Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

sabato 26 aprile 2008

Risposte.

Quando ho scritto " Delirio " non immaginavo di suscitare così tanto interesse . La curva dei visitatori del mio blog ha subito una forte impennata ed i commenti rilasciati sono stati numerosi. Li ho letti con molta attenzione trovandoli sempre interessanti , anche quelli più polemici. Tra tutti ne ho scelti due ai quali ho deciso di rispondere da queste pagine. Il primo è di un ragazzo ventiduenne , purtroppo anonimo , che lamenta la cronica ed asfittica inattività della nostra comunità . Parto dalle sue conclusioni particolarmente pessimistiche : "...MA SINGOLE PERSONE NON POSSONO FARE NULLA. ". Non sono daccordo. Credo che ciascuno di noi possa fare tanto ed è chiamato a dare il suo contributo nei termini e nei modi che più gli si addicono. Questo senso di ineluttabile immobilità che da molti anni pervade il tessuto sociale della nostra San Donaci è generato proprio dalla convinzione che tutto debba esserci dato . Dalla politica , dalla Parrocchia o da altre entità terze a cui spetterebbe il compito di creare gli strumenti per lo sviluppo socio-culturale del nostro paese. Ciò sarebbe auspicabile ed in un paese normale , anche molto probabile. Ma noi viviamo una condizione di degrado della politica e delle istituzioni che non ci consentono nessuna comodità.

Allora le occasioni di crescita dobbiamo crearle da soli sfruttando ogni pur minimo talento con impegno e determinazione . Anche una persona può creare il cambiamento . Il suo personale impegno diventa fermento , lievito per tanti altri che non aspettano di meglio che essere coinvolti nelle più svariate iniziative. Se può servire faccio un piccolo esempio che mi riguarda direttamente. Sino a pochi giorni fa si rischiava di non fare la festa di San Luigi Gonzaga perché il vecchio comitato si era sciolto e nessuno aveva risposto all'appello lanciato per costituirne uno nuovo. E' bastato prendere l'iniziativa e contattare direttamente alcuni giovani ( badate bene non attendere ma agire ) perché questi ultimi accogliessero di buon grado l'invito del parroco. San Donaci è un paese che ha sete di iniziative e vuole crescere. Spetta a tutti noi fare il primo passo. Il consiglio che in conclusione posso dare all'amico che mi ha scritto è il seguente : non aspettarti nulla dagli altri ma sii tu il primo ad agire in qualunque campo ed in qualunque modo riterrai opportuno. Per migliorare il nostro paese bisogna innanzitutto amarlo. San Donaci siamo tutti noi , San Donaci sei tu.

Il secondo commento è quello di Marco , deluso dal risultato del centro destra a San Donaci , ma ancora motivato e pronto ad affrontare le sfide che verranno. A lui vorrei dire che amo la storia sin dai tempi del liceo perché profondamente convinto che non si possa costruire il futuro senza trarre un saggio insegnamento dal passato. Solo chi non ha coscienza non si guarda indietro. Solo chi manca di responsabilità non sente il dovere di fare analisi. Non è dai 1850 voti che dobbiamo ripartire , ma dalla ricerca seria ed obiettiva delle motivazioni che ci hanno impedito di aggiungerne altri 1000. Dobbiamo capire sino in fondo le cause che hanno fatto allontanare la gente dalla nostra area politica. E per favore non mi si dica che comunque il risultato delle urne è soddisfacente se lo si paragona a quello di cinque anni fa ( allora il c.d. vinse con 1900 voti ) . Chi afferma ciò dimentica o finge di dimenticare che nella scorsa competizione c'era una lista in più che ottenne un migliaio di voti , giusto l'ammontare della differenza tra la lista di c.d. e quella di Serio. Detto questo sono daccordo con il fatto che la priorità è rappresentata dall'unità delle forze che si ritrovano in quest'area. Occorre ripartire da un progetto comune e , aggiungo , comunemente condiviso ; da costruire insieme come si fa quando si realizza una nuova casa. Tutti progettisti , tutti muratori. Non si può pretendere di considerarsi proprietari dell'edificio nel quale semmai far accomodare gli altri nella stanza degli ospiti. L'unità , secondo il mio punto di vista , si realizza solo così . E l'affissione arbitraria ed illegittima di un simbolo su un muro certamente non aiuta.


