Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

lunedì 21 dicembre 2009

Inquietudine.


Scrivo sul ghiaccio parole incomprensibili
parto infelice di un'angoscia la cui fine non vedo.

La mia inquietudine mi attanaglia, compio respiri corti
agogno la pace ridotta ad un lontano lumicino che non si avvicina
non si ingrandisce , non illumina la mia stanca anima.

E' pari ad un miraggio d'acqua nel deserto
al sogno di lauti banchetti compiuto da un affamato
alla visione effimera della donna di un amore non ricambiato.

La desidero più di ogni altra cosa
ma non c'è.
Mi dico : arriverà domani !
Ma simile ad un viaggiatore deluso
aspetto il ritorno di un passeggero che invece non torna.

Rimando ancora
con il viso raccolto tra le mie mani disperate
ed un urlo silenzioso il cui suono solo a me è noto.

Nicola De Silla

lunedì 9 novembre 2009

Nubi.


Guardo da dietro una finestra
le nuvole profonde e grigie
che sfrecciano verso est.

La prospettiva è alterata dal vetro
ma rimane comunque
la grazia innaturale del loro moto.

Le studio affascinato
cercando di capire
perché rimango tanto rapito
da quelle forme astratte
così plasmabili.

Si trasformano in tutto ciò che desidero
Già... ma cosa desidero ?
Cosa cerco , cos'è che mi rende tanto inquieto.

Finirà mai la mia ricerca ?
Avrò anch'io il mio riposo ?
Oppure condividerò l'inesorabile fato
di chi considera difficile
dismettere gli abiti del cercatore.

Sollevo dinuovo lo sguardo al cielo
e comincio a ripassare
la storia della mia esistenza.

Quanto è arduo scorgere la luce oltre le nubi.


Nicola De Silla

venerdì 23 ottobre 2009

Un sospiro di sollievo.


Troppo complicato stare bene
senza tormentare l'anima

la ragione non mi basta
ho bisogno del sogno
anche quando questo è impossibile

infondo non ti conosco
sei come un frammento, un barbaglio
lo spezzone di un vecchio film
rivisto infinite volte eppure ...

eppure tocca a me , solo a me
nutrire il sentimento con l'entusiasmo
l'amore con la fiducia
la freddezza con l'umiliante strumento della persuasione

a volte penso che tu non esista
ed allora , solo allora ,
riavvolgo il nastro rotto della mia vita
e tiro un sospiro di sollievo.

mercoledì 14 ottobre 2009

Silenzio


Non ridere del mio silenzio.
Vivo di esso.

Non giudicare il mio silenzio.
Dice molte cose , se solo vuoi ascoltarle.

Non spazientirti del mio silenzio.
Mi permette di evitare tante inutili parole.

Accetta il mio silenzio
come parte di me stesso
e non come un mancato talento.

Ama il mio silenzio.
Così come decidesti di amare me.

Non si può cambiare mai del tutto un uomo.
Non puoi cambiare me.

Irrimediabilmente perso e felice di esserlo
nel mio preziosissimo silenzio
che allontana il rumore ma non il suono della vita.

sabato 29 agosto 2009

Se non riusciamo ad inventare , sappiamo almeno copiare ?


Ieri sera ho visitato la prima edizione di Terra del Negramaro . Una bellissima manifestazione enogastronomica organizzata dall'ammninistrazione comunale di Guagnano all'interno del centro storico del paese. Unica nota stonata l'esclusiva presenza di sole aziende con sede nello stesso comune. Mi auguro che si tratti di cause rinvenienti da assetti organizzativi e non da motivi banalmente campanilistici. Per il resto però l'iniziativa era degna di lode . Splendida la location all'interno di un centro storico perfettamente arredato per l'occasione , con singoli stand per ciascuna cantina nei quali alla degustazione dei vini era abbinato un singolo piatto della tradizione salentina. Nulla era lasciato al caso , dalla scelta del tovagliato alle divise dei sommeliers . Per non parlare dei vari gruppi musicali che allietavano la passeggiata sparsi all'interno di vicoli e vie tutte da scoprire. In piazza poi L'Ensamble Tito Schipa eseguiva pezzi di musica lirica , sinfonica ed altro attorniata da migliaia di spettatori interessati e soprattuto educati. Chi voleva " testare" il vino doveva obbligatoriamente acquistare un calice da degustazione a cui impeccabili hostess aggiungevano dei buoni pasto validi per le consumazioni negli stands. Insomma nulla da dire o quasi riguardo un nuovo modo di reinventare e qualificare una sagra. Se a questo si aggiunge il fatto che la squadra del sindaco Leone era alla sua prima edizione , il giudizio finale non può che essere estremamente positivo. Ciononostante andai via da Guagnano amareggiato per il seguente motivo. Siccome amo smodatamente il mio paese soffro , e non certo per invidia , quando vedo che i nostri vicini , partiti con dieci anni di ritardo rispetto a noi , hanno surclassato la nostra sagra facendoci apparire dei dilettanti. Come qualcuno di voi saprà quest'anno avevamo tentato anche noi di organizzare qualcosa di diverso proponendo all'amministrazione comunale di abbinare la nostra piccola ( e dopo Guagnano direi minuscola ) mostra dei Calici dei Santi Patroni con la Sagra degli Antichi Sapori . Dopo qualche discussione con alcuni amministratori che manifestavano non so bene quali perplessità al riguardo , la grazia ci è stata concessa ma senza molto entusiasmo e soprattuto senza denari.
Ragion per cui le due manifestazioni che dovevano fondersi per meglio qualificarsi sono apparse come maldestramente appiccicate ed appena accettabili. Si è continuato quindi a fare la solita sagra con evidenti segnali di risparmio dovuti a tagli sui fondi dedicati , in cui si vendevano panini , ventresca e fumo , tanto fumo. Questo tipo di manifestazione , mentre aveva una ragion d'essere quando fu concepita nel 2001 , adesso ha bisogno di un robusto lifting altrimenti ben presto sarà fagogitata dalle sue concorrenti non ultima la festa rionale organizzata in via Cellino. Occorre infatti ripensare al concetto di sagra raffinando gli strumenti e gli intenti. Guardano al territorio che non può certo esser rappresentato solo da un panino con " la ventre " del maiale. Rivolgo dunque un appello al Sindaco ed alla sua squadra affinché scenda dall'aquilone sul quale pare comodamente posizionato da oramai un anno e comprenda meglio le esigenze della nostra comunità , principalmente quelle economiche e culturali che con una manifestazione come quella di Guagnano possono essere valorizzate. Non sono tuttavia ammessi piagnistei riguardo a presunte ristrettezze economiche. Abbiamo speso € 15.000,00 per una sfilata di moda e la proiezione di alcuni film. Ce n'era proprio bisogno ? Se i nostri rappresentanti non sono in grado di creare , sappiano almeno copiare.

Nicola De Silla

martedì 25 agosto 2009

Quanto chiediamo ai nostri figli.


Bentornati. Come sempre accade in questo periodo non ho molto tempo per scrivere. Riesco tuttavia a leggere e quando trovo qualche spunto di riflessione interessante lo copio nel mio Blog . Come per l'articolo di seguito riportato di Isabella Bossi Fedrigotti pubblicato dal Corriere della Sera. Buona lettura.

IL DIBATTITO
Stiamo chiedendo troppo ai nostri figli?

Una scuola più dura e una sfilza di attività «intelligenti» per riempire le loro giornate. Forse serve una tregua...
Che le scuole medie, scuole dell’obbligo e, dunque, con garanzia quasi assoluta di promozione, fossero l’anello debole del nostro sistema scolastico era cosa nota: fino a oggi lasciavano approdare alle superiori alunni spesso poco preparati, destinati a frequentissime bocciature. Giusto, perciò, intervenire in quei tre anni cruciali durante i quali si finiva per dissipare il tesoretto di formazione ed educazione accumulato nel corso delle elementari, il cui livello è, a detta di tutti, sempre rimasto piuttosto alto.

