Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

venerdì 10 aprile 2009

Silenzio.

Da questo momento e sino all'alba della Pasqua questo blog rimarrà immutato. Nemmeno una parola , una sillaba sarà scritta. E' bene che coloro che credono nella morte , passione e risurrezione del Figlio di Dio tacciano e si stupiscano di fronte ad una così grande prova d'amore.

Nicola De Silla

Getsemani


Gesù si prostrò con la faccia per terra e cominciò a provare tristezza e angoscia.

Anche se sapeva da sempre il suo destino , Gesù sente , ora come non mai , tutto l'umano orrore del sangue. Questa paura investe il corpo,agghiaccia il sangue,sbianca la carne, scuote le membra. Ma ancor di più è l'anima che soffre. E' una tristezza interiore infinitamente più trafiggente di tutti i tormenti fisici. Umilmente , senza infingimenti , Gesù confessa ai discepoli il suo tormento e invoca da loro comprensione. poi si allontana. I suoi lo vedono procedere per una quarantina di passi. Ondeggia come colpito da uno strano malore. D'un tratto non lo vedono più. E' caduto. E' caduto sulla faccia e contro la terra. Così , affondato nella terra in questa sua crisi immane e inconcepibile il Cristo risucchia nella sua amara esperienza tutte le crisi fisiche e spirituali degli uomini. Egli vive dentro di sé tutte le paure , tutte le nausee , tutte le tristezze dei morti e dei nascituri, dei perfetti e dei mostri, dei santi e dei dannati. Nessuna nostra crisi può essere estranea alla crisi del Getsemani , anzi ogni nostra crisi di ieri, di oggi e di domani, non è che un ricordo o una eco di quella.

Padre mio se è possibile allontana da me questo calice di dolore.

Ma che cosa ci sarà mai in questo calice che suscita tanta ripugnanza persino al Figlio dell'Uomo che si è dimostrato sempre così sicuro e coraggioso ?

Nel calice c'è la passione imminente.

Tutto egli vede nel calice. E nessuna speranza è ormai possibile.

Nel Calice c'è la passione morale.

Nessuno meglio del Cristo comprende tutta l'incommensurabile malvagità del delitto di cui stanno per macchiarsi gli uomini. Questi uomini che egli ha tanto amato uccideranno l'unico innocente.

Nel calice c'è il peccato.

Il Cristo deve espiare , sentendo in sé, tutto il peccato dell'umanità dal peccato di Adamo al peccato dell'ultimo uomo che nascerà. " Colui che non conosceva il peccato" scrive San Paolo " Dio lo tratto da peccato in nostro favore. " Lui , l'Unigenito del Padre, l'unico puro, si sente sempre più materiato di peccato e perciò respinto e maledetto dal Padre.

Nel calice c'è la miseria e il dolore.

In esso ci sono le sofferenze dell'umanità. Tutti gli uomini formano con lui un solo corpo, tutti quelli già morti e quelli ancora da nascere. E il Cristo sente il male di ogni uomo più di come una mamma sente la malattia del figlio.. Ma davanti a questa impossibile mistura , tutta la sua umana sensibilità si atterrisce e con il grido della preghiera si avventa tra le braccia del Padre a volere la salvezza.
Ma il grido di Cristo si è spento nel cielo impassibile ed immenso. Il Padre sembra assente . Gesù si sente veramente solo. Solo con la sua crisi ed il suo atroce destino. Ma i suoi amici dove sono ? Li ha lasciati qui accanto, devono essere in veglia e forse anche in pena. Il pensiero di poter appoggiare almeno per un momento il peso della sua ora senza pace sui cuori fedeli lo aiuta a sollevarsi.

Gesù si alza e muove i suoi passi verso i discepoli, ma li trova addormentati.

Forse all'inizio avevano tentato di vegliare ma poi erano stati vinti dalla stanchezza.La tristezza del Maestro per una misteriosa osmosi era passata in loro.
Ma Gesù non può resistere, li sveglia , li chiama. Dopo aver esortato i discepoli alla preghiera si allontana dinuovo per riprendere il suo colloquio con il Padre. Ed ancora lo supplica. Ma nell'eternità c'è stato un decreto. Era stato un decreto di amore e niente è così immutabile in Dio come l'amore. Costi quel che costi il Figlio avrebbe portato a termine la meravigliosa avventura di ricondurre a casa i fratelli.
«Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna». Nell'attimo di sospeso silenzio Cristo vede tuto questo , ricorda tutto questo e comprende perché il Padre non risponde. Ed ecco allora che la sua volontà , luminosa di una nuova luce , si impone sulla natura atterrita.