Nicola De Silla

mercoledì 23 aprile 2008

Autunno


In questi giorni di tempo bizzarro
ripenso al mio amato autunno
Le brume mattutine , i lenti tramonti
il rosso delle foglie di vigna
l'incedere calmo delle nuvole
La natura agogna il riposo
ed io mi lascio andare tranquillo
stanco della frenetica estate
cullando come un dolce infante
i miei più intimi pensieri.


Nicola De Silla

domenica 20 aprile 2008

Delirio.

Recita testualmente il dizionario : "stato di agitazione psichica, che si accompagna ad alcune forme di psicosi, durante il quale il paziente, vittima per lo più di allucinazioni, fa discorsi senza senso o senza fondamento". E' proprio quello che è accaduto al geometra Lolli l'altra sera durante l'ennesimo comizio tenuto a San Donaci. Non ci aspettavamo dal candidato sindaco sconfitto un' umile recita del mea culpa , non fa parte del carattere del soggetto , ma nemmeno una serie di accuse e reprimende nei confronti di tutti coloro i quali non lo hanno votato o , a suo giudizio , non si sono mossi abbastanza . Seguendo il motto secondo cui si socializzano le sconfitte e si privatizzano le vittorie ha pensato di attribuire ad altri i motivi della pesante disfatta nella quale la sua megalomania ha trascinato tutto il centro destra. Se l'è presa con i cattolici che a suo dire non avrebbero dovuto votare Domenico Serio e più in generale con tutta quella fetta dell'elettorato macchiatasi di lesa maestà nei confronti della sua blasonata persona . Un trattamento speciale lo ha riservato a me ed ai miei amici definendoci traditori . Ma traditori di cosa ? Dico subito che con grande fatica e forti dolori addominali , ho votato anche questa volta il centro destra nonostante la presenza del geometra ; a cui tra l'altro avevo più volte detto che non avrei svolto un ruolo attivo nella campagna elettorale non condividendo le scelte e i comportamenti messi in atto. L'ho fatto attribuendo la mia preferenza ad un vecchio amico di scuola , ingenuo ma intellettualmente onesto . Di tutto ciò ne avevamo parlato nella hall di un grande albergo leccese in presenza delle massime personalità del centro destra regionale preoccupate quanto me e più di me del risultato delle urne. Offrimmo allora a Carmine Lolli la nostra disponibilità in cambio di un gesto emblematico di discontinuità con la politica svolta in passato. Capì una cosa per un'altra e in risposta ci offri seggi , poltrone , cariche ( è l'unico linguaggio che conosce ) . Declinammo cortesemente l'invito non essendo interessati a logiche di potere ma a strategie di riforma di una parte politica i cui segni evidenti di malessere solo il suo smisurato ego non sembrava cogliere. A distanza di poco più di un mese quello che purtroppo paventavamo si è verificato. Debacle totale . Ora sarebbe troppo facile per il geometra prendersela con gli altri . Ha voluto fare tutto da solo pensando di essere invincibile ; si assuma le sue responsabilità . Nei confronti degli elettori del centro destra delusi dal risultato , nei confronti degli organismi territoriali e provinciali a cui aveva garantito una sfolgorante vittoria , nei confronti dei candidati della sua lista affabulati dalle sue certezze di successo. Già durante la campagna elettorale qualcuno di loro mi aveva confidato che trovava enormi difficoltà a far passare , nel contatto con gli elettori , il nome di Carmine Lolli . Molti di loro hanno visto bruciare il proprio pur ottimo potenziale a causa di questo ostacolo. Non ricorra a meschini mezzucci per tenere insieme la baracca . Novecento voti di differenza sono tanti , lo separa un buon 50 % di elettori dal candidato del centro sinistra. Non stili elenchi di buoni e cattivi. Non ne ha la facoltà . E' bene ricordargli che l'unica carica che ricopre è quella di leader di una lista civica . Spero proprio che presto al delirio subentri la lucidità e che il Lolli comprenda a fondo il motivo dell'insuccesso continuando a contribuire alla crescita del centro destra ma questa volta non da incontrastato monarca. Gli auguro con tutto il cuore una pronta guarigione.


