Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

mercoledì 27 maggio 2009

Io,l'Ombra e lo specchio.


Insolita. E' l'aggettivo che meglio rappresenta questa campagna elettorale nella quale alcuni militanti e responsabili di partito invece di andare nelle case a chiedere il voto , raggiungono gli elettori sollecitando il non-voto. " Non mi interessa chi voterai , purché non sia Nicola De Silla " . Sono le parole ripetute dall'Ombra e dal suo sempre più sparuto manipolo di soldatini di piombo i quali , pur avendo ormai capelli e qualche volta baffi ingrigiti dall'età e si dovrebbe supporre anche dalla saggezza , non hanno ancora imparato a ragionare con la loro testa. Sorvolando sul risultato effimero di una simile campagna di guerra che , credo , produca risultati opposti rispetto alle aspettative di chi la conduce , resta comunque il fatto della credibilità sempre più compromessa degli attori. Come se non fossero già sufficienti anni ed anni di disastri , faide, consociativismi ,accordi trasversali ed evidenti conflitti d'interesse a trasformare una potenziale brillante carriera politica in poco meno di un'ombra . Certo l'Ombra non manca di faccia tosta , specie quando afferma di guardarsi allo specchio e si chiede se il sottoscritto faccia lo stesso.
Gli specchi mi sono sempre piaciuti e ne ho sempre fatto largo uso non perché sia un narciso , bensì in quanto molto portato ad analizzare impietosamente me stesso. A volte la mia immagine riflessa mi piace , a volte meno ed in quest'ultimo caso cerco di scoprirne i motivi scartando a priori quelli estetici in quanto da quel punto di vista non ho molte speranze. Per cui se lo specchio è la metafora della coscienza , vi posso assicurare che la mia viene giudicata spesso. Tuttavia l'interrogativo che mi sorge spontaneo è il seguente : può un'ombra specchiarsi? Non credo sia possibile , qualora lo facesse si vedrebbe solo una grande macchia scura poco definita ed inquietante ( come un tumore in una lastra a raggi x ). Diceva Goethe : "Il comportamento è uno specchio in cui ognuno rivela la propria immagine." Lascio a Voi le conclusioni.


Nicola De Silla

mercoledì 20 maggio 2009

Ferrarese incontra il mondo della cooperazione vinicola.


Giovedi 21 maggio alle ore 20,00 presso la sala Selvarossa delle Cantine Due Palme a Cellino S.Mco , Massimo Ferrarese parteciperà ad un dibattito sulla situazione vitivinicola nel brindisino. Sarà inoltre presente il candidato del collegio della Lista Ferrarese Nicola De Silla.

lunedì 18 maggio 2009

Spot.


Domani alle 8,oo del mattino su Rai 3 ed in replica alle 21,00 su Radio 1, andrà in onda un appello al voto effettuato da Nicola De Silla.

giovedì 14 maggio 2009

Decrescita dalla teoria alla pratica.

La teoria della decrescita è entrata in azione: l’attuale crisi finanziaria ed economica pone infatti gran parte della popolazione, il cosiddetto ceto medio ovvero la piccola borghesia operativa, in uno situazione di stallo economico e a volte di quasi povertà.
Questa decrescita non è però il frutto di una scelta strategica basata sulle teorie della scuola francese, ma piuttosto un grave accidente causato da più scossoni strutturali, da crisi a catena che minano le radici dell’attuale patto sociale ,e quindi dell’assetto del capitalismo, e che impongono di cambiare il modello di vita e di trovare nuovi modelli di benessere.
Delle crisi a catena si è tanto scritto, ma è importante non perderne la memoria perché a mio parere proprio queste crisi hanno provocato la grande rottura del meccanismo delle aspettative crescenti, hanno messo fine alla fiducia nei tutori dell’ordine e possono essere le premesse di un nuovo rinascimento:
• Il fallimento degli istituti finanziari – banche e borse; e dunque della fiducia nei gestori del denaro;
• Il fallimento della grande impresa come locomotiva dello sviluppo economico locale e come tutore della terza età, con pensione connessa;
• Il generale fallimento del mercato come istituto garante di sviluppo equilibrato: si pensi alla grande debacle delle privatizzazioni ed alla stolida solfa delle liberalizzazioni;
• La crisi della politica – europea, centrale e locale – tanto lontana dagli interessi del popolo quanto vicina al proprio benessere ed auto sostentamento;
• Il progressivo smascheramento dell’inconsistenza della cosiddetta cultura d’impresa e del terziario avanzato, che hanno spiazzato l’economia sostanziale;
• Le regole della globalizzazione ed il conseguente limite ai poteri nazionali, di controllo e direzione delle crescite.

