Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

venerdì 21 marzo 2008

Stabat Mater


C'è tua madre sotto la croce


Attonita , incredula , stupita


Si dondola e si lamenta completamente svuotata


Come se non avesse più un'anima


Come se le avessero strappato le viscere.


Ripercorre in quegli attimi tutta la tua vita


Chissà quante volte ti ha abbracciato


Ti ha consolato quando eri afflitto


Ha esultato con te quando eri felice


Ti ha visto bambino , adolescente e poi uomo


scacciato , osannato,ascoltato , disprezzato


In cuor suo ha sempre intuito il tuo destino


Ma non si è mai rassegnata ad esso


Non si può pretendere questo da una madre




Ci sono le altre donne sotto la croce


Alcune gemono altre strillano


Consolano Maria


Partecipano ad una tragedia


Di cui forse non comprendono a fondo la portata




C'è Giovanni sotto la croce


Il tuo discepolo prediletto


Il più docile a seguire i tuoi insegnamenti


Ti ha creduto sempre , sin dall'inizio


E mai una domanda , mai un perchè


Gli affidi tua madre


E a lei affidi Giovanni e con lui tutti noi




Ci sono anch'io sotto la croce


Un po più distante


Non ho il diritto di starti vicino


Ma sono certo che avverti la mia presenza


Non ho il coraggio di guardarti


Ma invece so che è quello che vuoi


Desideri che io ti veda


Nudo , morente , inerme


Desideri che io sappia


Che cosa sei disposto a fare per amore


Alzo incerto gli occhi e osservo il tuo volto


Il sangue che scende dalla tua fronte


L'ultimo macabro scherzo che potevamo farti


Invece che di una corona di gloria


Ti abbiamo cinto il capo con una corona di spine


Ad un tratto gridi qualcosa


Forse chiami tuo padre


E chinando il capo ...


Esali l'ultimo respiro


Il tempo si ferma


Il mio cuore non batte


Avverto in me tutta la profondità del silenzio


Lo sgomento di una vita senza la tua


Piango


Piango per te


Piango per tua madre e per Giovanni


E piango per tutte le croci


Che ogni giorno vengono innalzate nel mondo


Le tenebre avanzano


Coprendo la terra con l'oscurità del peccato.




Nicola De Silla


Non ci dobbiamo stupire che faccia scandalo e susciti tanto clamore. Non dobbiamo dimenticarci che lo scandalo è nel cristianesimo stesso, nell’idea che gli uomini abbiano ucciso Dio, e che Dio abbia scelto di morire per la salvezza dell’uomo. Il cristianesimo è l’unica religione in cui Dio, invece di essere lontano e superiore, scende fra gli uomini e ne assume la sofferenza. È proprio questa la differenza che disturba tanto e fa del cristianesimo la religione meno compatibile con le altre, quella meno accettata dalla secolarizzazione...

E la Passione ci ricorda, con crudele evidenza, che il cristianesimo è l’unica religione capace di dare un senso alla sofferenza e di avvicinarsi in modo così drammatico al suo mistero. Quando il Cireneo viene chiamato dai soldati per aiutare Gesù a portare la croce ha, come prima reazione, quella di dire: “io non c’entro, non ho fatto niente, sono innocente”. È la reazione più normale davanti al dolore, alla sofferenza: all’opposto l’esempio di Gesù, che accoglie la sofferenza come strumento di salvezza per sé e per gli altri.

Professoressa Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea all’Università di Roma “La Sapienza”,



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