Nicola De Silla

mercoledì 16 aprile 2008

Ecatombe

Centro destra voti : 1833
Centro sinistra voti : 2693
Chiamiamo le cose con il loro nome . Il risultato elettorale ottenuto a San Donaci dal centro destra in occasione delle amministrative è stato un vero disastro che va ben al di la delle più funeste previsioni. Non mi aspettavo una vittoria ma nemmeno una così sonora sconfitta. La prima domanda che viene da porsi è : perché è accaduto ? Le ragioni sono molteplici ; proveremo ad argomentarle. Intanto bisogna precisare che l'amministrazione uscente ha governato per quasi un quinquennio avendo interrotto unilateralmente i rapporti con alcune componenti politiche non proprio irrilevanti che avevano giocato un ruolo decisivo nella passata vittoria.

Rapporti che ha tentato di riallacciare in modo maldestro e furbesco solo negli ultimi giorni promettendo posti in lista , assessorati ed incarichi di rilievo senza tuttavia cercare umilmente di rimuovere le cause che avevano generato tale rottura. Criticabile è anche il modo con cui si è arrivati alla determinazione del candidato sindaco. Questi infatti , invece di aprire un sereno confronto con tutte le parti , ha scelto di farsi nominare dal gruppo consiliare uscente che in gran parte non si è nemmeno ricandidato. Sottraendo di fatto alle forze politiche locali e territoriali il ruolo che è loro proprio e sottoponendo a ratifica dei responsabili ( ? ! ) locali della sola U.D.C. ed A.N. una decisione già presa. Sbagliata è stata la scelta della persona la quale ha condotto una campagna elettorale arrogante e clientelare tutta tesa a promettere fantomatici posti di lavoro così come si faceva negli anni 70. Errato è stato il tempismo . Mi riferisco alla strana scelta di Lolli di abbandonare il partito originario l'U.D.C. non prima di aver lasciato a presidiarlo qualche fidato caporale, per passare nel neo nato Popolo delle Libertà a tre giorni dalla presentazione delle liste. Fallimentare è stata l 'azione amministrativa avendo disatteso le aspettative e mancato gli obiettivi indicati nel programma elettorale. Comico il tentativo di recuperare un'immagine irrimediabilmente compromessa facendo scorrazzare qua e là camion pieni di catrame negli ultimi giorni della campagna elettorale. Sospetta la particolare affezione dimostrata nei confronti dei numerosi progetti di parchi eolici e fotovoltaici che dovrebbero sorgere nel nostro territorio . Censurabile la tutela del proprio clan a discapito del merito e del valore . Rivoltante il tentativo di accaparrarsi i consensi ricorrendo a feste , baccanali e conti aperti persino nelle rosticcerie . Inquietante è stato il numero di anziani e malati , anche terminali , accompagnati al seggio elettorale da premurosi parenti. Ma quello che davvero meraviglia è l'assoluta cecità , l'esagerata auto stima dei due principali artefici di questo disastro i quali non si sono resi conto che la gente era stufa , anelava il cambiamento ; in poche parole non li voleva. Adesso che il frutto del loro sciagurato lavoro è sotto gli occhi di tutti che cosa fanno ? Gridano al complotto . Se la prendono con gli altri . Sono come i bambini che strillano perché non vogliono lasciare il giocattolo con cui si sono trastullati ( molto bene ) per cinque anni. Chissà quanti ne dovranno passare prima che il centro destra si riprenda , prima che questo grande corpo elettorale guarisca. Ma al momento la prima cosa da fare è quella di rimboccarsi le maniche lavorando con serietà e dedizione , lasciando ad altri metodologie e comportamenti estranei alla vera politica.
Nicola De Silla
La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana.
John Keats

martedì 15 aprile 2008

Nessuna attenuante.


