Barbagli d'intelletto.

"Gli individui che non agiscono mai vogliono credere che si possa scegliere in tutta libertà l'eccellenza di coloro che verranno a figurare in una lotta, così come il luogo e l'ora in cui sferrare il colpo imparabile e definitivo. Ma no: con ciò che si ha sotto mano, e secondo le non molte posizioni effettivamente attaccabili, ci si getta sull'una o sull'altra non appena si scorge un momento favorevole; se no, si sparisce sena aver fatto nulla.Lo stratega Sun Tsé ha stabilito da molto tempo che 'il vantaggio e il pericolo sono entrambi inerenti alla manovra'. E Clausewitz riconosce che 'alla guerra si è sempre nell'incertezza circa la situazione reciproca delle parti. Ci si deve abituare ad agire sempre secondo delle verosimiglianze generali, ed è un'illusione voler attendere il momento in cui si sarà sciolti da ogni ignoranza…'.


Guy Debord

mercoledì 27 agosto 2008

Perdono.


Perdonami anima mia

se l'insoddisfazione mi turba

se quella sensazione di vivere una vita estranea mi avvilisce

se a volte non colgo i segni del tempo perché questo tempo non è il mio

se la rabbia dell'impotenza mi sovrasta

e la mia coscienza , giudice impietoso , mi giudica reo

se non riesco a farti partecipe del profondo amore che provo

se rimango muto e freddo anche quando la vita mi sorride

se sono incapace di darti la mano e Dio sa quanto lo vorrei

se spesso mi tuffo nelle pagine che narrano di epoche lontane

solo perché l'attuale mi ripugna

questi per me non sono i giorni dell'onore , ne quelli della passione

non posso considerarli momenti di felicità ne di appagamento

sono i giorni del caos e del disordine

la morte per gli ideali e la speranza .


Nicola De Silla

1 commenti:

Marco Massimo ha detto...

Lo stato d'animo che hanno portato a buttare giù questi versi (che definisco "alti" nel contenuto e nella forma quindi semplicemente belli) rispecchia quello di tante altre persone. Probabilmente la velocità con cui viviamo la nostra vita, il desiderio di avere domani qualcosa in più di oggi, i dubbi che ci attanagliano di cosa gli altri possano pensare di noi, il rincorrere continuamente qualcosa non sapendo cosa, ci portano a un insoddisfazione che di fatto ci turba. Siamo schiacciati da questa Società, che non conosce il concetto di "quiete", e quindi non ci permette di apprezzare la gioia di quello che già siamo e che abbiamo. Per un credente la soluzione a questa insoddisfazione è vivere ogni giorno in intimità con Dio: in questi tempi una cosa è dirlo un'altra è farlo, ma spero che Dio ci personi.
Un'amico.