Stando ai nuovissimi programmi, d’ora in poi ottenere i voti più alti agli esami di terza media sarà molto ma molto più difficile, in proporzione forse anche più difficile che conseguire valutazioni eccellenti alla maturità. Con l’inizio dell’anno scolastico le famiglie si troveranno ad affrontare una scuola (dell’obbligo) che non conoscevano. Una scuola con regole più dure, basate su rigore, impegno e meritocrazia. Un passaggio importante e sicuramente positivo.

Ma l’ansia che prenderà molti genitori è forse un’altra: dal rendimento nello studio al tempo (presunto) libero fuori dalle aule, stiamo forse chiedendo troppo ai nostri figli? La spinta all’eccellenza in tanti campi è in linea con la nuova competitività che contrassegna la società e con un mercato del lavoro globale che non ha più nulla di familiare e di domestico, nulla di rassicurante e protettivo. Regole che molto probabilmente non pochi immigrati di seconda generazione — cinesi in testa— hanno, stando alle cronache scolastiche, già pienamente assorbito. Il che dovrebbe fornire a tutti una ragione in più per riconoscerle e accettarle.

Resta il tormento di una pressione fortissima che costringe ragazzi di undici, dodici o tredici anni a inseguire attività e risultati travolgendo gli spazi di un’autodeterminazione più naturale. La ricerca di un giusto equilibrio passa da una porta strettissima: non sarà facile mantenere una linea saggia, senza sbandamenti. Vengono in mente a questo proposito certe famiglie, residenti soprattutto nelle grandi città, che costringono i figli a una serie di impegni extrascolastici fatti di sport, di studio di lingue, di corsi di ogni sorta, di pressanti allenamenti fisici e mentali che occupano in modo «intelligente» quasi tutte le loro giornate. Un avvocato dei figli — se esistesse — chiederebbe ragionevolezza e tregua ai genitori: quello che conta è far capire ai giovanissimi che la vita è strada sicuramente in salita, ma non va affrontata divorando i tempi di una crescita che ha bisogno di ancorarsi — con lo studio — a poche cose preziose e formative.

Isabella Bossi Fedrigotti

martedì 23 giugno 2009

E' FATTA.


Davvero è fatta. Massimo Ferrarese è il nuovo presidente della provincia di Brindisi. Lo è diventato grazie ad una schiacciante vittoria sul suo avversario , il senatore Saccomanno , che per onore di cronaca, ha dimostrato grande equilibrio nel discorso di riconoscimento della sconfitta. A Massimo vanno i miei più sentiti auguri e tutte le mie speranze per la rinascita di un territorio che per troppi anni è stato ideologicamente compresso e colpevolmente ignorato. A Michele ( lo chiamo per nome perché così ho fatto per molti anni ) il mio sincero in bocca al lupo per il suo futuro e quello del suo PDL. Non sono stato indulgente con lui durante la campagna elettorale , ma mai scorretto come invece lo è stato qualche suo leccaculo del quale spero comprenda la necessita di sbarazzarsi quanto prima. Essendo una persona intelligente capirà che il centro destra ha bisogno di un radicale rinnovamento della classe dirigente scelta per merito che in democrazia significa consenso e non per "mansuetudine" molto spesso vicina all'ignavia. Già perché ignavi sono stati i dirigenti di quello che resta del PDL a San Donaci nel ballottaggio. Non si spiega altrimenti un risultato così catastrofico: Ferrarese 61 % Saccomanno 39 %. Ed hanno avuto pure la faccia tosta di affiggere un manifesto dai toni trionfalistici. Lo dico senza nessun interesse personale essendo io oramai alieno al PDL. Ed infine lasciate che esprima tutto il mio cordoglio a quella parte organica al centro sinistra sandonacese che sia nel primo che nel secondo turno elettorale si è data da fare parecchio affinché Ferrarese perdesse. Questa volta il trasformismo non ha pagato. Diceva Eleanor Roosevelt : Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni.

Nicola De Silla

venerdì 19 giugno 2009

Una telefonata arrivata tardi.


Ieri pomeriggio , dopo 3 anni di assoluto mutismo , ho avuto il piacere di riascoltare al telefono la voce del Sen. Saccomanno che con un messaggio registrato argomentava il perché di una scelta fatta a suo favore. Non contesto il metodo che anzi giudico efficace ma la mancata accortezza del Saccomanno nella scelta dei destinatari. Dalla lista degli utenti telefonici avrebbe dovuto eliminare non solo i candidati dello schieramento avversario , ma anche ed innanzitutto i suoi ex amici di partito che egli scientemente ha cercato di eliminare e delegittimare illudendosi di conservare in tal modo potere e consenso. Credo si accorgerà ben presto che di entrambi rimarrà poco. Il consenso già incrinato con il depauperamento sciaguratamente posto in essere delle migliori energie del centro destra , si dissolverà martedì prossimo durante lo sfoglio. Il potere , che del primo ha bisogno , sarà seriamente compromesso dalla mancanza di risultati e dal conto che gli presenteranno non solo a Roma ma anche a Brindisi tutta quella pletora di yes-men legata a lui non da libera ed autonoma convinzione ma solo da puro calcolo di convenienza se non di paura. Quella telefonata caro Michele è arrivata tardi. Sia a me che a centinaia di militanti dotati di consenso e mente autonoma che tu hai voluto cassare solo perché poco inclini alle genuflessioni. A differenza tua io non sono un uomo rancoroso per cui ti auguro , dopo la sconfitta che subirai , di scegliere la futura classe dirigente non in base a criteri di accondiscendenza , bensì di valenza personale , politica , intellettuale.
Adieu senatore.

Nicola De Silla

martedì 9 giugno 2009

Un grazie non basta.


Non credo che ringraziamenti formali possano bastare ad esprimere la mia gratitudine nei confronti di coloro i quali mi hanno manifestato la loro fiducia attribuendomi la cosa più preziosa che si possiede in democrazia : il voto. La mia performance elettorale è stata ottima con un totale di 1.233 voti nel collegio e 950 solo a San Donaci totalizzando una percentuale del 17,23 % sul totale dei due comuni e del 26% solo nel mio . Non male . Davvero non male per un gruppo di amici senza partito , senza corazzate , senza simboli alle spalle , che hanno deciso di verificare l'indice di credibilità e di fiducia nella gente della propria comunità. L'essere stato il primo di tutti i candidati nel proprio comune con un abisso rispetto al secondo( quasi doppiato ) mi riempie di orgoglio e di soddisfazione. Magari sarò antipatico ( ma onesto ) magari avaro nei saluti ( ma onesto ) magari non apparterrò ad una famiglia che da 100 anni fa del bene a tutti ( ma rimango onesto ) , resto tuttavia il primo. Sarei un ipocrita se non ammettessi il rammarico per non essere entrato in consiglio provinciale ( tra l'altro fuori dal Palazzo rimango in compagnia di tanti uomini noti). All'inizio di questa faticosa ma esaltante avventura mi sono prefissato degli obiettivi in ordine prioritario. Volevo fare una bella figura , essere il primo nel mio comune , entrare in consiglio provinciale. Grazie a Dio ed a tutti voi ho realizzato due target su tre. Ma il terzo non dipendeva solo da noi. Grazie all'attuale legge elettorale su base proporzionale siederanno in consiglio candidati che hanno ottenuto meno voti . Ma le regole sono queste e a priori conosciute , le ho accettate e criticarle adesso mi sembrerebbe poco sportivo. Parole , ipotesi , dietrologie sono inutili. Restano i fatti , e i fatti dicono che io ed il mio numeroso gruppo di amici siamo stati in questa occasione la prima forza a San Donaci.
Per me che dicono cacciato dal PDL è già tantissimo.
Appunto ...un grazie non basta.
Nicola De Silla.

mercoledì 27 maggio 2009

Io,l'Ombra e lo specchio.


