Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

venerdì 19 settembre 2008

Chi paga per il sindacalismo irresponsabile ?





Dopo tanto tentare ci sono riusciti. I professionisti dello sfascio , come li definisce Mario Giordano , vale a dire l'onnipresente CGL e i sindacati autonomi del personale viaggiante di Alitalia hanno portato sull'orlo del fallimento la nostra compagnia di bandiera e siccome di solito al danno si aggiunge la beffa , hanno pure applaudito al ritiro dell'unica società su piazza disponibile all'acquisto. Ancora una volta si è dimostrato quanto sia oramai anacronistico e pernicioso il potere di veto che il nostro paese , dopo quasi sessant'anni di vetero-comunismo latente , ha attribuito e , purtroppo attribuisce ancora alle corporazioni che candidamente chiamiamo sindacati. Sempre pronti a bloccare qualsiasi tentativo di riforma o ammodernamento dello stato , sempre troppo politicizzati e dipendenti ideologicamente dalla sinistra . Ciechi a tal punto da difendere l'indifendibile , come la giornata di riposo dei piloti che , non so bene per quale alchimia , non dura 24 ore ma 33 , come l'autista che prende ed accompagna al proprio domicilio i piloti , come le promozioni automatiche mosse solo ed esclusivamente dal criterio temporale ( dopo 36 mesi il secondo pilota aumenta in grado anche se è un asino ) , come il trattamento economico che non ha eguali in Europa con una produttività pari al 50 % di quella dei colleghi della Lufthansa , come il pagamento ( avete inteso bene il pagamento ! ) della pennichella pomeridiana anche se fatta comodamente sul divano di casa. La palla a questo punto passa ai nostri governanti , facciano cose serie perché il periodo lo impone , perché la gente che non arriva a fine mese con 1.200 euro è indignata quando sente discutere di contratti che superano spesso i 200.000 euro l'anno . Invece di garantire una lunga mobilità di 7 anni , procedura inusitata ad esempio per un metal meccanico che perde il proprio posto di lavoro , lascino che ci pensi il mercato e che Alitalia faccia la fine che merita dopo anni di spreco e gozzoviglie . Che questi lobbisti con le ali si confrontino con la realtà dura del momento e non la osservino solo con distacco da un hotel a 5 stelle nel quale sono soliti dimorare quanto "lavorano".




Nicola De Silla

mercoledì 17 settembre 2008

Soluzione complessa.


E' di questi giorni la rovente polemica sulla frase del ministro La Russa relativa ai combattenti della RSI e sulla conseguente risposta del Presidente della Camera Fini riguardo all'adesione incondizionata ai valori dell'antifascismo . Era da qualche giorno che ci pensavo , ma la decisione di scrivere questo post mi è sorta dopo aver letto la lettera aperta ad ogni italiano vergata dal presidente di Azione Giovani di Roma Federico Iadicicco ( http://www.azionegiovaniroma.org/ ) . Scrive Iadicicco : " Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l'ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti. ". Tralasciando il tenore un tantino nostalgico dell'autore , una domanda dobbiamo porla ? Un uomo di destra può dirsi realmente antifascista ? Se ci fermiamo al significato propagandistico del termine , certamente non possiamo che essere daccordo. Chi può in realtà dirsi favorevole ai soprusi , alla mancanza di democrazia , alle leggi razziali ? Credo nessun essere umano dotato di buon senso. Ecco perché dirsi antifascista , nell'accezione più epidermica del termine sia come dichiararsi anticomunista , vale a dire contrario ad ogni forma di totalitarismo ed assolutismo. Non a caso le due ideologie hanno in comune molte caratteristiche peculiari . Non irrilevante il fatto che il fascismo delle origini nacque da un gruppo di socialisti più che radicali . Esiste solo una piccola variante di stile. Nonostante tutti ci professiamo democratici , mi è capitato di sentire molte dichiarazioni di antifascismo da uomini di destra , ma poche pochissime professioni di anticomunismo dai nuovi liberal di provenienza rossa. Avendo soddisfatto con questa dichiarazione di principio gli storici alla Tranfaglia cerchiamo di guardare al tema con la serietà che la ricerca storiografica impone. Ridurre il fascismo solo al suo innegabile difetto di democrazia in un periodo storico in cui da est a buona parte dell' ovest il dispotismo la faceva da padrone è un'ipotesi incompleta. Discutere del fascismo senza analizzare le cause che lo hanno generato non mi sembra corretto. Al liceo un ottimo professore di storia , di matrice socialista , mi ha insegnato che non bisogna mai cedere alla tentazione del massimalismo tentando di studiare un particolare evento avulso dal suo contesto storico temporale. Un'altra cosa poi l'ho capita da solo : nella vita non ci sono mai tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall'altra . Il voler considerare ogni partigiano un eroe ed ogni combattente della RSI un assassino , stupratore e carnefice , costituisce un ipotesi non solo fantasiosa ma poco obiettiva.

Parafrasando un detto latino mi verrebbe da dire " in medio stat veritas " . Come già affermato altre volte la storia è molto più complessa di come vorremmo rappresentarla. Il resto è cronaca di oggi , appartiene alla categoria del pragmatismo e va interpretata nella tensione inevitabile che scaturisce dal tentativo di unire un partito fatto da un leader con un partito che crea leaders.



Nicola De Silla