Il paese ha scelto ancora una volta ed in modo inequivocabile . Vince il PDL ed i suoi alleati , perde con l'onore delle armi il PD di Veltroni , scompare , per la prima volta nella storia repubblicana , la componente dell'integralismo comunista ed ambientalista ; vengono infrante sulla dura soglia del 2 % le speranze della destra post-fascista. Una piccola rivoluzione nel quadro istituzionale. Ma ciò che davvero rileva , dal mio punto di vista , è la delega piena che gli elettori hanno consegnato a Silvio Berlusconi incoronandolo premier per la terza volta. Personalmente non amo la ressa che si forma attorno al carro del vincitore ; dire "c'ero anch'io " mi sembra oltre che lapalissiano poco dignitoso. Mi scuserete quindi se scavalco a piè pari il coro degli adulatori . Tuttavia una cosa voglio dirla al cavaliere . Adesso che ha incorporato nel suo progetto Fini , adesso che ha ridotto all'impotenza Casini , adesso che ha un rilevante numero di seggi nelle due camere tale da consentirgli piena autonomia ...non potrà più avere attenuanti. Faccia quello per cui è stato scelto , riformi con coraggio il paese a partire dalle libertà economiche e sociali , restituisca l'orgoglio alla nazione . Se tutto ciò non avverrà , non trovi scuse e tragga le giuste conclusioni. Buon lavoro Silvio .
Nicola De Silla

giovedì 10 aprile 2008

Salvezza


Cosa salverei del mondo ?


Il sorriso di un bambino salverei


purezza e gioia della vita


Lo sguardo di un vecchio salverei


saggezza e disincanto della vita


Il bacio di due innamorati salverei


bellezza ed incoscienza della vita


L'abbraccio ad un reietto salverei


carità e sacrificio della vita


Le pagine di un libro salverei


consapevolezza e aiuto per la vita


Le parole " I have a dream " salverei


speranza e fede nella vita


Quell'uomo morto in croce salverei


unica salvezza della vita .




Nicola De Silla










giovedì 3 aprile 2008

Tanto rumore per nulla.


Non c'è pace per Veltroni ed i suoi candidati. Quest'oggi è toccato al generale Mauro De Vecchio che pare abbia definito gli omosessuali inadatti alla vita militare. Subito c'è stata una levata di scudi contro le affermazioni del graduato. Da Veltroni a Ferrero passando per Grillini , tutti a stracciarsi le vesti ed a tacciare l'incauto oratore di omofobia. Da un paese come il nostro in cui più che al senso profondo delle cose ( e delle parole ) ci si ferma all'epidermide non potevamo aspettarci altro. Se tuttavia proviamo a riflettere sulla presunta frase senza preconcetti ed ipocrisie , ci rendiamo conto che probabilmente l'episodio non merita tanto clamore. Premetto subito che non sono contro i Gay . Semmai contro alcune esagerate ostentazioni come i Gay Pride ( ve la immaginate una manifestazione di eterosessuali per le vie di Roma semi nudi ed intenti a scambiarsi effusioni amorose ? ). Non entro nel merito dei gusti sessuali della gente ( purché leciti e discreti) . Credo sia un problema di coscienza sul quale ogni giudizio risulta avventato se non pericoloso. Voglio solo fare un esempio . Sono un omaccione di un metro e ottanta d'altezza e di centodieci chili di peso. Se qualcuno mi giudicasse inadatto alla danza classica non griderei allo scandalo e non mi sentirei nemmeno per un secondo discriminato. Forse , se avessi le giuste argomentazioni , dimostrerei il contrario.


Nicola De Silla

mercoledì 2 aprile 2008

La mia vita.


Se la mia vita fosse un fuscello

la piegherei sino a spezzarla

Se la mia vita fosse metallo

lo rifonderei per farne ferro di lancia

Se la mia vita fosse creta

la modellerei per farne un viso senza occhi

Se la mia vita fosse grano

lo impasterei per farne pane

Ma se fossi io a scegliere la mia vita

allora sceglierei il legno

ne farei una croce

per ricordare chi sono

per ricordare da dove vengo

per ricordare dove andrò a riposare.


Nicola De Silla