Questi fattori hanno insieme determinato l’attuale decrescita e la crisi del ceto medio, che non riesce a pagare il mutuo e la scuola dei figli, che va in vacanza a credito, che non compra la macchina, che è finalmente insicuro: della banca, del mercato, del lavoro fisso, delle istituzioni politiche e dei politici. E’ proprio questa sensazione di insicurezza che può determinare un ceto medio più adulto, proprio perché senza famiglia, perché solo: un ritorno alla parsimonia ed alla produzione di beni reali, all’aggiustare prima di buttare. L’invito del nostro ricco presidente del consiglio a consumare di più è semplicemente offensivo per quei milioni di italiani che anche volendo non potrebbero, ed è anche una vetusta ricetta economica.
Occorrerebbe invece risparmiare tagliando il superfluo – ad esempio i troppi alti costi della politica, gli stipendi dei top manager – ed investire in prodotti, in ricerca e sviluppo; finirla con le sirene della formazione ed attivare nuove linee di produzione.
Da troppi anni questo paese è privo di una politica industriale: non c’è da stupirsi se ora è anche privo di industrie.

Gian Piero Joime

Ferrarese a San Donaci


Massimo Ferrarese candidato alla presidenza della provincia di Brindisi incontrerà amici e simpatizzanti domenica 17/05 alle ore 11 in piazza Pio XII a San Donaci.

lunedì 11 maggio 2009

Lettera di un amico.


Ricevo e pubblico volentieri una lettera scritta da Enzo Bardicchia. Anticipo subito che si tratta di un intimo amico , ma i concetti in essa contenuti li ritengo universalmente validi. Potrebbero essere infatti lo spunto per una seria riflessione di carattere politico. A voi il giudizio.

Lettera aperta al candidato alle provinciali Nicola De Silla.

Caro Nicola,
ho notato, in questi giorni, un certo entusiasmo intorno alla tua discesa in
campo, alle prossime elezioni provinciali con la lista Ferrarese e con questa
lettera voglio proporti la nascita di un movimento a tuo favore ed un'idea di
cambiamento tali da poter dare un futuro migliore alla nostra comunità.
Lo scopo primario di questo Movimento dovrebbe essere quello di promuovere in
futuro un rinnovamento radicale della nostra Sandonaci.
Viviamo una situazione difficile e preoccupante a cui la scena politica
locale non è in grado di trovare rimedi e soluzioni.
Certo, è necessario partire dalle persone, da noi, perché siamo noi che
possiamo promuovere ed attuare questo nuovo Rinascimento.
Siamo importanti in quanto portatori sani di valori e di principi, di idee e
di capacità. Mettiamo in gioco volontà, entusiasmi, speranze.
Senza questo elemento di novità, non sarebbe possibile ottenere nessun
risultato, non sarebbe neanche ipotizzabile un cambiamento.
E l'elemento di novità non è solo determinato da un cambio generazionale, ma
anche e in primo luogo da un approccio completamente differente.
Dobbiamo infatti sfuggire due differenti limiti.
Da un lato è necessario che, insieme all'entusiasmo e all'energia classica
del Movimento, possano emergere ed affermarsi la competenza, la capacità,
l'organizzazione. Se questo non avverrà saremo limitati nella nostra azione e
saremo relegati al ruolo marginale e facilmente etichettabile di "dilettanti
allo sbaraglio". Qui è il paradosso per cui è molto difficile che l'onestà, la
buona volontà e l'entusiasmo possano da soli garantire, anche senza
organizzazione e competenza, risultati concreti.
Dall'altro lato è necessario non ricadere nell'idea del politico di
professione, che tanti danni ha prodotto in questi anni di malapolitica,
mostrando tutti i suoi evidenti limiti. Ma, sfuggendo a questi due evidenti
punti, è possibile interpretare un ruolo diverso all'interno della politica
sandonacese? Io credo di sì. Ritengo infatti che sia necessario far emergere
una nuova classe di volontari della politica: cittadini nuovi e onesti che,
sentendone il dovere e la responsabilità, offrano il proprio contributo per
l'amministrazione della cosa pubblica.
Il cambiamento deve partire sì dalle persone, ma anche dal metodo. Un Metodo
che deve individuare forme nuove del fare politica: nell'analisi dei problemi,
nell'individuazione delle soluzioni, nell'attuazione dei progetti e dei
programmi. È un Metodo che è anche, e ancora più alla radice, un modo nuovo di
pensare e concepire la politica stessa: come libera partecipazione democratica
e responsabile dei cittadini all'amministrazione ed alla gestione del bene
pubblico.
Il Metodo diviene allora centrale per tre ordini di motivi:
a) perché è lo strumento per mezzo del quale è possibile promuovere e
costruire una nuova politica;
b) perché è lo strumento necessario per tentare di perforare l'impermeabilità
della vecchia politica;
c) perché è lo strumento che dovrà garantire di evitare in futuro nuove
degenerazioni del sistema politico.
Il Metodo a cui dobbiamo insieme lavorare è quindi un nuovo modo di pensare e
di fare politica. È un Metodo che, detto in due parole, deve riaffermare
termini oggi in disuso come democrazia e partecipazione.
È assolutamente necessario che questo Movimento non diventi l'ennesimo
partito, ma sia piuttosto una rete di cittadinanza attiva in cui le strutture
organizzative centrali devono servire a scambiare idee, conoscenze ed
esperienze, a unire le forze e a promuovere le sinergie e i fenomeni "a
valanga" tipici delle reti sociali tra pari, ma non devono dare direttive o
imporre programmi.

