Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

martedì 30 marzo 2010

RISULTATI A SAN DONACI

VOTI AI CANDIDATI PRESIDENTI

PALESE 1.203

VENDOLA 2.111

POLI BORTONE 387

RIZZI 12


VOTI ALLE LISTE

PDL 520

BONINO PANNELLA 3

PD 1097

I PUGLIESI 95

S e L 431

PUGL. PER VENDOLA 100

PIONATI 16

ALT. COM. 10

SINISTRA E VERDI 145

PENSIONATI 13

UDEUR 6

IDV 164

UDC 174

PUGLIA PDT 554

IO SUD 111



I PIU' VOTATI

PDL FRIOLO 128

PD MONTANARO 275

I PUGLIESI PER PALESE DI DONNA 62

SEL MATARRELLI 133

LA PUGLIA PER VENDOLA CESARIA 32

SINISTRA E VERDI MASSARO 69

IDV MASSARI 94

UDC CURTO 100

LA PUGLIA PDT STURDA' 453

IO SUD CURIA 43

venerdì 26 marzo 2010

Dichiarazione di voto.


Questa campagna elettorale che ormai volge al termine è stata anomala sotto molti punti di vista. Per i suoi caratteri generali con l'indicazione dei candidati alla presidenza fatta quasi allo scadere del tempo utile viste le difficoltà a trovare una sintesi da parte di tutte le coalizioni. Per me in particolare visto che problemi seri di carattere familiare mi hanno impedito di scendere nell'agone politico come avrei voluto. Ma nonostante tutto a poche ore dall'apertura delle urne faccio la mia dichiarazione di voto spiegandone le motivazioni. Sceglierò la coalizione guidata dalla candidata Poli Bortone attribuendo la mia preferenza al Sen. Uccio Curto. Preferisco la Poli Bortone per affinità di idee e sentimenti che mi legano alla persona non da ieri. Ammiro il suo carattere di ferro e la determinazione nelle azioni che ne conseguono. Condivido il principio che non tutte le battaglie debbano essere fatte per vincere ma anche per testimoniare un'autenticità di vedute che , sono convinto , darà i suoi frutti nel medio periodo. Sono come lei del parere che alcuni valori autenticamente fondanti di una destra liberale , moderna , depurata della logica machiavelliana del potere, possano trovare dimora anche ( o forse solo ) in un'area che non sia necessariamente quella del carrozzone PDL. Considero necessario porre un argine alla tracotanza ed alla prepotenza di una classe dirigente locale che a tutti i livelli intermedi cerca di soffocare il merito a vantaggio della mediocrità e della dogmatica adesione ai capricci del capo. Scriverò poi sulla scheda elettorale " Curto " perché conosco l'uomo da una vita. So quanto sia infaticabile e disponibile . Quanto vicino al mio paese sia sempre stato a volte bivaccando con me e con altri amici in interminabili riunioni notturne che avrebbe potuto anche evitare , come d'abitudine fanno i suoi colleghi. Lo faccio perché anch'egli come me ha bevuto dall'amaro calice dell'ingratitudine spendendosi per uomini e donne che si sono nel tempo dimostrati inetti , cinici privi di ogni barlume di riconoscenza. Lo scelgo perché conosce bene il territorio e le sue esigenze , perché il suo telefono non è mai spento ( con eccezione per la durata della consueta partita di tennis ) ed il suo numero conosciuto da tutti. Lo sosterrò anche questa volta perché ho avuto modo di constatare come la gente continua a guardarlo ed a rivolgersi a lui numerosa nonostante gli incidenti di percorso che ha dovuto subire. Lo difendo perché uomini che hanno commesso vere nefandezze per questo territorio siedono ancora sugli scarnni più alti della politica e non hanno mai subito alcun tipo di linciaggio morale a cui lui invece è stato sottoposto da parte di coloro i quali , di destra e di sinistra , a parole si definiscono garantisti salvo poi stringere il cappio della forca appena ne hanno la possibilità . Mi spenderò per lui perché chi lo conosce sa bene che lo slogan che ha scelto " La politica è passione " rispecchia davvero il suo pensiero e non è una mera trovata pubblicitaria. Ricordo ancora quando durante una cena fatta insieme , in un periodo tra i più bui della sua vita politica , mi disse con gli occhi colmi di lacrime che non uscirono : " Vedi Nicola io amo tanto la politica che per essa sarei disposto a fare debiti ". Lo faccio infine perché mi sforzo di esser un uomo di valori e tra questi tengo in gran conto l'amicizia e lui è mio amico. In bocca al lupo Uccio spero con tutto il cuore che tu vinca . Nessuno più di te se lo merita.

