Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

giovedì 15 gennaio 2009

Il colore della vita.



Tutti noi a volte abbiamo l'impressione che la nostra vita abbia perso i suoi colori. Che la nostra esistenza abbia rinunciato al caleidoscopio di luci e meraviglie che dovrebbe essere, per passare ad un'inutile monotona scala di grigi. Niente più sentori , sapori o emozioni , ma solo un continuo vacuo trascinare ritmi biologici che ci farebbero uguali agli animali se non fosse per l'umana ,costante ed insidiosa presenza della coscienza, dell'ansia , della paura o peggio della stanchezza. Il male di vivere , bestia ingannatrice ci divora inesorabilmente. Insinua nella nostra mente l' errata consapevolezza che la nostra presenza in questo mondo sia inutile se non addirittura dannosa. E allora giungiamo alla fuorviante conclusione che forse , una vita vissuta in bianco è nero , senza le varie tonalità delle emozioni non abbia alcun senso. Meglio farla finita che continuare a non vivere. I più forti tra noi , se pur presi dallo sconforto , superano questi momenti lottando contro se stessi ed i propri fantasmi. Allontanando il male oscuro con l'ausilio di punti di riferimento , priorità , convinzioni o aiutati dalla fede. Allora pian piano , faticosamente la monocromia scompare , sostituita dalla bellezza dell'iride. E' come se un luogo buio gradualmente fosse illuminato da un barbaglio di luce , sempre più intensa , sempre più diffusa. Tutto riacquista significato. Se mi consentite una metafora la nostra vita è come un lungo faticoso cammino colmo di insidie se pur punteggiato da qualche gioia. Le motivazioni del cammino possono essere le più svariate. C'è chi lo compie perché ha in mente la sua meta e vuole raggiungerla , non importa quanto lungo esso sia. C'è chi un obiettivo non ce l' ha e cammina per il gusto di farlo accontentandosi di quello che la strada stessa offre. Ma c'è pure chi ad un certo punto si stanca , non vede più la fine e nemmeno il gusto di andare avanti. La via diventa stretta, buia, insopportabile. Allora prima arranca , decide comunque di continuare , ma poi debole , stanco o forse solo troppo sensibile , si ferma. Convinto che tutto debba finire lì sul ciglio della propria esistenza. Non ci dobbiamo scandalizzare . Tutti noi potremmo essere quel viaggiatore . Piuttosto che giudicare dovremmo piangere . Piangere per tutti coloro che hanno deciso di non andare avanti , di non fare un altro passo. E pregare Dio la cui misericordia è immensa , di accoglierli nelle sue amorevoli braccia , consolando con dolci carezze la loro tristezza.
Consentitemi infine di deporre , ai piedi della sua vita , un fiore colorato per Cristina.




Nicola De Silla






Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.




E. Montale

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