Insolita. E' l'aggettivo che meglio rappresenta questa campagna elettorale nella quale alcuni militanti e responsabili di partito invece di andare nelle case a chiedere il voto , raggiungono gli elettori sollecitando il non-voto. " Non mi interessa chi voterai , purché non sia Nicola De Silla " . Sono le parole ripetute dall'Ombra e dal suo sempre più sparuto manipolo di soldatini di piombo i quali , pur avendo ormai capelli e qualche volta baffi ingrigiti dall'età e si dovrebbe supporre anche dalla saggezza , non hanno ancora imparato a ragionare con la loro testa. Sorvolando sul risultato effimero di una simile campagna di guerra che , credo , produca risultati opposti rispetto alle aspettative di chi la conduce , resta comunque il fatto della credibilità sempre più compromessa degli attori. Come se non fossero già sufficienti anni ed anni di disastri , faide, consociativismi ,accordi trasversali ed evidenti conflitti d'interesse a trasformare una potenziale brillante carriera politica in poco meno di un'ombra . Certo l'Ombra non manca di faccia tosta , specie quando afferma di guardarsi allo specchio e si chiede se il sottoscritto faccia lo stesso.
Gli specchi mi sono sempre piaciuti e ne ho sempre fatto largo uso non perché sia un narciso , bensì in quanto molto portato ad analizzare impietosamente me stesso. A volte la mia immagine riflessa mi piace , a volte meno ed in quest'ultimo caso cerco di scoprirne i motivi scartando a priori quelli estetici in quanto da quel punto di vista non ho molte speranze. Per cui se lo specchio è la metafora della coscienza , vi posso assicurare che la mia viene giudicata spesso. Tuttavia l'interrogativo che mi sorge spontaneo è il seguente : può un'ombra specchiarsi? Non credo sia possibile , qualora lo facesse si vedrebbe solo una grande macchia scura poco definita ed inquietante ( come un tumore in una lastra a raggi x ). Diceva Goethe : "Il comportamento è uno specchio in cui ognuno rivela la propria immagine." Lascio a Voi le conclusioni.


Nicola De Silla

mercoledì 20 maggio 2009

Ferrarese incontra il mondo della cooperazione vinicola.


Giovedi 21 maggio alle ore 20,00 presso la sala Selvarossa delle Cantine Due Palme a Cellino S.Mco , Massimo Ferrarese parteciperà ad un dibattito sulla situazione vitivinicola nel brindisino. Sarà inoltre presente il candidato del collegio della Lista Ferrarese Nicola De Silla.

lunedì 18 maggio 2009

Spot.


Domani alle 8,oo del mattino su Rai 3 ed in replica alle 21,00 su Radio 1, andrà in onda un appello al voto effettuato da Nicola De Silla.

giovedì 14 maggio 2009

Decrescita dalla teoria alla pratica.

La teoria della decrescita è entrata in azione: l’attuale crisi finanziaria ed economica pone infatti gran parte della popolazione, il cosiddetto ceto medio ovvero la piccola borghesia operativa, in uno situazione di stallo economico e a volte di quasi povertà.
Questa decrescita non è però il frutto di una scelta strategica basata sulle teorie della scuola francese, ma piuttosto un grave accidente causato da più scossoni strutturali, da crisi a catena che minano le radici dell’attuale patto sociale ,e quindi dell’assetto del capitalismo, e che impongono di cambiare il modello di vita e di trovare nuovi modelli di benessere.
Delle crisi a catena si è tanto scritto, ma è importante non perderne la memoria perché a mio parere proprio queste crisi hanno provocato la grande rottura del meccanismo delle aspettative crescenti, hanno messo fine alla fiducia nei tutori dell’ordine e possono essere le premesse di un nuovo rinascimento:
• Il fallimento degli istituti finanziari – banche e borse; e dunque della fiducia nei gestori del denaro;
• Il fallimento della grande impresa come locomotiva dello sviluppo economico locale e come tutore della terza età, con pensione connessa;
• Il generale fallimento del mercato come istituto garante di sviluppo equilibrato: si pensi alla grande debacle delle privatizzazioni ed alla stolida solfa delle liberalizzazioni;
• La crisi della politica – europea, centrale e locale – tanto lontana dagli interessi del popolo quanto vicina al proprio benessere ed auto sostentamento;
• Il progressivo smascheramento dell’inconsistenza della cosiddetta cultura d’impresa e del terziario avanzato, che hanno spiazzato l’economia sostanziale;
• Le regole della globalizzazione ed il conseguente limite ai poteri nazionali, di controllo e direzione delle crescite.

Questi fattori hanno insieme determinato l’attuale decrescita e la crisi del ceto medio, che non riesce a pagare il mutuo e la scuola dei figli, che va in vacanza a credito, che non compra la macchina, che è finalmente insicuro: della banca, del mercato, del lavoro fisso, delle istituzioni politiche e dei politici. E’ proprio questa sensazione di insicurezza che può determinare un ceto medio più adulto, proprio perché senza famiglia, perché solo: un ritorno alla parsimonia ed alla produzione di beni reali, all’aggiustare prima di buttare. L’invito del nostro ricco presidente del consiglio a consumare di più è semplicemente offensivo per quei milioni di italiani che anche volendo non potrebbero, ed è anche una vetusta ricetta economica.
Occorrerebbe invece risparmiare tagliando il superfluo – ad esempio i troppi alti costi della politica, gli stipendi dei top manager – ed investire in prodotti, in ricerca e sviluppo; finirla con le sirene della formazione ed attivare nuove linee di produzione.
Da troppi anni questo paese è privo di una politica industriale: non c’è da stupirsi se ora è anche privo di industrie.

Gian Piero Joime

Ferrarese a San Donaci


Massimo Ferrarese candidato alla presidenza della provincia di Brindisi incontrerà amici e simpatizzanti domenica 17/05 alle ore 11 in piazza Pio XII a San Donaci.

lunedì 11 maggio 2009

Lettera di un amico.


Ricevo e pubblico volentieri una lettera scritta da Enzo Bardicchia. Anticipo subito che si tratta di un intimo amico , ma i concetti in essa contenuti li ritengo universalmente validi. Potrebbero essere infatti lo spunto per una seria riflessione di carattere politico. A voi il giudizio.

Lettera aperta al candidato alle provinciali Nicola De Silla.

Caro Nicola,
ho notato, in questi giorni, un certo entusiasmo intorno alla tua discesa in
campo, alle prossime elezioni provinciali con la lista Ferrarese e con questa
lettera voglio proporti la nascita di un movimento a tuo favore ed un'idea di
cambiamento tali da poter dare un futuro migliore alla nostra comunità.
Lo scopo primario di questo Movimento dovrebbe essere quello di promuovere in
futuro un rinnovamento radicale della nostra Sandonaci.
Viviamo una situazione difficile e preoccupante a cui la scena politica
locale non è in grado di trovare rimedi e soluzioni.
Certo, è necessario partire dalle persone, da noi, perché siamo noi che
possiamo promuovere ed attuare questo nuovo Rinascimento.
Siamo importanti in quanto portatori sani di valori e di principi, di idee e
di capacità. Mettiamo in gioco volontà, entusiasmi, speranze.
Senza questo elemento di novità, non sarebbe possibile ottenere nessun
risultato, non sarebbe neanche ipotizzabile un cambiamento.
E l'elemento di novità non è solo determinato da un cambio generazionale, ma
anche e in primo luogo da un approccio completamente differente.
Dobbiamo infatti sfuggire due differenti limiti.
Da un lato è necessario che, insieme all'entusiasmo e all'energia classica
del Movimento, possano emergere ed affermarsi la competenza, la capacità,
l'organizzazione. Se questo non avverrà saremo limitati nella nostra azione e
saremo relegati al ruolo marginale e facilmente etichettabile di "dilettanti
allo sbaraglio". Qui è il paradosso per cui è molto difficile che l'onestà, la
buona volontà e l'entusiasmo possano da soli garantire, anche senza
organizzazione e competenza, risultati concreti.
Dall'altro lato è necessario non ricadere nell'idea del politico di
professione, che tanti danni ha prodotto in questi anni di malapolitica,
mostrando tutti i suoi evidenti limiti. Ma, sfuggendo a questi due evidenti
punti, è possibile interpretare un ruolo diverso all'interno della politica
sandonacese? Io credo di sì. Ritengo infatti che sia necessario far emergere
una nuova classe di volontari della politica: cittadini nuovi e onesti che,
sentendone il dovere e la responsabilità, offrano il proprio contributo per
l'amministrazione della cosa pubblica.
Il cambiamento deve partire sì dalle persone, ma anche dal metodo. Un Metodo
che deve individuare forme nuove del fare politica: nell'analisi dei problemi,
nell'individuazione delle soluzioni, nell'attuazione dei progetti e dei
programmi. È un Metodo che è anche, e ancora più alla radice, un modo nuovo di
pensare e concepire la politica stessa: come libera partecipazione democratica
e responsabile dei cittadini all'amministrazione ed alla gestione del bene
pubblico.
Il Metodo diviene allora centrale per tre ordini di motivi:
a) perché è lo strumento per mezzo del quale è possibile promuovere e
costruire una nuova politica;
b) perché è lo strumento necessario per tentare di perforare l'impermeabilità
della vecchia politica;
c) perché è lo strumento che dovrà garantire di evitare in futuro nuove
degenerazioni del sistema politico.
Il Metodo a cui dobbiamo insieme lavorare è quindi un nuovo modo di pensare e
di fare politica. È un Metodo che, detto in due parole, deve riaffermare
termini oggi in disuso come democrazia e partecipazione.
È assolutamente necessario che questo Movimento non diventi l'ennesimo
partito, ma sia piuttosto una rete di cittadinanza attiva in cui le strutture
organizzative centrali devono servire a scambiare idee, conoscenze ed
esperienze, a unire le forze e a promuovere le sinergie e i fenomeni "a
valanga" tipici delle reti sociali tra pari, ma non devono dare direttive o
imporre programmi.