Nicola De Silla

giovedì 25 marzo 2010

Risposta al sindaco Serio


Prima di rispondere alla missiva del sindaco ho voluto leggerla e rileggerla diverse volte non tanto per la complessità della prosa quanto per il suo contenuto che per certi aspetti mi pareva inverosimile. Nonostante questo esercizio interpretativo il mio giudizio non è cambiato. Il dr. Serio ha voluto ribattere al mio articolo non dico senza averlo letto , ma quantomeno senza averlo fatto con la dovuta attenzione. Egli utilizza metà del suo testo per spiegarmi la differenza tra impianti maggiori o minori ad un Megawatt di potenza assoggettati ad una diversa disciplina normativa. Lezione inutile dato che proprio il sottoscritto lo aveva ben evidenziato come probabile ma non certo mezzo di elusione della disciplina più stringente che regola proprio i grandi impianti. Poi passa ad elencare la politica messa in atto dalla sua squadra individuata in due punti. La redazione di un regolamento comunale restrittivo e la precisazione , quasi fosse un merito , di non aver firmato nessuna convenzione in merito ad istallazioni fotovoltaiche ed eoliche. Se avesse letto meglio quanto io ho scritto si sarebbe facilmente accorto che la mia critica era rivolta solo ed esclusivamente alla mancanza di iniziativa politica ed amministrativa nei confronti dell'impianto o degli impianti che stanno sorgendo in via San Pancrazio e non per le altre realizzazioni per le quali anzi evidenziavo una diversità di trattamento e di fiscalità nel metodo e nelle procedure. E non serve affatto dire genericamente " Ti assicuro che la nostra amministrazione sta mettendo in atto tutte le iniziative possibili, presso tutti gli enti competenti, per verificare la legittimità di ciò che sta accadendo " Ma quali sono gli enti competenti ? Sbaglio o il primo di essi è proprio il Comune di San Donaci di cui il Serio è il capo ? Perchè allora mi chiedo al di là di generiche assicurazioni non una delibera di giunta o di consiglio è stata promossa dalla maggioranza a tutela del nostro migliore paesaggio ? Ma non basta . Il sindaco cade in una seconda e più evidente contraddizione quando afferma che :"Naturalmente, trattandosi di DIA per le quali il comune di San Donaci, a mezzo di un proprio dirigente, ha già firmato una convenzione, converrai anche tu che si tratta di una materia per la quale è necessaria una certa prudenza." Questo per l'impianto in via San Pancrazio. Qualche riga dopo invece riferendosi alla centrale della Italgreen afferma : "A parte il fotovoltaico di Italgrin per il quale il comune aveva già firmato una convenzione (questa amministrazione ha solo cambiato i contenuti)". Quindi se ho ben capito per il primo non si può fare nulla in quanto la procedura è stata firmata da un dirigente comunale , per il secondo si è potuto intervenire e cambiare in corso d'opera la convenzione nonostante anche questa sia stata firmata da un dirigente. Lascio ai lettori il giudizio finale . Aggiungo solo un'ultima chiosa. La ditta Italgreen in forza della convenzione dovrà pagare al nostro Comune diverse centinaia di migliaia di Euro che presumo saranno utilizzate per il bene della collettività , ma la ditta o le ditte di via San Pancrazio che occupano più o meno le stesse superfici cosa pagheranno ? Ve lo dico io niente o quasi. Infine il sindaco in conclusione della sua opera manoscritta si abbandona ad elogi di trasparenza e coerenza del suo operato sia politico che amministrativo invitandomi a confrontarlo con il mio che evidentemente a suo giudizio non possiede le stesse caratteristiche. Intanto vorrei che mi si spiegasse quale trasparenza e coerenza amministrativa esiste nell'avversare un'opera come la vasca di raccolta delle acque depurate che illegittimamente e ripeto illegittimamente il Comune riversa nel canale di Bonifica e nel contempo trattare con evidente distrazione un ecomostro come quello che vedrete sicuramente realizzato sulla via che ci porta al mare. Quanto poi , e mi avvio alla conclusione , alla coerenza politica vorrei precisare solo una cosa per me di assoluta rilevanza. Ho sempre agito in piena armonia con i miei principi e le mie idee a volte con la soddisfazione di vederle riconosciute a distanza di anni dalla storia e dalle dichiarazioni di certuni politici di caratura nazionale ( basta leggere quello che dice oggi Fini e quello che affermavo io un anno fa sul PDL ) . Una coerenza dunque non facile per la quale ho pagato prezzi molto alti ma non me ne curo. Una coerenza sempre mantenuta a titolo gratuito e mai oneroso non essendo stata quest'ultima in nessun caso corroborata , come invece spesso accade , da aiutini di qualsivoglia natura.


