Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

mercoledì 23 luglio 2008

Falce e Martello



Pubblico un'interessante analisi dello storico Guerri. Non me ne vogliano i comunisti irredenti.



La decisione del parlamento lituano di mettere al bando falce, martello e stella rossa non è né “triste” né “offensiva”, come ha dichiarato Liudmila Alexeieva, responsabile moscovita del gruppo di Helsinki per i diritti umani.
Il piccolo Paese baltico, annesso militarmente all’Unione Sovietica nel 1940, per quasi mezzo secolo è stato sottoposto al dominio russo e comunista senza essere né russo né comunista. La classe dirigente venne estromessa, perseguitata e sostituita con funzionari di partito; gli oppositori subirono tutta la sequenza dell’oppressione staliniana, incarcerati, spediti nei gulag, uccisi. Il popolo subì tutti i danni della collettivizzazione forzata, della burocrazia centralizzata, della totale mancanza di libertà. “Eravamo uno Stato totalitario, autoritario, ma non fascista”, ha aggiunto la Alexeieva, seguita da parte della stampa russa: trascurando di ricordare che il comunismo ha provocato, nel mondo, centinaia di milioni di morti. A partire da quello sovietico.
Certo, i lituani – come gli altri popoli che ebbero uguale sorte – non hanno mai dimenticato i tre feroci anni di occupazione nazista (1941-44), che fra l’altro portarono allo sterminio di duecentomila ebrei locali. Ma è significativo che oggi mettano sullo stesso piano svastica, falce e martello: anche se pure da noi c’è chi può fare fatica a capirlo. In Italia abbiamo avuto il più potente Partito comunista dell’Occidente, che però non è mai riuscito a arrivare al potere, o alla dittatura, grazie non tanto alle virtù della nostra democrazia quanto al patto di Yalta, che nel 1945 ci destinò al mondo libero. Da noi, dunque, la falce e il martello non sono stati percepiti come simbolo di distruzione e di violenza tanto più cieca quanto lucida, come quella nazista.
In Italia la memoria storica e collettiva di chi ancora crede nel marxismo, o se ne è distaccato da poco, è legata alle giuste lotte e ai sogni ottocenteschi di riscatto delle classi più povere; poi, falliti i tentativi insurrezionali del primo dopoguerra, il partito di Gramsci fu quello stroncato con la forza dal fascismo, e che contro il fascismo risorse vent’anni dopo. Oggi sappiamo che la Resistenza commise, oltre che subire, ferocie inaccettabili. E che moltissimi - troppi - partigiani aspiravano a fare dell’Italia un paradiso dell’Internazionale. I più non sapevano e non potevano sapere cosa ciò avrebbe significato: una dittatura che avrebbe portato miseria e isolamento, come negli altri Paesi satelliti dell’Unione Sovietica. Avendo avuto la fortuna – per loro e per tutti – di non arrivare al potere, i comunisti nostrani hanno potuto continuare a considerarsi i salvifici paladini degli umili, emendati dalle responsabilità storiche del comunismo sovietico per via di “strappi” sempre troppo parziali e tardivi: dopo Budapest nel 1956, dopo Praga nel 1968.
Per tutti questi motivi è impensabile che da noi si segua l’esempio lituano, mettendo sullo stesso piano la croce uncinata e la falce con il martello. Non si dica, però, che i lituani hanno torto.



Giordano Bruno Guerri

lunedì 21 luglio 2008

Non sono andato in vacanza.


Qualcuno si chiederà perché non scrivo più con la stessa frequenza . Non ho avuto il blocco dello scrittore e non sono andato in vacanza. In questo periodo dell'anno ( come tutti gli anni ) il mio impegno lavorativo si intensifica notevolmente. Ergo ho meno tempo per scrivere ma soprattuto per pensare. Scusatemi.


Nicola De Silla

mercoledì 2 luglio 2008

Gli intoccabili.


Il legittimo sdegno dei consiglieri comunali della PDL si è manifestato attraverso l’affissione di un manifesto che informava la cittadinanza sulla decisione della giunta di aumentare le indennità di carica in totale spregio con quanto dichiarato in campagna elettorale.
Chi scrive è sempre stato notoriamente contrario all’ insopportabile quanto inutile aumento dei costi della politica . E , del tutto in coerenza con quanto affermato , lo è stato anche quando si è trattato di criticare la precedente Amministrazione Comunale che stracciando le promesse contenute nel proprio programma elettorale si era lasciata tentare dalla deriva del tassa e spendi aumentando anche le proprie indennità salvo diminuirle nell’ultimo anno di mandato. Tuttavia è bene non dimenticare un altro aspetto fondamentale del buon governo di una comunità. Mi riferisco alla gestione economica del personale secondo le regole della efficienza e della sostenibilità. E’ lecito porsi infatti un interrogativo : ha bisogno il nostro comune di ben quattro cosiddetti dirigenti per espletare al meglio le sue funzioni ? Se considerassimo il loro costo annuale tutto a carico della cittadinanza e lo paragonassimo al modesto ( per non dire mediocre ) benficio , certamente non potremmo che propendere per una risposta negativa. Alla stessa determinazione era giunto l’allora candidato , adesso sindaco Domenico Serio quando parlava di ridurre i costi riferendosi esplicitamente alle figure apicali ( i dirigenti ) . Ma anche in questo caso purtroppo con un inspiegabile cambiamento di opinione , non solo ha riconfermato tutte le dirigenze , con il peso finanziario e politico che ciò comporta , ma ha anche “ promosso “ il segretario comunale attribuendogli la funzione di direttore generale e mille euro mensili in aggiunta a quanto già percepito.
Si conferma purtroppo una regola non scritta secondo la quale chiunque si alterni al governo della nostra comunità non è in grado di riformare determinate posizioni di privilegio che risultano quindi intoccabili perchè garantite dal partito trasversale.


Nicola De Silla