Non si faccia quello che voglio io ma quello che vuoi tu.

Non la volontà della carne, ma la volontà dello spirito. Non la paura , ma l'amore. Tutto il suo essere preso e spremuto da un'infinita tensione sussulta nello spasimo del combattimento ( agonia ) della lotta e dello sforzo. E' un dramma sconfinato che nessun poeta potrà mai tradurre in parole, nessun psicologo scandagliare sino in fondo. Il suo corpo è battuto per terra dalla volontà trionfatrice. E la lotta continua serrata fino all'ultimo sforzo , sino al sangue. E continua a pregare , lungamente e appassionatamente. E con questa preghiera Gesù vince la sua drammatica agonia. Ristabilendo l'armonia tra la volontà umana e quella divina. E sarà proprio la preghiera che lo farà sollevare dalla prostrazione e gli farà intraprendere con rinnovata energia la via del calvario.

Il Getsemani è il portale della passione prima ancora che i suoi nemici gliela causassero, egli già la soffre nella sua anima. Una volta vissuta e sofferta, una volta compresa la sua missione salvifica , Gesù si consegna ai suoi nemici sereno e pieno di speranza. Ma Gesù rimarrà in agonia fino alla fine dei tempi. Lo è a tributo di tutti gli uomini che soffrono e muoiono a causa dell'odio , della violenza, dell'ingiustizia degli uomini.


Testo liberamente tratto dalla veglia di preghiera del Giovedì Santo della Parrocchia Santa Maria Assunta di San Donaci.

mercoledì 8 aprile 2009

Quando la nave affonda i topi sono i primi a scappare.


Mi ero proposto di non scrivere di politica locale almeno durante questa Settimana Santa per non avvelenare un clima che invece dovrebbe essere tutto proteso alla spiritualità ed alla meditazione. Tuttavia notizie dell'ultima ora mi hanno convinto a fare un'eccezione . E' proprio vero che grandi e piccoli professionisti della politica fiutano il vento della vittoria e lo seguono pronti a sacrificare ad essa la loro precaria coerenza. Credo di dover precisare che in questo caso il termine professionisti della politica sia usato in maniera impropria. Mi riferisco infatti non a quei soggetti che hanno fatto di quest'ultima una seria professione e che rispettano un codice deontologico rigoroso , bensì a coloro i quali hanno scambiato l'arte della rappresentanza pubblica per un mestiere , una sorta di mezzo per sbarcare il lunario , tirare a campare . Fonti ben accreditate mi hanno informato che alcuni uomini del nuovo PDL che sino alla settimana scorsa osannavano il percorso berlusconiano decantandolo come l'unico possibile , tanto che per esso avevano abbandonato i loro precedenti accasamenti , ora ci ripensano e tentano di riciclarsi nuovamente nei vecchi schieramenti proponendosi ( o facendosi proporre da servi sciocchi lasciati a guardia del fortilizio ) come ottimi candidati per il consiglio provinciale. Altri ancora riscoprono una passione dell'ultima ora per il neo meridionalismo interpretato dalla senatrice Poli Bortone e , col sostegno di gerontosauri della politica sandonacese abbandonano i patri lidi senza tanti rammarichi. Non ho interrogativi da soddisfare riguardo al gesto. Conosco benissimo gli uomini e forse mi sarei meravigliato del contrario , ma vorrei sapere dov'erano costoro quando perplessità di forme e contenuti riguardanti il PDL venivano palesate da altri ? Forse a tentare di capire chi avrebbe vinto le elezioni provinciali ?

Nicola De Silla


P.S. Anche in questo caso sarò lieto di ospitare eventuali smentite.