Diceva il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein : " Si potrebbe fissare un prezzo per i pensieri. Alcuni costano molto, altri meno. E con che cosa si pagano i pensieri? Credo con il coraggio. "


Nicola De Silla

martedì 23 marzo 2010

Intervento di Marcello taurino.


Ho ricevuto una e-mail dal dr. Marcello Taurino con richiesta di pubblicazione. E' superfluo ribadire che ogni contributo di idee , purché garbato e non offensivo , troverà ospitalità in questa piazza virtuale.


Voglio innanzitutto esprimere un pensiero. Ritengo che, oramai a due
anni dalle elezioni comunali, sia totalmente inutile e improduttivo
continuare ad attribuire ancora responsabilità ad una amministrazione
non più in carica e ritengo ancora più inutile rimarcare dissidi
personali dopo che il gruppo di Nicola de Silla era stato, dall'allora
segretario del PD e dall'attuale Sindaco, insieme al sottoscritto
ed a d altri, contattato per fare un'unica lista per il bene del paese.
Sarebbe ora che l'attuale amministrazione comunale prendesse coscienza
del proprio esistere e si assumesse a pieno tutte le responsabilità
amministrative che hanno costituito la ragione della sua elezione.
C'è poco spazio qui per la poesia...Una buona amministrazione
acomunale non può continuare ad attribuire colpe, errori, inefficienze
alla passata poichè il suo compito fondamentale è oggi quello di
programmare e realizzare.Sentire sempre dire che si sta "aggiustando
il passato", dopo due anni, credo che non onori nessuno e si offenda
la dignità dei cittadini e dei politici perchè si sa che non è così.
Entrando nel merito del discorso fotovoltaico, penso che ancora
una volta il problema sia politico.Non comprendo innanzitutto come
mai gli stessi soggetti che oggi sono divenuti maggioranza,
non molto tempo fa erano accesi sostenitori della tesi secondo cui,
la eccessiva proliferazione di pale eoliche e tutto ciò che riguardava
energia alternativa, andava guardata con sfavore a causa dell'impatto
ambientale, a causa della violenza operata sui nostri terreni,
pubblicando manifesti con foto del presunto scempio che si andava
delineando.E l'attuale assessore alle attività produttive e all'energia
alternativa era uno di quei protagonisti delle iniziative a tutela del territorio.Oggi si parla pochissimo di quest0argomento che, in campagna elettorale,era divenuto la bandiera in negativo della vecchia
amministrazione e che l'attuale avrebbe dovuto rivedere il tutto.
Dico questo perchè è sotto gli occhi di tutti lo scempio che si sta
realizzando con il quotidiano sorgere di impianti fotovoltaici.
Innanzitutto si sta svendendo a società, anche straniere, il nostro
territorio e non solo terreni incolti e pietrosi, ma anche terreni
fertilissimi adibiti sin pochi anni fa a colture fondamentali per
la nostra agricoltura. In secondo luogo si stanno gettando le basi
per un nuovo fenomeno di latifondo: fra dieci anni avremo sul nostro
territorio la presenza di società proprietarie di migliaia di
ettari di terreno. Ch detterà le regole? chi saranno i nuovi padroni
della terra sandonacese e salentina? Non dicevano il sindaco e l'attuale
assessore alle attività produttive che avrebbero favorito e tutelato
l'agricoltura di Sandonaci?Bene non sono quelli i terreni, come in via San Pancrazio, da consegnare in pasto alle società assetate del nuovo business.
In ultimo va detto che effettivamente si sta togliendo al paese una
delle viste più belle del nostro paesaggio.Ciò che io dico ora, è
quanto già sostenuto dal vecchio gruppo consiliare di opposizione
nella persona di Liliana Fina, la quale aveva le stesse perplessità
che io manifestavo prima come consigliere di opposizione
ed oggi come semplice cittadino.Ricordo male o la sig.ra Liliana Fina
appartiene al gruppo dell'attuale Sindaco il quale ha sempre
annunciato di voler coinvolgere tutta la cittadinanza sull'argomento
fotovoltaico prima di qualunque iniziativa? Oggi,perchè di tutto
quello fatto dalla vecchia amministrazione non vale niente e va
tutto revocato tranne le iniziative sulle energie rinnovabili?
Perchè questo improvviso e quanto mai sorprendente silenzio?
Caro Nicola non capisco perchè tanto astio del Sindaco nei tuoi
confronti in considerazione del fatto che quest'ultimo avrebbe
dovuto vedere di buon occhio il Tuo intervento sulla questione
e visto che un problema sollevato da un cittadino dovrebbe essere
accolto e trattato da un sindaco con più pacatezza; bene ha fatto
il Sindaco a dare risposte tecniche ma ai cittadini di
Sandonaci interessano solo i fatti (pochi) e non i personalismi
che purtroppo pervadono sempre gli interventi del primo cittadino.
Pensavo che quando il sindaco parlava della tutela del territorio
in campagna elettorale e considerata la sua qualifica di dottore
in agraria, fosse davvero animato dallo spirito di arrestare tale
fenomeno a protezione della terra sandonacese. Vedo oggi che così
non è, e che nessun atto di coinvolgimento forte dei cittadini è
stato messo in campo. Debbo invece registrare un assoluto silenzio
sulla questione e un grande matrimonio di idee con la vecchia
amministrazione Presta - Lolli.A proposito: ha deciso questa
amministrazione cosa fare della vasca per la raccolta delle
acque reflue in zona Paduli dopo i vari milioni di euro
stanziati dai POR?
MARCELLO TAURINO

lunedì 22 marzo 2010

Risposta del Sindaco Serio


Ho ricevuto e pubblico volentieri la risposta al mio precedente articolo da parte del Primo Cittadino. Appena avrò la possibilità riceverà la mia replica.

