Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

lunedì 23 febbraio 2009

Sono


In occasione del mio compleanno ( è il quarantaquattresimo ) mi faccio un regalo. Mi dedico una poesia . Mi cimento così in un'impresa ardua , quella di descrivere me stesso. E' più facile infatti parlare degli altri, delle cose che ci circondano , di politica , di economia ; è invece più impegnativo parlare di se. Dipingere con il pennello della metrica il proprio ritratto e rimanere il più possibile obiettivi , distaccati , super partes. Quanti di noi si guardano allo specchio e si piacciono veramente ? Solo i più vanesi. Cercherò di trovare un compromesso tra l'autocompiacimento e l'autodistruzione , tra il pessimismo e l'ottimismo , tra l'individualismo ed il nichilismo , tra la serietà e la follia. Tenterò insomma di rispondere nel migliore dei modi alla domanda principe che ciascuno di noi si pone : Chi sono ? Un'ultima cosa. Se per ironia della sorte o solo perché irrimediabilmente portati ad essere indulgenti e benevoli con la mediocrità altrui , la poesia dovesse piacervi , per favore niente complimenti. Non mi piace riceverli ne farli. Grazie.

Sono il dubbio che come fuoco mi divora
Sono la notte insonne che dell'inquietudine è compagna
Sono il tremore febbrile del'incertezza
Sono il morso schiumante di un cavallo pronto per la corsa
e le sue froge dilatate segno di impazienza
Sono l'uomo delle dicotomie , quello del bianco o nero
del tutto o niente
Sono la passione potente del vento che piega gli ulivi
e la brezza delicata che accarezza i fiori
Sono il freddo del ghiaccio che gela il cuore
e la brace ardente che lo riscalda
Sono il filo della lama che non esita a colpire
ma anche lo scudo pronto ad ergersi a difesa
Sono l'argilla che plasma una maschera impassibile
indossata solo per nascondere le lacrime
Sono la dura corazza che sigilla le paure di un cavaliere
Sono l' alambicco che distilla le parole
e la bilancia che le pesa una ad una
Sono le ciglia inarcate di chi si chiede sempre perché
Il lavorio di un meccano che non cessa di porsi domande
Sono il Leviatano di Giona che ti divora
ed il Tonno di Pinocchio che ti accompagna a riva
Sono l'incoscienza che apprezza la bellezza del gesto
Lo schiaffo che scuote
la carezza delicata che consola
Sono la solitudine di un meriggio assolato che dialoga con se stessa
La fragilità di un gigante che crolla sotto il peso dei propri limiti
Sono colui che ha generato dei figli
senza sapere se essi hanno un buon padre
Sono il viaggiatore che percorre un cammino lontano
ma che si volta spesso indietro nel tentativo si scorgere la sua casa
Uno fra tanti , ma come tutti, unico.

Nicola De Silla



" Est modus in rebus "
" L'ottimo è nemico del bene "
Orazio.

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