Distinti Saluti
Enzo Bardicchia

domenica 3 maggio 2009

Ma io non mollo.


Stanotte qualche losco figuro ,forse incazzato dal fatto che abbia deciso di scendere in campo , ha deciso di tapparmi simbolicamente la bocca imbrattando con la vernice nera tutti i mie manifesti elettorali. Vorrei dire a costui che chi ha subito 5 attentati dinamitardi senza cedere non si spaventa certo di un po di colore ( tra l'altro del suo colore preferito). Tuttavia mi rattrista il fatto che la campagna elettorale non ancora iniziata sia già caratterizzata da tali episodi di vigliaccheria politica .Dopo cosa ci sarà ? Le lettere anonime, gli atti vandalici ? I manifesti deturpati rimarranno affissi ancora per un altro giorno. Rappresentano una buona pubblicità perché la gente si renda conto con chi abbiamo a che fare e quale clima di intimidazione viene messo in atto per impedire alle libere coscienze di esprimersi. Non ci riusciranno ve lo assicuro. IO NON MOLLO.

Nicola De Silla

venerdì 1 maggio 2009

HO DECISO.


Dopo attenta e ponderata riflessione , dopo 9 anni di assenza dalle competizioni elettorali questa volta ho deciso di essere della partita. Lo faccio con la serenità e la determinazione di chi crede di aver preso la giusta decisione. Mi candido al consiglio provinciale per la circoscrizione San Donaci Cellino con la lista di Massimo Ferrarese. Molte lusinghe e molti inviti ho ricevuto in questi giorni da parte di numerosi partiti anche da quelli che oramai considero irrimediabilmente lontani da me , che appartengono alla mia storia ( che non rinnego ) ma non al mio futuro. Sicuramente gli ex compagni di strada adesso si affannerano a negare tutto ciò ma ,vi assicuro , che è così . Io non ho l'abitudine di mentire. Ho ringraziato tutti ma ho declinato i vari inviti avviandomi a giocare anche questa volta il ruolo di supporto e non di protagonista. Poi mi è arrivata una telefonata da parte di Massimo Ferrarese. E' bastato un colloquio con lui per capire che si trattava dell'uomo giusto , della scelta più opportuna , dell' occasione che la nostra provincia attendeva da tempo. Un imprenditore di successo in un campo in cui le raccomandazioni non esistono. Sul mercato o sei bravo tutti i giorni o soccombi. Ho raccolto il suo invito dopo una breve chiacchierata nella quale mi ha spiegato quale fosse il suo modello di sviluppo per il territorio brindisino. Proposte chiare , concrete , immediatamente realizzabili. Senza orpelli , fronzoli ed inutili parole.
Solo competenza dimostrata ampiamente sul campo e voglia di fare. Mi sono detto che a questa partita non potevo mancare . Così mi sono ritrovato candidato e mi rivolgo a voi con la chiarezza di sempre. Lo farò nei prossimi giorni venendo nelle vostre case, parlando ai comizi, scrivendo da questa tribuna . Vi parlerò di una semplicissima idea che riassumo immediatamente : non può esserci crescita morale , culturale, civica , senza un adeguato sviluppo economico. E lo farò guardandovi dritto negli occhi perché io posso farlo. Chiedo il vostro aiuto e quello di Dio affinché questa esperienza , a prescindere dal risultato , sia straordinaria. Grazie.

Nicola De Silla

venerdì 10 aprile 2009

Silenzio.

Da questo momento e sino all'alba della Pasqua questo blog rimarrà immutato. Nemmeno una parola , una sillaba sarà scritta. E' bene che coloro che credono nella morte , passione e risurrezione del Figlio di Dio tacciano e si stupiscano di fronte ad una così grande prova d'amore.

Nicola De Silla

Getsemani


Gesù si prostrò con la faccia per terra e cominciò a provare tristezza e angoscia.

Anche se sapeva da sempre il suo destino , Gesù sente , ora come non mai , tutto l'umano orrore del sangue. Questa paura investe il corpo,agghiaccia il sangue,sbianca la carne, scuote le membra. Ma ancor di più è l'anima che soffre. E' una tristezza interiore infinitamente più trafiggente di tutti i tormenti fisici. Umilmente , senza infingimenti , Gesù confessa ai discepoli il suo tormento e invoca da loro comprensione. poi si allontana. I suoi lo vedono procedere per una quarantina di passi. Ondeggia come colpito da uno strano malore. D'un tratto non lo vedono più. E' caduto. E' caduto sulla faccia e contro la terra. Così , affondato nella terra in questa sua crisi immane e inconcepibile il Cristo risucchia nella sua amara esperienza tutte le crisi fisiche e spirituali degli uomini. Egli vive dentro di sé tutte le paure , tutte le nausee , tutte le tristezze dei morti e dei nascituri, dei perfetti e dei mostri, dei santi e dei dannati. Nessuna nostra crisi può essere estranea alla crisi del Getsemani , anzi ogni nostra crisi di ieri, di oggi e di domani, non è che un ricordo o una eco di quella.

Padre mio se è possibile allontana da me questo calice di dolore.

Ma che cosa ci sarà mai in questo calice che suscita tanta ripugnanza persino al Figlio dell'Uomo che si è dimostrato sempre così sicuro e coraggioso ?

Nel calice c'è la passione imminente.

Tutto egli vede nel calice. E nessuna speranza è ormai possibile.

Nel Calice c'è la passione morale.

Nessuno meglio del Cristo comprende tutta l'incommensurabile malvagità del delitto di cui stanno per macchiarsi gli uomini. Questi uomini che egli ha tanto amato uccideranno l'unico innocente.

Nel calice c'è il peccato.

Il Cristo deve espiare , sentendo in sé, tutto il peccato dell'umanità dal peccato di Adamo al peccato dell'ultimo uomo che nascerà. " Colui che non conosceva il peccato" scrive San Paolo " Dio lo tratto da peccato in nostro favore. " Lui , l'Unigenito del Padre, l'unico puro, si sente sempre più materiato di peccato e perciò respinto e maledetto dal Padre.

Nel calice c'è la miseria e il dolore.

In esso ci sono le sofferenze dell'umanità. Tutti gli uomini formano con lui un solo corpo, tutti quelli già morti e quelli ancora da nascere. E il Cristo sente il male di ogni uomo più di come una mamma sente la malattia del figlio.. Ma davanti a questa impossibile mistura , tutta la sua umana sensibilità si atterrisce e con il grido della preghiera si avventa tra le braccia del Padre a volere la salvezza.
Ma il grido di Cristo si è spento nel cielo impassibile ed immenso. Il Padre sembra assente . Gesù si sente veramente solo. Solo con la sua crisi ed il suo atroce destino. Ma i suoi amici dove sono ? Li ha lasciati qui accanto, devono essere in veglia e forse anche in pena. Il pensiero di poter appoggiare almeno per un momento il peso della sua ora senza pace sui cuori fedeli lo aiuta a sollevarsi.

