Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

giovedì 23 ottobre 2008

Il futuro degli altri.


"Il ragazzo con l'ipod e la felpa che ascolta la lezione autogestita alla Sapienza occupata non ha in mente la rivoluzione. O il '68. Piuttosto, e te lo dice: ha paura di finire in un call center dopo la laurea, è convinto che sulla sua formazione il Paese non investa, che la classe dirigente del suo futuro se ne freghi. La sua protesta sarà vecchia e ritualistica nelle forme ma pone problemi nuovi e complessi. Come affrontarli? " Questo è l'inizio dell'editoriale di Liberal Quotidiano che ha il pregio di porre un problema vero in un panorama di falsi messaggi. Ma siamo proprio sicuri che la questione della qualità della formazione dei nostri figli che da qui a qualche anno si accingeranno ad entrare in un mondo del lavoro estremamente competitivo e rigido possa risolversi attraverso le reazioni antiquate ed anacronistiche a cui stiamo assistendo ? E' mai possibile che tante giovani menti aperte allo studio ed allo spirito critico ( almeno così si spera ) si lascino abbindolare dalle vecchie sirene della sinistra sempre pronte a montare la protesta a prescindere dai contenuti ? Mi piacerebbe sapere quanti di questi ragazzi hanno effettivamente letto il decreto Gelmini e quanti altri conoscano a fondo i meccanismi dell'istituzione scolastica , così a fondo da potersene fare un'opinione a prescindere dalle bandiere ideologiche e da consistenti fasce di docenti più attenti alla tutela corporativa che alla propria missione formativa. Io non affermo che il testo del decreto sia infallibile , per fede e cultura concedo la mia adesione totale ad un solo Scritto , e non affermo nemmeno che non ci siano i margini per poterlo migliorare . Sono però assolutamente convinto che una civiltà evoluta si basi sul rispetto di tre elementi fondamentali : l'altro , la regola, l'istituzione. Coloro che decidono di protestare attuando metodi così estremi possono farlo assumendosi la propria responsabilità ( faber est suae quisque fortunae ) quello che tuttavia non è consentito a nessuno è la violenza attuata nei confronti di chi la pensa in altro modo limitando le sue libertà ed i suoi diritti tra cui quello allo studio. In conclusione se volete scioperare fatelo pure , se credete che il mondo si cambi con uno striscione magari di colore rosso , accomodatevi , ma non potete , non dovete impedire ad i vostri colleghi di accedere normalmente alle università o alle scuole . Il vostro futuro vi appartiene , ma solo il vostro non quello degli altri.






Nicola De Silla

lunedì 20 ottobre 2008

Modernità.


Lasciate che il mondo attraversi il precipizio

Lasciate che il sole si spenga e che la luna precipiti

Lasciate che la morte avanzi in trionfo e che la vita si ritiri sconfitta


Mettete il bavaglio ai poeti e portate al patibolo i filosofi

Abbattete le chiese , spaccate le croci

Trasformate l'argento degli incensieri in pallottole

Che delle anime si cancelli la memoria

e dello spirito anche i più sfocati ricordi



Disprezzate l'onore e dileggiate le virtù

Stracciate i libri o peggio metteteli tutti in un museo chiuso a chiave

Che nessuno li guardi , che nessuno se ne rammenti

Guai a chi non è moderno.



Nicola De Silla

venerdì 17 ottobre 2008

Non crocefiggete la Gelmini.


Di uomo in croce ne è bastato uno per favore non mettiamoci pure il ministro Gelmini ( non dico la ministra perché almeno dal punto di vista linguistico e semantico rimango un inguaribile maschilista ) . Almeno non per il momento , non prima che la sua riforma sia attuata e generi i propri frutti. Farlo "maintenant" significherebbe solo processare le intenzioni . Io non sono un esperto di materie scolastiche , la mia conoscenza in questo settore si limita alle mie reminiscenze liceali ed a quello che riesco a carpire ascoltando le ragioni ( sicuramente di parte ) dei mie figli fruitori del sistema scolastico pubblico italiano. Per mestiere faccio altro , l'imprenditore scritto piccolo piccolo e senza grassetto . Parlo di quella inquietante figura professionale non troppo amata dall'Italia e a volte definita così : " Del “self made man”, magari con una discreta pelliccia sullo stomaco, che si è mosso sul crinale grigio dell'etica del profitto, piccolo e bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante, magari l'immobiliarista, magari il politico o il cavalier servente del ras cittadino o di quartiere, magari il colletto bianco intersecato con le mafie. È l'Italia che ha conquistato il benessere e anche di più, senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando le conoscenze più che la conoscenza, in qualche caso intercettando le ondate delle nuove tecnologie, dello spettacolo o della finanza creativa." Nonostante tutto amo il mio lavoro non proprio e non sempre remunerativo , non proprio e non sempre gratificante , non proprio e non sempre illegale e mafioso. Un lavoro come gli altri con una sola piccola differenza : non richiede lauree , non richiede concorsi pubblici di ammissione , ma ti tiene sempre sotto esame perennemente alla prova , e se non sei all'altezza ( e vi assicuro può succedere ) vai fuori e non c'è la cassa integrazione o la mobilità a salvarti il culo. Ma ciò che è più rilevante , non esiste nemmeno la solidarietà morale degli altri . Non una parola , non una stretta di mano , non aspettarti che Santoro ti faccia un'intervista commossa. E' un lavoro duro per lo più svolto da duri ( forse per questo sembriamo tutti beceri e cattivi ) . Tuttavia l'ho scelto io e non mi lamento troppo non me la prendo con la Gelmini ne con gli studenti , tanto meno con i sindacati nei confronti dei quali forse qualche ragione di risentimento potrei anche nutrirla. Nella mia professione e nella vita mi sforzo di valutare le cose dai fatti che producono . Giudico cioè a consuntivo e non a preventivo . Io non so se la riforma scolastica sia buona o cattiva , ma di un aspetto ho memoria . Dal ministro Berlinguer alla Gelmini , passando per tutti gli altri , nessun tentativo di modernizzare questo fondamentale aspetto del paese è mai piaciuto al personale docente. Ripeto sino alla nausea non sono un competente in materia ma a tutti coloro che spesso e volentieri si sciacquano la bocca con la Costituzione vorrei sommessamente ricordare che in Italia la scuola ha una funzione formativa delle nuove generazioni ( "Il diritto di tutti (anche "gli inabili ed i minorati") ad essere sostenuti nel cammino verso "il pieno sviluppo della persona umana" ) vale a dire è fatta per gli studenti . Coloro che vi lavorano personale docente e non , hanno gli stessi diritti e doveri di qualunque altro lavoratore ; non hanno , non possono avere privilegi . Da semplice cittadino noto alcune discrasie sin troppo evidenti . Non esiste il rispetto della istituzione scolastica , non esiste la valorizzazione del merito ne tra gli studenti e tanto meno tra i professori . A molti , troppi asini è concesso di proseguire gratuitamente negli studi , a molti , troppi insegnanti lavativi ed incompetenti è concesso salire in cattedra a pontificare . In molti percepiscono uno stipendio del tutto inadeguato , ma ancora tanti " rubano " il proprio salario non meritandolo affatto , soprattutto quando scambiano un'aula per una sede di partito. . Abbiamo avuto il nostro 68 e questa è una delle sue innumerevoli controindicazioni. Cari professori e carissimi alunni , se volete che la vostra , la nostra scuola riacquisti autorevolezza abbiate uno scatto di orgoglio , piangete di meno e fate di più.






Nicola De Silla