Distinti Saluti
Enzo Bardicchia

domenica 3 maggio 2009

Ma io non mollo.


Stanotte qualche losco figuro ,forse incazzato dal fatto che abbia deciso di scendere in campo , ha deciso di tapparmi simbolicamente la bocca imbrattando con la vernice nera tutti i mie manifesti elettorali. Vorrei dire a costui che chi ha subito 5 attentati dinamitardi senza cedere non si spaventa certo di un po di colore ( tra l'altro del suo colore preferito). Tuttavia mi rattrista il fatto che la campagna elettorale non ancora iniziata sia già caratterizzata da tali episodi di vigliaccheria politica .Dopo cosa ci sarà ? Le lettere anonime, gli atti vandalici ? I manifesti deturpati rimarranno affissi ancora per un altro giorno. Rappresentano una buona pubblicità perché la gente si renda conto con chi abbiamo a che fare e quale clima di intimidazione viene messo in atto per impedire alle libere coscienze di esprimersi. Non ci riusciranno ve lo assicuro. IO NON MOLLO.

Nicola De Silla

venerdì 1 maggio 2009

HO DECISO.


Dopo attenta e ponderata riflessione , dopo 9 anni di assenza dalle competizioni elettorali questa volta ho deciso di essere della partita. Lo faccio con la serenità e la determinazione di chi crede di aver preso la giusta decisione. Mi candido al consiglio provinciale per la circoscrizione San Donaci Cellino con la lista di Massimo Ferrarese. Molte lusinghe e molti inviti ho ricevuto in questi giorni da parte di numerosi partiti anche da quelli che oramai considero irrimediabilmente lontani da me , che appartengono alla mia storia ( che non rinnego ) ma non al mio futuro. Sicuramente gli ex compagni di strada adesso si affannerano a negare tutto ciò ma ,vi assicuro , che è così . Io non ho l'abitudine di mentire. Ho ringraziato tutti ma ho declinato i vari inviti avviandomi a giocare anche questa volta il ruolo di supporto e non di protagonista. Poi mi è arrivata una telefonata da parte di Massimo Ferrarese. E' bastato un colloquio con lui per capire che si trattava dell'uomo giusto , della scelta più opportuna , dell' occasione che la nostra provincia attendeva da tempo. Un imprenditore di successo in un campo in cui le raccomandazioni non esistono. Sul mercato o sei bravo tutti i giorni o soccombi. Ho raccolto il suo invito dopo una breve chiacchierata nella quale mi ha spiegato quale fosse il suo modello di sviluppo per il territorio brindisino. Proposte chiare , concrete , immediatamente realizzabili. Senza orpelli , fronzoli ed inutili parole.
Solo competenza dimostrata ampiamente sul campo e voglia di fare. Mi sono detto che a questa partita non potevo mancare . Così mi sono ritrovato candidato e mi rivolgo a voi con la chiarezza di sempre. Lo farò nei prossimi giorni venendo nelle vostre case, parlando ai comizi, scrivendo da questa tribuna . Vi parlerò di una semplicissima idea che riassumo immediatamente : non può esserci crescita morale , culturale, civica , senza un adeguato sviluppo economico. E lo farò guardandovi dritto negli occhi perché io posso farlo. Chiedo il vostro aiuto e quello di Dio affinché questa esperienza , a prescindere dal risultato , sia straordinaria. Grazie.

Nicola De Silla