Barbagli d'intelletto.

"Gli individui che non agiscono mai vogliono credere che si possa scegliere in tutta libertà l'eccellenza di coloro che verranno a figurare in una lotta, così come il luogo e l'ora in cui sferrare il colpo imparabile e definitivo. Ma no: con ciò che si ha sotto mano, e secondo le non molte posizioni effettivamente attaccabili, ci si getta sull'una o sull'altra non appena si scorge un momento favorevole; se no, si sparisce sena aver fatto nulla.Lo stratega Sun Tsé ha stabilito da molto tempo che 'il vantaggio e il pericolo sono entrambi inerenti alla manovra'. E Clausewitz riconosce che 'alla guerra si è sempre nell'incertezza circa la situazione reciproca delle parti. Ci si deve abituare ad agire sempre secondo delle verosimiglianze generali, ed è un'illusione voler attendere il momento in cui si sarà sciolti da ogni ignoranza…'.


Guy Debord

giovedì 23 ottobre 2008

Il futuro degli altri.


"Il ragazzo con l'ipod e la felpa che ascolta la lezione autogestita alla Sapienza occupata non ha in mente la rivoluzione. O il '68. Piuttosto, e te lo dice: ha paura di finire in un call center dopo la laurea, è convinto che sulla sua formazione il Paese non investa, che la classe dirigente del suo futuro se ne freghi. La sua protesta sarà vecchia e ritualistica nelle forme ma pone problemi nuovi e complessi. Come affrontarli? " Questo è l'inizio dell'editoriale di Liberal Quotidiano che ha il pregio di porre un problema vero in un panorama di falsi messaggi. Ma siamo proprio sicuri che la questione della qualità della formazione dei nostri figli che da qui a qualche anno si accingeranno ad entrare in un mondo del lavoro estremamente competitivo e rigido possa risolversi attraverso le reazioni antiquate ed anacronistiche a cui stiamo assistendo ? E' mai possibile che tante giovani menti aperte allo studio ed allo spirito critico ( almeno così si spera ) si lascino abbindolare dalle vecchie sirene della sinistra sempre pronte a montare la protesta a prescindere dai contenuti ? Mi piacerebbe sapere quanti di questi ragazzi hanno effettivamente letto il decreto Gelmini e quanti altri conoscano a fondo i meccanismi dell'istituzione scolastica , così a fondo da potersene fare un'opinione a prescindere dalle bandiere ideologiche e da consistenti fasce di docenti più attenti alla tutela corporativa che alla propria missione formativa. Io non affermo che il testo del decreto sia infallibile , per fede e cultura concedo la mia adesione totale ad un solo Scritto , e non affermo nemmeno che non ci siano i margini per poterlo migliorare . Sono però assolutamente convinto che una civiltà evoluta si basi sul rispetto di tre elementi fondamentali : l'altro , la regola, l'istituzione. Coloro che decidono di protestare attuando metodi così estremi possono farlo assumendosi la propria responsabilità ( faber est suae quisque fortunae ) quello che tuttavia non è consentito a nessuno è la violenza attuata nei confronti di chi la pensa in altro modo limitando le sue libertà ed i suoi diritti tra cui quello allo studio. In conclusione se volete scioperare fatelo pure , se credete che il mondo si cambi con uno striscione magari di colore rosso , accomodatevi , ma non potete , non dovete impedire ad i vostri colleghi di accedere normalmente alle università o alle scuole . Il vostro futuro vi appartiene , ma solo il vostro non quello degli altri.






Nicola De Silla

1 commenti:

Francesca ha detto...

E' molto interessante il tuo blog ma è anche molto intelligente il modo in cui scrivi. Un forte saluto. Francesca Blaco