Caro Nicola,dal punto di vista delle norme autorizzatorie, esistono 2 tipologie di impianti fotovoltaici:1)-Impianti inferiori ad 1 Mega che per essere realizzati hanno bisogno di una semplioce DIA (a totale competenza del dirigente del comune). 2)-Impianti superiori ad 1 Mega che per essere realizzati hanno bisogno di una autorizzazione della Regione(non del comune)attraverso una conferenza di servizio alla quale il comune partecipa insieme a tanti altri enti con la funzione di esprimere solo un parere che non è vincolante ai fini dell'autorizzazione regionale(salvo volontà politica dell'ente comunale che,di solito, viene presa molto in considerazione dalla Regione Puglia targata Vendola). L'impianto che sta sorgendo in via San Pancrazio, al momento, sembra un unico impianto,ma in effetti si tratta di 6-7 DIA di altrettante ditte diverse, da 1 Mega ciascuna, che sono state presentate prima dell'insediamento di questa amministrazione e che per le quali è stata firmata la convenzione da parte del dirigente del comune di san donaci nel primo mese di amministrazione serio. Ti assicuro che la nostra amministrazione sta mettendo in atto tutte le iniziative possibili, presso tutti gli enti competenti, per verificare la legittimità di ciò che sta accadendo. Naturalmente, trattandosi di DIA per le quali il comune di San Donaci, a mezzo di un proprio dirigente, ha già firmato una convenzione, converrai anche tu che si tratta di una materia per la quale è necessaria una certa prudenza.
Per quanto riguarda la politica messa in atto da parte di questa amministrazione te la posso così riassumere:
1)-Redazione di un regolamento comunale molto più restrittivo di quello approvato dalla precedente amministrazione (che ha più efficacia per le DIA inferiori ad 1 Mega)
2)-Non abbiamo firmato nessuna convenzione nè per gli impianti di fotovoltaico superiori ad 1 mega nè tantomeno per le pale eoliche. A parte il fotovoltaico di Italgrin per il quale il comune aveva già firmato una convenzione (questa amministrazione ha solo cambiato i contenuti), la nostra amministrazione si sta solo limitando ad aspettare di essere convocata dalla Regione nelle conferenze di servizio (fino ad oggi solo una). In quella sede il comune, a mezzo dei suoi organismi tecnici, sta andando a dare i pareri tecnici (presenza di vincoli o meno). Solo nel caso in cui il progetto proposto dovesse superare tutti i pareri tecnici di tutti gli enti chiamati in conferenza di servizio (tantissimi), l'amministrazione darà il suo eventuale ok politico alla luce del sole (firma convenzione a titolo non oneroso con la regione) senza essere condizionata da convenzioni firmate nelle fasi precedenti alla conferenza di servizio. Credo che questa sia la politica più trasparente possibile. Spesso nei tuoi resoconti che io, come vedi, tengo in altissima considerazione, butti giudizi sulla coerenza politica o amministrativa degli altri e, in questo caso del sottoscritto.
Se tu vuoi, anche solo attraverso il web, potremmo avere un confronto su ciò che,sia pure in momenti diversi, abbiamo vissuto. Forse in quella circostanza potremmo mettere meglio a confronto le nostre coerenze politiche ed amministrative. ,
Ti invito solo ad usare con una certa prudenza giudizi sommari e/o dietrologie che tanto tolgono alla tua personalità politica che in più occasioni hai cercato di mettere in evidenza.
Domenico Serio

22 marzo 2010 12.09

martedì 16 marzo 2010

La memoria di carta.


