Barbagli d'intelletto.

"Gli individui che non agiscono mai vogliono credere che si possa scegliere in tutta libertà l'eccellenza di coloro che verranno a figurare in una lotta, così come il luogo e l'ora in cui sferrare il colpo imparabile e definitivo. Ma no: con ciò che si ha sotto mano, e secondo le non molte posizioni effettivamente attaccabili, ci si getta sull'una o sull'altra non appena si scorge un momento favorevole; se no, si sparisce sena aver fatto nulla.Lo stratega Sun Tsé ha stabilito da molto tempo che 'il vantaggio e il pericolo sono entrambi inerenti alla manovra'. E Clausewitz riconosce che 'alla guerra si è sempre nell'incertezza circa la situazione reciproca delle parti. Ci si deve abituare ad agire sempre secondo delle verosimiglianze generali, ed è un'illusione voler attendere il momento in cui si sarà sciolti da ogni ignoranza…'.


Guy Debord

mercoledì 5 novembre 2008

L'America

Dio
Patria

Famiglia


"In America nulla è impossibile e chi ancora non è convinto, non ha che da guardare al nuovo presidente eletto degli Stati Uniti."



Sono le parole con cui il nuovo presidente degli USA Barack Obama ha esordito nel grande incontro avuto con i suoi elettori a Chicago una volta certo della sua nomina. Ed è proprio in queste parole che si concentra tutto il grande significato storico delle elezioni statunitensi. L'America è stata e rimane tuttora un grande paese , il più grande . La terra dove , nonostante le presenti contraddizioni , le opportunità sono davvero alla portata di tutti. Obama è figlio di immigrati del Kenya , ha studiato e lavorato duramente ed è riuscito a diventare il capo di una nazione che sino a 200 anni fa teneva in catene quelli del suo stesso colore . Io ho tifato sin dall'inizio per Mc Cain , come lui mi reputo un conservatore " sui generis " , credo sarebbe stato un ottimo presidente ed oggi , nel giorno della sconfitta , non posso che tributargli tutto il mio rispetto per il modo davvero onorevole con cui ha amministrato la sua campagna elettorale sino all'ultimo minuto e per lo stile con cui ha riconosciuto la sconfitta attribuendosene la responsabilità . Non credo che il nuovo eletto abbia ricette miracolose e sono convinto che adesso , spenti i riflettori della campagna elettorale , egli incontrerà grandi difficoltà a risolvere i problemi del paese , a conciliare gli interessi delle classi che lo hanno sostenuto , a passare da grande comunicatore a grande statista. Predicare il cambiamento è facile , realizzarlo è più complicato. Tuttavia in questo momento non posso che pensare agli schiavi della Virginia , a Malcom X , al memorabile discorso di Martin L. King al Lincoln Memorial , alle lacrime a stento trattenute di Jesse Louis Jackson . Il sogno si è realizzato ed ancora una volta l'America , data per spacciata , ci ha stupito . Immagino la folla sul carro Italiano dei vincitori e quanti anti americani viscerali avranno momenti di amnesia e festeggeranno il grande paese . A partire dai tanti comunisti travestiti da democratici cresciuti alla scuola dell'anti americanismo che già si vedevano ad un passo dalla loro vittoria culturale coincidente con il declino atlantico e che oggi dovranno fare buon viso a cattivo gioco nei confronti di un candidato vittorioso che ha fatto precedere il suo ultimo discorso da un religioso , da un veterano di guerra , e dalla sua famiglia. Mi dispiace cari compagni costretti a nascondere in tasca il pugno chiuso , ma ancora una volta gli Stati Uniti d'America ci hanno dato una grande lezione di democrazia .






Nicola De Silla

1 commenti:

marco ha detto...

Si deve riconoscere che gli Stati Uniti sono avanti a tutti. Sia negli eccessi che nelle scelte storiche: sempre primi!
Un Presidente di colore prima che un papa nero.
Forse fra le tante aperture che porterà alla storia, Obama, avrà inconsapevolmente anche quella di facilitare proprio l'ascesa al trono di Pietro di un uomo di colore. Ho sperato che vincesse perchè mi trasmette aria di novità.
Poco più di un anno fa nessuno lo conosceva; oggi è il Presidente della più potente federazione di stati del Mondo; fra quattro anni, o fra otto se sarà riconfermato, tornerà a ricoprire ruoli di secondo piano.
Noi, quel giorno, saremo nelle nostre case, sul nostro divano, davanti la nostra televisione a vedere Porta a Porta i cui ospiti saranno Berlusconi, Veltroni, D'Alema Pannella, Fini, Casini e perchè no... Andreotti.
Meditiamo gente, meditiamo.