Barbagli d'intelletto.

"Gli individui che non agiscono mai vogliono credere che si possa scegliere in tutta libertà l'eccellenza di coloro che verranno a figurare in una lotta, così come il luogo e l'ora in cui sferrare il colpo imparabile e definitivo. Ma no: con ciò che si ha sotto mano, e secondo le non molte posizioni effettivamente attaccabili, ci si getta sull'una o sull'altra non appena si scorge un momento favorevole; se no, si sparisce sena aver fatto nulla.Lo stratega Sun Tsé ha stabilito da molto tempo che 'il vantaggio e il pericolo sono entrambi inerenti alla manovra'. E Clausewitz riconosce che 'alla guerra si è sempre nell'incertezza circa la situazione reciproca delle parti. Ci si deve abituare ad agire sempre secondo delle verosimiglianze generali, ed è un'illusione voler attendere il momento in cui si sarà sciolti da ogni ignoranza…'.


Guy Debord

venerdì 27 febbraio 2009

Robin Hood


" Ho paura che un gruppo che non ancora imparato a usare i telefoni nei nuovi uffici cerchi di ridisegnare metà della nostra economia.Nel frattempo auguriamoci che l'America possa imparare dalla vecchia Europa: gli spostamenti troppo rapidi del pendolo economico non hanno mai giovato a nessuno." Così stamane l'editorialista del Sole 24 Ore Mario Platero Per la delizia dei comunistoidi di tutto il mondo , in special modo di quelli italiani che sono i più numerosi ed anche i più irredenti ( forse perché il comunismo non lo hanno sperimentato davvero ) il nuovo presidente degli Stati Uniti Obama , per intenderci quello cui si ispira il nuovo pasticciotto salentino al cioccolato , ha voluto stravolgere la politica economica del suo paese ed anche del suo stesso partito annunciando un inasprimento delle aliquote fiscali per i ceti più abbienti con reddito superiore ai 200.000 dollari ed una forte riduzione sulle deduzioni relative alle donazioni benefiche effettuate dagli stessi contribuenti. E mentre il novello Robin Hood d'oltre Atlantico sciorinava le linee guida della sua personalissima dottrina socio-economica il deficit degli USA raggiungeva quota 1.750 miliardi vale a dire 12,3 punti percentuali sul Pil , gli ordini di beni durevoli riferiti al mese di gennaio perdevano 5,2 punti, il numero degli americani che percepisce il sussidio di disoccupazione superava quota 5 milioni e , "dulcis in fundo" le vendite delle nuove case subivano un ulteriore crollo del 10,2 %. Niente male per l'agenda del presidente che vuole cambiare l'America. Si ma come ? Con una ricetta vecchia di due secoli che , a memoria di storico , non ha mai stimolato la crescita ? Barack Obama dovrebbe fare un piccolo sforzo guardando alla Grande Depressione ed agli errori commessi in quel momento dai suoi predecessori con l'aumento del debito e della spesa pubblica. Fatali al punto da estendere i tempi della crisi economica che avrebbero voluto combattere. Il mercato è frenato perché la gente non spende. E quando ci sarà finalmente la ripresa spenderà meno di quanto previsto in quanto già impegnata a pagare i balzelli aumentati. Appare logico aumentare le tasse per alcuni( e quindi i soldi da sottrarre alle già provate casse dei cittadini ) e non ridurle affatto per altri ? Risulta sensato far crescere a dismisura la spesa del bilancio federale con conseguente indebitamento ? Per quanto mi riguarda no. A meno che alla base non vi sia una forte spinta ideologica che confonde se non ottenebra del tutto la lucidità necessaria che un momento tanto delicato richiede.

Nicola De Silla

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