Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

lunedì 11 maggio 2009

Lettera di un amico.


Ricevo e pubblico volentieri una lettera scritta da Enzo Bardicchia. Anticipo subito che si tratta di un intimo amico , ma i concetti in essa contenuti li ritengo universalmente validi. Potrebbero essere infatti lo spunto per una seria riflessione di carattere politico. A voi il giudizio.

Lettera aperta al candidato alle provinciali Nicola De Silla.

Caro Nicola,
ho notato, in questi giorni, un certo entusiasmo intorno alla tua discesa in
campo, alle prossime elezioni provinciali con la lista Ferrarese e con questa
lettera voglio proporti la nascita di un movimento a tuo favore ed un'idea di
cambiamento tali da poter dare un futuro migliore alla nostra comunità.
Lo scopo primario di questo Movimento dovrebbe essere quello di promuovere in
futuro un rinnovamento radicale della nostra Sandonaci.
Viviamo una situazione difficile e preoccupante a cui la scena politica
locale non è in grado di trovare rimedi e soluzioni.
Certo, è necessario partire dalle persone, da noi, perché siamo noi che
possiamo promuovere ed attuare questo nuovo Rinascimento.
Siamo importanti in quanto portatori sani di valori e di principi, di idee e
di capacità. Mettiamo in gioco volontà, entusiasmi, speranze.
Senza questo elemento di novità, non sarebbe possibile ottenere nessun
risultato, non sarebbe neanche ipotizzabile un cambiamento.
E l'elemento di novità non è solo determinato da un cambio generazionale, ma
anche e in primo luogo da un approccio completamente differente.
Dobbiamo infatti sfuggire due differenti limiti.
Da un lato è necessario che, insieme all'entusiasmo e all'energia classica
del Movimento, possano emergere ed affermarsi la competenza, la capacità,
l'organizzazione. Se questo non avverrà saremo limitati nella nostra azione e
saremo relegati al ruolo marginale e facilmente etichettabile di "dilettanti
allo sbaraglio". Qui è il paradosso per cui è molto difficile che l'onestà, la
buona volontà e l'entusiasmo possano da soli garantire, anche senza
organizzazione e competenza, risultati concreti.
Dall'altro lato è necessario non ricadere nell'idea del politico di
professione, che tanti danni ha prodotto in questi anni di malapolitica,
mostrando tutti i suoi evidenti limiti. Ma, sfuggendo a questi due evidenti
punti, è possibile interpretare un ruolo diverso all'interno della politica
sandonacese? Io credo di sì. Ritengo infatti che sia necessario far emergere
una nuova classe di volontari della politica: cittadini nuovi e onesti che,
sentendone il dovere e la responsabilità, offrano il proprio contributo per
l'amministrazione della cosa pubblica.
Il cambiamento deve partire sì dalle persone, ma anche dal metodo. Un Metodo
che deve individuare forme nuove del fare politica: nell'analisi dei problemi,
nell'individuazione delle soluzioni, nell'attuazione dei progetti e dei
programmi. È un Metodo che è anche, e ancora più alla radice, un modo nuovo di
pensare e concepire la politica stessa: come libera partecipazione democratica
e responsabile dei cittadini all'amministrazione ed alla gestione del bene
pubblico.
Il Metodo diviene allora centrale per tre ordini di motivi:
a) perché è lo strumento per mezzo del quale è possibile promuovere e
costruire una nuova politica;
b) perché è lo strumento necessario per tentare di perforare l'impermeabilità
della vecchia politica;
c) perché è lo strumento che dovrà garantire di evitare in futuro nuove
degenerazioni del sistema politico.
Il Metodo a cui dobbiamo insieme lavorare è quindi un nuovo modo di pensare e
di fare politica. È un Metodo che, detto in due parole, deve riaffermare
termini oggi in disuso come democrazia e partecipazione.
È assolutamente necessario che questo Movimento non diventi l'ennesimo
partito, ma sia piuttosto una rete di cittadinanza attiva in cui le strutture
organizzative centrali devono servire a scambiare idee, conoscenze ed
esperienze, a unire le forze e a promuovere le sinergie e i fenomeni "a
valanga" tipici delle reti sociali tra pari, ma non devono dare direttive o
imporre programmi.

Distinti Saluti
Enzo Bardicchia

1 commento:

ziubelu ha detto...

"Caro Nicola,
perchè anzichè scriverti lettere da solo e farle firmare dai tuoi amici, non basi la tua campagna elettorale su qualcosa di concreto? So bene che riesce difficile essere concreto ad un uomo che, da sempre a destra (talvolta estrema) si ritrova candidato coi comunisti, ma che ci vogliamo fare, questa è la politica italiana.
Con affetto, un ex-votante che, dalle prossime elezioni in poi, si limiterà ad andare in cabina, a non scrivere niente, e tornare a casa con orecchie e occhi tappati sperando di non essere travolto da questa sempre più enorme montagna di merda."