domenica 5 aprile 2009

Lettera a Giuda


Caro amico
Era da tempo che intendevo scriverti anche se fino ad oggi non lo avevo ancora fatto. Mi è accaduto spesso di mettermi alla tastiera ma di non riuscire a trovare le parole giuste. Così ho sempre rimandato pensando che forse il tempo non fosse ancora arrivato. E avrei continuato a reiterare la mia indecisione se stamane non avessi ascoltato Enzo Bianchi a Radio 3 .La sua chiarezza espressiva , la lucidità dei suoi concetti riguardanti il significato profondo della Passione mi ha dato , forse , l'ispirazione giusta. Dico forse perché non è facile scrivere una lettera proprio a te , l'uomo più enigmatico e più disprezzato della cristianità. Per quanto coraggiosi possiamo essere , risulta sempre complicato porsi al di fuori della scia del pensiero conforme. Bisogna farlo con prudenza e con molta attenzione. Mi scuserai dunque se troverai il mio scrivere incerto e titubante.
Sin da bambino mi hanno insegnato che Gesù è morto per salvare tutti noi dal Peccato originale , condannato alla più infame delle morti grazie al tradimento di uno dei suoi : Giuda Iscariota. Centinaia di generazioni hanno imparato ad associare te al concetto di tradimento. Avresti commesso un abominio vendendo non solo un uomo , non solo Dio , ma un amico , il tuo amico più caro. Ma un dubbio mi rode oramai da anni. E possibile che sia tutto qui? Che tutto si possa ridurre solo e semplicemente a 30 sporchi denari ? Come può essere che Dio , il mio Dio che io immagino colmo d'amore per tutte le sue creature ti abbia condannato cinicamente a questa sorte . No non posso crederci l'amore non conosce compromessi e non si gira mai dall'altre parte. Lui non ti avrebbe abbandonato a questo destino terribile senza una ragione , senza averti dato una spiegazione. E tu che per anni hai dormito ed hai mangiato accanto a Lui , hai visto sorgere ogni giorno lo stesso sole e ti sei specchiato nella stessa luna non lo avresti consegnato ai carnefici per soddisfare un tuo interesse personale. Se ciò fosse se tutto dovesse ridursi solo a questo ed il tuo ruolo non fosse altro che quello di un essere malvagio , la mia fede vacillerebbe. Io credo invece che Egli ti abbia amato come gli altri , anzi più degli altri come ama tutti gli uomini inquieti , irrazionali ,impazienti . Ti confido una cosa, sono convinto che ami anche me ... nonostante tutto.
Ma torniamo alla tua vicenda . Dicevo io penso che ti sia stata affidata una missione gravosa , un fardello pesante che hai accettato e portato sino in fondo con la consapevolezza che saresti stato maledetto nei secoli e con il dubbio che forse nessuno avrebbe sollevato i veli del conformismo comprendendo la ragione profonda del tuo gesto. Così come fa un servo quando aiuta il suo signore a spogliarsi , tu Lo hai aiutato a liberarsi della condizione terrena adempiendo così pienamente alle Scritture. A chi infatti avrebbe potuto chiedere un sacrificio più grande ? A Pietro che non ha avuto il coraggio di dichiararsi suo amico ? Agli altri che nel Getsemani dormivano mentre lui sopraffatto dall'angoscia cadeva più e più volte ? Perché devi sapere che è stato proprio in quell'orto che la Chiesa ha vissuto la sua prima vera crisi. Ti immagino dopo la consegna di Gesù , appoggiato su quell'unico albero in cima alla collina con il sacchetto dei denari in mano. Li guardi con disgusto , saggi il loro peso, ti sembra insostenibile. Li hai presi perché anche tu dovevi recitare la tua parte sino in fondo. In realtà non li hai mai voluti. Non ti servivano . La tua era una vita votata all'impegno , prima a quello politico contro l'invasore e poi finalmente quello spirituale a servizio dell'unico Dio che per amore si è fatto carne e sangue dimostrandoci che era pronto non solo a vivere come un uomo ma anche a morire come un uomo. Sei uno che vive d'azione , non di agi o ricchezze. Ora però è tutto finito e la tua missione è conclusa. Guardi a occidente , il sole tramonta , ma non ha il colore di sempre è come se un velo celasse in parte la sua luce e poi soffia un vento da settentrione insolitamente freddo e potente. Sotto di te c'è l'orto degli ulivi tornato alla vita di sempre con i suoi contadini e gli armenti che lo attraversano mentre lasciano la città dopo la Pasqua. Ma la tua attenzione è rivolta tutta oltre la valle , su di un'altra collina , dove un'altra storia più importante della tua ma a questa collegata sta per esaurirsi. Folla , soldati , grida disperate e tre croci sulle quali i corpi si contorcono tra gli spasmi dell'agonia. Il tuo amico è lì gli resta poco da vivere oramai. E' arrivato al Golgota grondante di sangue grazie al lavoro ben fatto dai flagelli. Ma nonostante tutto , ecco la grandezza, non impreca , non si lamenta , non piange .Si preoccupa di dare un nuovo figlio a sua madre , concede il perdono ai suoi aguzzini. Anche in questo momento ha una parola d'amore per tutti . Tutti Giuda , anche per te che ormai appeso alla tua corda non puoi sentire. Se questo può rincuorarti , sappi amico che io sono tentato di credere che anche la tua sia in fondo una storia d'amore .

San Donaci , Domenica delle Palme dell'anno 2009

Nicola De Silla