Non pretendo dai politici una rigida coerenza ed una ortodossa correlazione tra quanto affermato in campagna elettorale e quanto poi effettivamente attuato nella vita amministrativa. Sono uomo di mondo infarcito quel tanto che basta di realismo e disincanto per credere che solo le buone intenzioni e le poesie possano cambiare la vita . Magari ci aiutano a sopportarla meglio ma nulla di più. Tuttavia non posso fare a meno di notare e sanzionare , dal mio limitatissimo punto di vista , le macroscopiche discrasie che trasformano una ineludibile realistica dissonanza in una ben più grave ipocrisia mal celata. Se in questi giorni di inizio primavera vi verrà in mente di recarvi al mare non potrete fare a meno di notare che a nemmeno 50 metri dal cartello che delimita il perimetro urbano del nostro comune solerti squadre di operai stanno montando una grossa centrale elettrica fotovoltaica proprio a ridosso del manto stradale. Incuriosito dalla vicenda ed un tantino indignato da tale scempio ho cercato di assumere informazioni in merito da fonti attendibili scoprendo che , nella forma si tratta di più impianti di potenza uguale o inferiore ad un megawatt per i quali è sufficiente una semplice Dia ( dichiarazione di inizio lavori ). Se infatti , facciamo solo un'ipotesi ( ? ! ) l'impianto fosse stato uno solo , quest'ultimo avrebbe avuto bisogno di autorizzazioni regionali con un iter burocratico ben più lungo ed una garanzia di realizzazione niente affatto scontata visto il sito scelto. Mi permetto di darvi un consiglio. Se percorrete quella strada guardate bene il magnifico paesaggio delle paludi colme d'acqua in quanto tra qualche giorno non vi sarà più possibile ammirarle. Quella meravigliosa vista sarà infatti sostituita da un'innumerevole serie di specchi buoni per produrre energia e per riflettere le immagini sempre meno nitide dei vari responsabili di tale scempio. Per dovere di cronaca va detto che le procedure sono iniziate durante l'egida del governo Lolli- Presta. Ma dei danni imperituri prodotti da quella magnifica accoppiata abbiamo già abbondantemente trattato. Ora però vi è al governo del nostro Comune una nuova giunta che farebbe meglio a smetterla di scaricare tutto sul traballante alibi della precedente squadra di governo. Non fosse altro che per il principio di responsabilità amministrativa e politica che dovrebbe essere la cifra di ogni rappresentante istituzionale onesto. Ricordo bene ( e veniamo dunque alla memoria ) l'ultimo comizio del Sindaco Serio nel quale egli difendeva a buona ragione la tutela del territorio comunale a vantaggio di uno sviluppo turistico e rurale dichiarando preventiva battaglia agli specchi ed alle pale . Parlava inoltre con bucolica enfasi delle bellezze naturali delle nostre zone umide ( le paludi ) macchiate indelebilmente da " lo scempio " , citazione testuale , della vasca per la raccolta delle acque piovane. Oggi , a distanza di poco meno di due anni, sembra che il paesaggio lo interessi meno e non colgo , a meno di non sbagliarmi , particolari azioni a tutela del territorio volte a fermare o quantomeno a verificare quello che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti in via San Pancrazio. Altri impianti fotovoltaici che insistono in terreni del nostro comune ben più marginali e periferici sono oggetto di lunghe e prudenti attenzioni da parte della squadra Serio. Ma l'impianto che nasconderà per sempre il panorama più bello del nostro paese quello no ! Perché ?