Gesù si alza e muove i suoi passi verso i discepoli, ma li trova addormentati.

Forse all'inizio avevano tentato di vegliare ma poi erano stati vinti dalla stanchezza.La tristezza del Maestro per una misteriosa osmosi era passata in loro.
Ma Gesù non può resistere, li sveglia , li chiama. Dopo aver esortato i discepoli alla preghiera si allontana dinuovo per riprendere il suo colloquio con il Padre. Ed ancora lo supplica. Ma nell'eternità c'è stato un decreto. Era stato un decreto di amore e niente è così immutabile in Dio come l'amore. Costi quel che costi il Figlio avrebbe portato a termine la meravigliosa avventura di ricondurre a casa i fratelli.
«Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna». Nell'attimo di sospeso silenzio Cristo vede tuto questo , ricorda tutto questo e comprende perché il Padre non risponde. Ed ecco allora che la sua volontà , luminosa di una nuova luce , si impone sulla natura atterrita.

Non si faccia quello che voglio io ma quello che vuoi tu.

Non la volontà della carne, ma la volontà dello spirito. Non la paura , ma l'amore. Tutto il suo essere preso e spremuto da un'infinita tensione sussulta nello spasimo del combattimento ( agonia ) della lotta e dello sforzo. E' un dramma sconfinato che nessun poeta potrà mai tradurre in parole, nessun psicologo scandagliare sino in fondo. Il suo corpo è battuto per terra dalla volontà trionfatrice. E la lotta continua serrata fino all'ultimo sforzo , sino al sangue. E continua a pregare , lungamente e appassionatamente. E con questa preghiera Gesù vince la sua drammatica agonia. Ristabilendo l'armonia tra la volontà umana e quella divina. E sarà proprio la preghiera che lo farà sollevare dalla prostrazione e gli farà intraprendere con rinnovata energia la via del calvario.

Il Getsemani è il portale della passione prima ancora che i suoi nemici gliela causassero, egli già la soffre nella sua anima. Una volta vissuta e sofferta, una volta compresa la sua missione salvifica , Gesù si consegna ai suoi nemici sereno e pieno di speranza. Ma Gesù rimarrà in agonia fino alla fine dei tempi. Lo è a tributo di tutti gli uomini che soffrono e muoiono a causa dell'odio , della violenza, dell'ingiustizia degli uomini.


Testo liberamente tratto dalla veglia di preghiera del Giovedì Santo della Parrocchia Santa Maria Assunta di San Donaci.

mercoledì 8 aprile 2009

Quando la nave affonda i topi sono i primi a scappare.


Mi ero proposto di non scrivere di politica locale almeno durante questa Settimana Santa per non avvelenare un clima che invece dovrebbe essere tutto proteso alla spiritualità ed alla meditazione. Tuttavia notizie dell'ultima ora mi hanno convinto a fare un'eccezione . E' proprio vero che grandi e piccoli professionisti della politica fiutano il vento della vittoria e lo seguono pronti a sacrificare ad essa la loro precaria coerenza. Credo di dover precisare che in questo caso il termine professionisti della politica sia usato in maniera impropria. Mi riferisco infatti non a quei soggetti che hanno fatto di quest'ultima una seria professione e che rispettano un codice deontologico rigoroso , bensì a coloro i quali hanno scambiato l'arte della rappresentanza pubblica per un mestiere , una sorta di mezzo per sbarcare il lunario , tirare a campare . Fonti ben accreditate mi hanno informato che alcuni uomini del nuovo PDL che sino alla settimana scorsa osannavano il percorso berlusconiano decantandolo come l'unico possibile , tanto che per esso avevano abbandonato i loro precedenti accasamenti , ora ci ripensano e tentano di riciclarsi nuovamente nei vecchi schieramenti proponendosi ( o facendosi proporre da servi sciocchi lasciati a guardia del fortilizio ) come ottimi candidati per il consiglio provinciale. Altri ancora riscoprono una passione dell'ultima ora per il neo meridionalismo interpretato dalla senatrice Poli Bortone e , col sostegno di gerontosauri della politica sandonacese abbandonano i patri lidi senza tanti rammarichi. Non ho interrogativi da soddisfare riguardo al gesto. Conosco benissimo gli uomini e forse mi sarei meravigliato del contrario , ma vorrei sapere dov'erano costoro quando perplessità di forme e contenuti riguardanti il PDL venivano palesate da altri ? Forse a tentare di capire chi avrebbe vinto le elezioni provinciali ?

Nicola De Silla


P.S. Anche in questo caso sarò lieto di ospitare eventuali smentite.

domenica 5 aprile 2009

Lettera a Giuda


Caro amico
Era da tempo che intendevo scriverti anche se fino ad oggi non lo avevo ancora fatto. Mi è accaduto spesso di mettermi alla tastiera ma di non riuscire a trovare le parole giuste. Così ho sempre rimandato pensando che forse il tempo non fosse ancora arrivato. E avrei continuato a reiterare la mia indecisione se stamane non avessi ascoltato Enzo Bianchi a Radio 3 .La sua chiarezza espressiva , la lucidità dei suoi concetti riguardanti il significato profondo della Passione mi ha dato , forse , l'ispirazione giusta. Dico forse perché non è facile scrivere una lettera proprio a te , l'uomo più enigmatico e più disprezzato della cristianità. Per quanto coraggiosi possiamo essere , risulta sempre complicato porsi al di fuori della scia del pensiero conforme. Bisogna farlo con prudenza e con molta attenzione. Mi scuserai dunque se troverai il mio scrivere incerto e titubante.
Sin da bambino mi hanno insegnato che Gesù è morto per salvare tutti noi dal Peccato originale , condannato alla più infame delle morti grazie al tradimento di uno dei suoi : Giuda Iscariota. Centinaia di generazioni hanno imparato ad associare te al concetto di tradimento. Avresti commesso un abominio vendendo non solo un uomo , non solo Dio , ma un amico , il tuo amico più caro. Ma un dubbio mi rode oramai da anni. E possibile che sia tutto qui? Che tutto si possa ridurre solo e semplicemente a 30 sporchi denari ? Come può essere che Dio , il mio Dio che io immagino colmo d'amore per tutte le sue creature ti abbia condannato cinicamente a questa sorte . No non posso crederci l'amore non conosce compromessi e non si gira mai dall'altre parte. Lui non ti avrebbe abbandonato a questo destino terribile senza una ragione , senza averti dato una spiegazione. E tu che per anni hai dormito ed hai mangiato accanto a Lui , hai visto sorgere ogni giorno lo stesso sole e ti sei specchiato nella stessa luna non lo avresti consegnato ai carnefici per soddisfare un tuo interesse personale. Se ciò fosse se tutto dovesse ridursi solo a questo ed il tuo ruolo non fosse altro che quello di un essere malvagio , la mia fede vacillerebbe. Io credo invece che Egli ti abbia amato come gli altri , anzi più degli altri come ama tutti gli uomini inquieti , irrazionali ,impazienti . Ti confido una cosa, sono convinto che ami anche me ... nonostante tutto.
Ma torniamo alla tua vicenda . Dicevo io penso che ti sia stata affidata una missione gravosa , un fardello pesante che hai accettato e portato sino in fondo con la consapevolezza che saresti stato maledetto nei secoli e con il dubbio che forse nessuno avrebbe sollevato i veli del conformismo comprendendo la ragione profonda del tuo gesto. Così come fa un servo quando aiuta il suo signore a spogliarsi , tu Lo hai aiutato a liberarsi della condizione terrena adempiendo così pienamente alle Scritture. A chi infatti avrebbe potuto chiedere un sacrificio più grande ? A Pietro che non ha avuto il coraggio di dichiararsi suo amico ? Agli altri che nel Getsemani dormivano mentre lui sopraffatto dall'angoscia cadeva più e più volte ? Perché devi sapere che è stato proprio in quell'orto che la Chiesa ha vissuto la sua prima vera crisi. Ti immagino dopo la consegna di Gesù , appoggiato su quell'unico albero in cima alla collina con il sacchetto dei denari in mano. Li guardi con disgusto , saggi il loro peso, ti sembra insostenibile. Li hai presi perché anche tu dovevi recitare la tua parte sino in fondo. In realtà non li hai mai voluti. Non ti servivano . La tua era una vita votata all'impegno , prima a quello politico contro l'invasore e poi finalmente quello spirituale a servizio dell'unico Dio che per amore si è fatto carne e sangue dimostrandoci che era pronto non solo a vivere come un uomo ma anche a morire come un uomo. Sei uno che vive d'azione , non di agi o ricchezze. Ora però è tutto finito e la tua missione è conclusa. Guardi a occidente , il sole tramonta , ma non ha il colore di sempre è come se un velo celasse in parte la sua luce e poi soffia un vento da settentrione insolitamente freddo e potente. Sotto di te c'è l'orto degli ulivi tornato alla vita di sempre con i suoi contadini e gli armenti che lo attraversano mentre lasciano la città dopo la Pasqua. Ma la tua attenzione è rivolta tutta oltre la valle , su di un'altra collina , dove un'altra storia più importante della tua ma a questa collegata sta per esaurirsi. Folla , soldati , grida disperate e tre croci sulle quali i corpi si contorcono tra gli spasmi dell'agonia. Il tuo amico è lì gli resta poco da vivere oramai. E' arrivato al Golgota grondante di sangue grazie al lavoro ben fatto dai flagelli. Ma nonostante tutto , ecco la grandezza, non impreca , non si lamenta , non piange .Si preoccupa di dare un nuovo figlio a sua madre , concede il perdono ai suoi aguzzini. Anche in questo momento ha una parola d'amore per tutti . Tutti Giuda , anche per te che ormai appeso alla tua corda non puoi sentire. Se questo può rincuorarti , sappi amico che io sono tentato di credere che anche la tua sia in fondo una storia d'amore .

