signori candidati ) fatte da gente che si distingue più per la fedeltà al capo che per l'autonomia di pensiero o per lo spessore della proposizione ( salvo sparute eccezioni ). Avremo modo di approfondire nei prossimi giorni . Ma una cosa la posso dire sin da ora . Sono per il voto utile e credo che sia più che mai utile che la mia parte politica , il centro destra , faccia questa volta un salutare bagno di umiltà.




Il mezzo più efficace di ottener fama è quello di far credere al mondo di esser già famoso.
G. Leopardi

venerdì 21 marzo 2008

Stabat Mater


C'è tua madre sotto la croce


Attonita , incredula , stupita


Si dondola e si lamenta completamente svuotata


Come se non avesse più un'anima


Come se le avessero strappato le viscere.


Ripercorre in quegli attimi tutta la tua vita


Chissà quante volte ti ha abbracciato


Ti ha consolato quando eri afflitto


Ha esultato con te quando eri felice


Ti ha visto bambino , adolescente e poi uomo


scacciato , osannato,ascoltato , disprezzato


In cuor suo ha sempre intuito il tuo destino


Ma non si è mai rassegnata ad esso


Non si può pretendere questo da una madre




Ci sono le altre donne sotto la croce


Alcune gemono altre strillano


Consolano Maria


Partecipano ad una tragedia


Di cui forse non comprendono a fondo la portata




C'è Giovanni sotto la croce


Il tuo discepolo prediletto


Il più docile a seguire i tuoi insegnamenti


Ti ha creduto sempre , sin dall'inizio


E mai una domanda , mai un perchè


Gli affidi tua madre


E a lei affidi Giovanni e con lui tutti noi




Ci sono anch'io sotto la croce


Un po più distante


Non ho il diritto di starti vicino


Ma sono certo che avverti la mia presenza


Non ho il coraggio di guardarti


Ma invece so che è quello che vuoi


Desideri che io ti veda


Nudo , morente , inerme


Desideri che io sappia


Che cosa sei disposto a fare per amore


Alzo incerto gli occhi e osservo il tuo volto


Il sangue che scende dalla tua fronte


L'ultimo macabro scherzo che potevamo farti


Invece che di una corona di gloria


Ti abbiamo cinto il capo con una corona di spine


Ad un tratto gridi qualcosa


Forse chiami tuo padre


E chinando il capo ...


Esali l'ultimo respiro


Il tempo si ferma


Il mio cuore non batte


Avverto in me tutta la profondità del silenzio


Lo sgomento di una vita senza la tua


Piango


Piango per te


Piango per tua madre e per Giovanni


E piango per tutte le croci


Che ogni giorno vengono innalzate nel mondo


Le tenebre avanzano


Coprendo la terra con l'oscurità del peccato.




Nicola De Silla


Non ci dobbiamo stupire che faccia scandalo e susciti tanto clamore. Non dobbiamo dimenticarci che lo scandalo è nel cristianesimo stesso, nell’idea che gli uomini abbiano ucciso Dio, e che Dio abbia scelto di morire per la salvezza dell’uomo. Il cristianesimo è l’unica religione in cui Dio, invece di essere lontano e superiore, scende fra gli uomini e ne assume la sofferenza. È proprio questa la differenza che disturba tanto e fa del cristianesimo la religione meno compatibile con le altre, quella meno accettata dalla secolarizzazione...

E la Passione ci ricorda, con crudele evidenza, che il cristianesimo è l’unica religione capace di dare un senso alla sofferenza e di avvicinarsi in modo così drammatico al suo mistero. Quando il Cireneo viene chiamato dai soldati per aiutare Gesù a portare la croce ha, come prima reazione, quella di dire: “io non c’entro, non ho fatto niente, sono innocente”. È la reazione più normale davanti al dolore, alla sofferenza: all’opposto l’esempio di Gesù, che accoglie la sofferenza come strumento di salvezza per sé e per gli altri.

Professoressa Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea all’Università di Roma “La Sapienza”,