San Donaci , Domenica delle Palme dell'anno 2009

Nicola De Silla

lunedì 23 marzo 2009

La settimana trascorsa.

Quella appena trascorsa è stata una settimana ricca di avvenimenti politici sia in ambito nazionale che in quello locale. Partiamo dal primo. Alla Fiera di Roma si è celebrato il funerale della destra italiana. Ma non si è trattato di esequie compiute alla maniera occidentale. Mi è parso più un rito polinesiano con canti , balli e relativo rinfresco. Le facce artificiosamente gioiose dei colonnelli si sforzavano di tranquillizzare una platea non proprio enorme e più stranita che entusiasta , che la vecchia ( e controversa ) tradizione del conservatorismo italiano sarebbe sopravvissuta nel PDL. Sarà ma non ci credo .Non vedo le condizioni e tampoco le prospettive. Ma di ciò abbiamo già parlato a lungo.

Una buona notizia viene invece dall'ambito provinciale. Il presidente di Confindustria Brindisi Massimo Ferrarese ha sciolto le riserve e , coraggiosamente , si è candidato a guidare la nostra piccola provincia. Lo fa con una coalizione di gruppi e partiti di centro destra cercando tuttavia di allargare le alleanze dialogando con il più grande partito del centro sinistra. Approfondiremo questo tema in seguito.

Dulcis in fundo Domenica ho avuto il piacere di leggere il forbito manifesto che il gruppo consiliare del PDL di San Donaci formato da Carmine Lolli, Carmelo Lolli, Mariangela Presta ,Antonio Sili o Silli ( non riesco mai a ricordare il numero delle consonanti ) ha affisso. Quello che maggiormente mi ha colpito non è stato tanto il contenuto che può anche essere condiviso se lo si legge sotto l'ottica dell'informazione di servizio , quanto il modo utilizzato per esprimere concetti. Stendiamo un velo pietoso sulla sintassi da scuola di recupero .Per intenderci quella da 4 anni in uno destinata solo a persone talmente intelligenti da bruciare le tappe della loro formazione. Ma l'acredine con cui costoro si sono espressi merita una piccola riflessione. Se c'è qualcosa di assolutamente sbagliato nella comunicazione politica è proprio la mancanza di stile e sobrietà , la volontà di far trasparire a tutti i costi sentimenti personali ed irrazionali come l'odio , la vendetta o peggio l'invidia ,la patologica assenza di memoria , la preoccupante incapacità di analizzare ( e criticare ) il proprio operato prima dell'altrui . Intendiamoci , non faccio qui il difensore d'ufficio del Sindaco e della sua squadra di governo . Entrambi hanno delle grandi responsabilità e dimostrano una sorta di dilettantismo nell'amministrare la cosa pubblica. Il compito di ergere lo scudo a difesa del primo cittadino spetterebbe semmai al suo partito ( al PD ) , a meno che per ipotesi e solo per ipotesi ,non sia daccordo con quanto affermato dal manifesto in questione. Ma ciò che mi fa specie è che a tentare di montare la protesta popolare sia una precedente squadra di governo pesantemente sconfitta alle scorse elezioni le cui scelte amministrative del recente o del remoto passato ancora paghiamo amaramente. Che siano proprio questi " bei signori e signore " a sputare sentenze oltre che sulla politica anche sulla vita privata altrui , è semplicemente vergognoso. Se solo avessero per un momento pensato che qualcuno , irritato dalla loro spocchia , prendesse in considerazione l'idea di narrare le loro gesta politiche e amministrative , ve lo assicuro sarebbero rimasti muti.

Nicola De Silla

sabato 21 marzo 2009

Cercando l'ombra.


Vorrei parlarvi di come a lungo guardo cadere la pioggia
di quanto quelle gocce trasparenti mi incantano.

Piccole sfere cristalline simili a minuscoli mondi
attraverso i quali scorgo come un'intuizione la realtà deformata.

E di come la preferisco al volgare sole meridiano
la cui luce offende e troppo illumina le nostre brutture.

Da esso mi proteggono i mie occhiali
ecco perché sempre li porto.
Preziosi strumenti posti ad argine tra me e quanto mi circonda.

Come un viandante nella canicola del meriggio
mi muovo sulla strada dell'esistenza cercando l'ombra
che protegge e ristora.
Effimero seppur unico riparo dall'ardente calura della mia vita.


Nicola De Silla

martedì 10 marzo 2009

On Sale


Prima Alleanza nelle Città del senatore Curto in provincia di Brindisi, adesso il movimento I Love Sud della senatrice Poli Bortone in tutta la regione , di A.N. in Puglia sembra rimanere ben poco. Se poi si considera la scarsa partecipazione di tesserati ai congressi- provinciali-farsa che hanno ratificato ( come accadeva nel Senato Romano al tempo dei Cesari ) le decisioni prese da pochi , il quadro appare sin troppo evidente. La svendita della destra italiana a Forza Italia in cambio di qualche poltrona si è rivelata un'operazione verticistica ,autarchica e non condivisa dalla base . Gli iscritti infatti avrebbero gradito un dibattito autentico con il confronto di mozioni che non producesse nulla di scontato. O forse qualcuno spera che Berlusconi ( che io considero un grande leader politico ; infatti come tutti i grandi uomini della politica non si occupa di chi verrà dopo di lui ) , sia fulminato sulla via di Arcore dalla mozione Mevoli che raccomanda una maggiore trasparenza e democrazia interna al nascituro partito. Per il momento si è preferito invece porre in essere una squallida rappresentazione della peggiore tradizione che definire "bulgara" sembrerebbe troppo indulgente. Sarebbe stato più opportuno incoraggiare il dibattito e con esso la nascita e la crescita di una classe dirigente selezionata in base a criteri di carattere meritocratico , scelta in base alla capacità di pensare ed agire con cognizione di causa , senso di responsabilità ma innanzi tutto con piena autonomia. Ma ciò , con molta probabilità avrebbe significato chiedere troppo ai vari colonnelli e caporali che sono rimasti. Essi infatti sono più interessati all'obbedienza incondizionata caratteristica quest'ultima che si può pretendere da un mulo , da un cavallo di razza sarebbe già più problematico , figuriamoci poi se la si esige da un essere senziente consapevole si dei propri limiti ma anche delle proprie qualità. Ecco dunque che la piramide del potere , se pur nei suoi ultimi giorni di vita è stata nuovamente modificata con l'innesto di personaggi più che mediocri in molti casi ( non me ne vogliano ) anche ignoranti ma " ortodossi". Il tempo , inesorabile giudice delle azioni umane , chiarirà le vere ragioni di questa sciagurata strategia. Allora forse gli autori di questo disastro ed i loro inconsapevoli fiancheggiatori capiranno perché in tutta Italia la gente di destra li abbandona non prima di averli definiti " VENDUTI" .

Nicola De Silla

venerdì 27 febbraio 2009

Robin Hood


" Ho paura che un gruppo che non ancora imparato a usare i telefoni nei nuovi uffici cerchi di ridisegnare metà della nostra economia.Nel frattempo auguriamoci che l'America possa imparare dalla vecchia Europa: gli spostamenti troppo rapidi del pendolo economico non hanno mai giovato a nessuno." Così stamane l'editorialista del Sole 24 Ore Mario Platero Per la delizia dei comunistoidi di tutto il mondo , in special modo di quelli italiani che sono i più numerosi ed anche i più irredenti ( forse perché il comunismo non lo hanno sperimentato davvero ) il nuovo presidente degli Stati Uniti Obama , per intenderci quello cui si ispira il nuovo pasticciotto salentino al cioccolato , ha voluto stravolgere la politica economica del suo paese ed anche del suo stesso partito annunciando un inasprimento delle aliquote fiscali per i ceti più abbienti con reddito superiore ai 200.000 dollari ed una forte riduzione sulle deduzioni relative alle donazioni benefiche effettuate dagli stessi contribuenti. E mentre il novello Robin Hood d'oltre Atlantico sciorinava le linee guida della sua personalissima dottrina socio-economica il deficit degli USA raggiungeva quota 1.750 miliardi vale a dire 12,3 punti percentuali sul Pil , gli ordini di beni durevoli riferiti al mese di gennaio perdevano 5,2 punti, il numero degli americani che percepisce il sussidio di disoccupazione superava quota 5 milioni e , "dulcis in fundo" le vendite delle nuove case subivano un ulteriore crollo del 10,2 %. Niente male per l'agenda del presidente che vuole cambiare l'America. Si ma come ? Con una ricetta vecchia di due secoli che , a memoria di storico , non ha mai stimolato la crescita ? Barack Obama dovrebbe fare un piccolo sforzo guardando alla Grande Depressione ed agli errori commessi in quel momento dai suoi predecessori con l'aumento del debito e della spesa pubblica. Fatali al punto da estendere i tempi della crisi economica che avrebbero voluto combattere. Il mercato è frenato perché la gente non spende. E quando ci sarà finalmente la ripresa spenderà meno di quanto previsto in quanto già impegnata a pagare i balzelli aumentati. Appare logico aumentare le tasse per alcuni( e quindi i soldi da sottrarre alle già provate casse dei cittadini ) e non ridurle affatto per altri ? Risulta sensato far crescere a dismisura la spesa del bilancio federale con conseguente indebitamento ? Per quanto mi riguarda no. A meno che alla base non vi sia una forte spinta ideologica che confonde se non ottenebra del tutto la lucidità necessaria che un momento tanto delicato richiede.

Nicola De Silla

lunedì 23 febbraio 2009

Sono


In occasione del mio compleanno ( è il quarantaquattresimo ) mi faccio un regalo. Mi dedico una poesia . Mi cimento così in un'impresa ardua , quella di descrivere me stesso. E' più facile infatti parlare degli altri, delle cose che ci circondano , di politica , di economia ; è invece più impegnativo parlare di se. Dipingere con il pennello della metrica il proprio ritratto e rimanere il più possibile obiettivi , distaccati , super partes. Quanti di noi si guardano allo specchio e si piacciono veramente ? Solo i più vanesi. Cercherò di trovare un compromesso tra l'autocompiacimento e l'autodistruzione , tra il pessimismo e l'ottimismo , tra l'individualismo ed il nichilismo , tra la serietà e la follia. Tenterò insomma di rispondere nel migliore dei modi alla domanda principe che ciascuno di noi si pone : Chi sono ? Un'ultima cosa. Se per ironia della sorte o solo perché irrimediabilmente portati ad essere indulgenti e benevoli con la mediocrità altrui , la poesia dovesse piacervi , per favore niente complimenti. Non mi piace riceverli ne farli. Grazie.

Sono il dubbio che come fuoco mi divora
Sono la notte insonne che dell'inquietudine è compagna
Sono il tremore febbrile del'incertezza
Sono il morso schiumante di un cavallo pronto per la corsa
e le sue froge dilatate segno di impazienza
Sono l'uomo delle dicotomie , quello del bianco o nero
del tutto o niente
Sono la passione potente del vento che piega gli ulivi
e la brezza delicata che accarezza i fiori
Sono il freddo del ghiaccio che gela il cuore
e la brace ardente che lo riscalda
Sono il filo della lama che non esita a colpire
ma anche lo scudo pronto ad ergersi a difesa
Sono l'argilla che plasma una maschera impassibile
indossata solo per nascondere le lacrime
Sono la dura corazza che sigilla le paure di un cavaliere
Sono l' alambicco che distilla le parole
e la bilancia che le pesa una ad una
Sono le ciglia inarcate di chi si chiede sempre perché
Il lavorio di un meccano che non cessa di porsi domande
Sono il Leviatano di Giona che ti divora
ed il Tonno di Pinocchio che ti accompagna a riva
Sono l'incoscienza che apprezza la bellezza del gesto
Lo schiaffo che scuote
la carezza delicata che consola
Sono la solitudine di un meriggio assolato che dialoga con se stessa
La fragilità di un gigante che crolla sotto il peso dei propri limiti
Sono colui che ha generato dei figli
senza sapere se essi hanno un buon padre
Sono il viaggiatore che percorre un cammino lontano
ma che si volta spesso indietro nel tentativo si scorgere la sua casa
Uno fra tanti , ma come tutti, unico.

Nicola De Silla



" Est modus in rebus "
" L'ottimo è nemico del bene "
Orazio.

giovedì 12 febbraio 2009

Aeropuerto


Solo, seduto su una sedia in aeroporto attendo
I bianchi pilastri che svettano in alto a farmi compagnia
Come alberi giganteschi stendono i loro rami verso il cielo
E sotto passa una moltitudine di gente
Quanta umanità , quanti sentimenti lo attraversano
Ciascuno con il suo bagaglio di gioie e dolori, aspettative e delusioni
Siamo seduti vicino , stretti gli uni agli altri
Eppure isolati, ermetici , racchiusi nei nostri mondi
Respiro questa vita che vedo , tocco, sento ma che non mi appartiene
Chiudo gli occhi lasciando che sia il cuore a guardare
Oltre questo edificio,oltre questa terra iberica,oltre tutti i confini
Per giungere infine a te . Ultima meta , unico approdo.

Nicola De Silla

lunedì 26 gennaio 2009

Futurismo in mostra a Brindisi.


Dal 22 gennaio al 29 marzo potrete ammirare nelle splendide sale di Palazzo Nervegna a Brindisi una mostra dedicata alla corrente di pensiero ,filosofia ed arte che prende il nome di Futurismo.

L'evento è organizzato dal Comune di Brindisi in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Ministero per gli Affari Esteri. Sono presenti opere di Giovanni Acquaviva, Roberto Baldessari, Giacomo Balla, Benedetta Marinetti, Osvaldo Barbieri, Francesco Cangiullo, Giorgio Carmelich, Marcello Claris, Tullio Crali, Victor Aldo De Sanctis, Fortunato Depero, Nicolay Diulgheroff, Gerardo Dottori, Fillia, Ivanoe Gambini, Ugo Giannattasio, Ginna, Ottorino Mancioli, Bruno Munari, Neri Nannetti, Novo, Pippo Oriani, Ivo Pannaggi, Enrico Prampolini, Luigi Russolo, Mario Sironi, Tato, Carlo Vittorio Testi, Lucio Venna.

giovedì 22 gennaio 2009

Lettera aperta alla senatrice Adriana Poli Bortone.


Stimata signora.


Ho appreso ieri in tarda serata della decisione di lasciare la carica di coordinatrice regionale di A.N. a seguito della verificata incompatibilità tra le Sue dichiarate idee in tema di sviluppo e di mezzogiorno e la linea , se così si può definire , del P.d.L. Mi permetta innanzitutto di palesarLe la mia solidarietà per un gesto di assoluta coerenza che , seguendo anche se da lontano la Sua carriera politica , mi sarei meravigliato se non fosse giunto. L'attuale stato di confusione generale in cui versa la politica italiana di destra in questo momento richiede azioni chiare e determinate. L'elettorato di riferimento , specie al sud , è deluso da questa inedita quanto artificiosa pulsione verso un progetto di unità che sempre di più somiglia ad un'annessione da parte della forza politica più grande. E tutto questo con buona pace della classe dirigente nazionale di A.N. che pare viva una vita parallela , avulsa dalla realtà ed incline verso un processo di autoreferenzialità. Del tutto insensibile nei confronti dei numerosi e diffusi segnali di malcontento che giungono dalla base, sprezzante nei confronti di coloro i quali tentano di far sentire la loro protesta. Basta leggere il glaciale comunicato di La Russa in risposta alle Sue dimissioni. Sono per natura incline al pragmatismo quindi non mi meraviglio se ,chi per una poltrona ministeriale , chi per uno scranno da capo gruppo parlamentare , tutti i colonnelli ( che Le assicuro proprio per questa loro natura meschina e propensa al servilismo del capo non hanno la stoffa per diventare generali ) abbiano buttato nel cestino decenni di storia di un partito. Ma da un uomo francamente mi sarei aspettato di più. Vede signora io credo che la stoffa del leader sia una dote naturale. O la si possiede o non la si può acquisire in altro modo. Gianfranco Fini , secondo me , aveva questa caratteristica. In lui si potevano ben notare la passione , la determinazione, la chiarezza d'intenti , l'autorevolezza che solo un capo può emanare. Per cui non riesco a capacitarmi del fatto che egli stia subendo passivamente non solo il tentativo di annientamento per diluizione della destra , ma anche la propria personale sconfitta politica. In questi mesi ho riflettuto spesso sul suo comportamento senza trovare motivazioni sufficientemente plausibili che giustifichino il suo operato , anche sotto l'ottica di un ritorno strettamente soggettivo ed utilitaristico. La parola che mi sorge spontanea è : peccato ! Peccato per tutto il tempo perso. Peccato per i milioni di cittadini tratti in inganno. Peccato per la grande occasione mancata di costruire anche in Italia una grande forza politica conservatrice il più possibile indipendente dalle contraddizioni del berlusconismo. Il consiglio che molto umilmente mi sento di darLe è il seguente. Non molli . Continui a fare politica nell' area nella quale è cresciuta , si è formata e dalla quale ha avuto anche tante soddisfazioni. In Italia , nel meridione c'è bisogno di una forza politica autenticamente di destra , di cui Lei potrebbe essere la protagonista.


Auguri e che Dio La assista.




Nicola De Silla

giovedì 15 gennaio 2009

Il colore della vita.



Tutti noi a volte abbiamo l'impressione che la nostra vita abbia perso i suoi colori. Che la nostra esistenza abbia rinunciato al caleidoscopio di luci e meraviglie che dovrebbe essere, per passare ad un'inutile monotona scala di grigi. Niente più sentori , sapori o emozioni , ma solo un continuo vacuo trascinare ritmi biologici che ci farebbero uguali agli animali se non fosse per l'umana ,costante ed insidiosa presenza della coscienza, dell'ansia , della paura o peggio della stanchezza. Il male di vivere , bestia ingannatrice ci divora inesorabilmente. Insinua nella nostra mente l' errata consapevolezza che la nostra presenza in questo mondo sia inutile se non addirittura dannosa. E allora giungiamo alla fuorviante conclusione che forse , una vita vissuta in bianco è nero , senza le varie tonalità delle emozioni non abbia alcun senso. Meglio farla finita che continuare a non vivere. I più forti tra noi , se pur presi dallo sconforto , superano questi momenti lottando contro se stessi ed i propri fantasmi. Allontanando il male oscuro con l'ausilio di punti di riferimento , priorità , convinzioni o aiutati dalla fede. Allora pian piano , faticosamente la monocromia scompare , sostituita dalla bellezza dell'iride. E' come se un luogo buio gradualmente fosse illuminato da un barbaglio di luce , sempre più intensa , sempre più diffusa. Tutto riacquista significato. Se mi consentite una metafora la nostra vita è come un lungo faticoso cammino colmo di insidie se pur punteggiato da qualche gioia. Le motivazioni del cammino possono essere le più svariate. C'è chi lo compie perché ha in mente la sua meta e vuole raggiungerla , non importa quanto lungo esso sia. C'è chi un obiettivo non ce l' ha e cammina per il gusto di farlo accontentandosi di quello che la strada stessa offre. Ma c'è pure chi ad un certo punto si stanca , non vede più la fine e nemmeno il gusto di andare avanti. La via diventa stretta, buia, insopportabile. Allora prima arranca , decide comunque di continuare , ma poi debole , stanco o forse solo troppo sensibile , si ferma. Convinto che tutto debba finire lì sul ciglio della propria esistenza. Non ci dobbiamo scandalizzare . Tutti noi potremmo essere quel viaggiatore . Piuttosto che giudicare dovremmo piangere . Piangere per tutti coloro che hanno deciso di non andare avanti , di non fare un altro passo. E pregare Dio la cui misericordia è immensa , di accoglierli nelle sue amorevoli braccia , consolando con dolci carezze la loro tristezza.
Consentitemi infine di deporre , ai piedi della sua vita , un fiore colorato per Cristina.




Nicola De Silla






Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.




E. Montale

mercoledì 14 gennaio 2009

Pro Loco ( Mea )

Ho appena appreso da voci di "Agorà " che la locale sezione della Pro Loco sta attraversando un momento difficile. Mi è stato riferito infatti che tutto il consiglio di amministrazione si è dimesso per non meglio precisati motivi legati tuttavia alla iper esposizione mediatica non autorizzata di un suo componente. Ed è proprio a quest'ultimo che mi permetto di ricordare sommessamente che l'associazione di cui fa parte ha il compito di promuovere iniziative volte a valorizzare la comunità ed il territorio in cui agisce. Non serve a mettere in evidenza le straordinarie capacità di cui costui è sicuramente dotato. Una volta , almeno una volta , devolvesse i sui preziosi carismi a servizio degli altri senza nulla pretendere in cambio , passeggiate nelle scuole a dispensare pacche sulle spalle agli alunni ( figli di potenziali elettori ) comprese. Il " locus" ringrazia.
Nicola De Silla
P.S. Se tutto ciò fosse solo il frutto della scatenata fantasia delle mie fonti , sarò ben lieto di ospitare una smentita da parte degli interessati ( ancora in carica ).

lunedì 12 gennaio 2009

Piacere di rincontrarvi.

Eccomi sono tornato. Dopo un periodo natalizio in cui ho celebrato oltre alla nascita dell' Emmanuele il mio periodo di ferie a lungo agognato , sono pronto a impugnare con rinnovato entusiasmo la mia penna virtuale . Tuttavia alcuni ringraziamenti sono doverosi. Ad un anno dalla nascita di questo blog vorrei ringraziare i 2.155 visitatori che con le loro 5.900 visite hanno reso meno vacuo il mio lavoro. Sono lusingato con tutti coloro i quali hanno trovato interessante il mio scrivere e dispiaciuto con chi si è sentito qualche volta offeso o peggio oltraggiato dalle mie parole sempre scritte in buona fede. Quali sono le novità per il 2009 ? Sostanzialmente nessuna . Che volete che vi dica ; sono un conservatore e cambio solo quando verifico attentamente che il tentativo di conservare rischia di degenerare in oscurantismo. Se a questo aggiungete il mio carattere testardo ed ostinato , comprenderete bene che tutto sarà come prima. Lo stesso rigore , la stessa determinazione nell'affrontare gli argomenti.
Un buon anno a tutti voi.