Diceva Churchill : " Il rimangiarmi le parole non mi ha mai dato l'indigestione".

Nicola De Silla

mercoledì 10 marzo 2010

Quelli che il museo sembra un WC.


Proseguendo con gli approfondimenti a proposito del concetto non troppo relativo ed autarchico del bello , pubblico un articolo del direttore del Domenicale. Buona lettura.

Meglio Palladio o un water rovesciato? Oppure: meglio Michelangelo o un pisciatoio appeso? La risposta di prim’acchito sembrerebbe scontata. Così non è. Oggi pochissimi tra gli addetti ai lavori se la sentirebbero di contestare la bellezza dell’erigendo museo d’arte contemporanea disegnato da Daniel Libeskind per la riqualificazione dell’area ex Fiera a Milano. E ancora meno mettono in dubbio l’ormai storicizzata “Fontana” di Marchel Duchamp, vero spartiacque tra l’antico e il moderno. Come sia avvenuta questa inversione tra Bello e Brutto è questione dibattuta da un secolo e difficile da riportare in poche parole. L’unica cosa certa è che oggi gli artisti e gli archittetti (per lo meno quelli più celebrati) hanno definitivamente abdicato alla loro funzione originaria, facendosi interpreti di un mondo alla fine dei tempi in cui non c’è più posto per la tradizione, per Dio, per l’uomo, ma in cui regnano l’insensatezza, il nulla, il trash.

Solo pochi ingenui (come noi al Domenicale) tentano di opporsi, ovviamente tra le risa e gli sberleffi, a questa decadenza ormai perfino linguistica. Il rischio è di essere liquidati come retrogradi, reazionari, o ancora peggio, fascisti. Insomma, come gente poco acculturata che non comprende il proprio tempo, che sogna impossibili ritorni al passato, che ha nostalgia di stantie categorie estetiche medioevali (aspettiamo pure che l’amico Vittorio Sgarbi ci faccia passare per oscurantisti censori prendendo le difese degli altri). Poco importa che le persone comuni, cioè quelle non ancora assuefatte al brutto e non ancora colpite dal germe del relativismo (non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace), guardino agli sperimentalismi dell’arte e dell’architettura contemporanee con stupore e sempre più spesso con disgusto. Le persone vanno educate: e proprio in questa pedagogia forzata sta il pericolo di un nuovo totalitarismo sottile che dietro la facciata della democrazia, dell’innovazione, della libertà dell’arte a tutti i costi cela un progetto disumanizzante.

In questi giorni, sulle polemiche che hanno coinvolto Libeskind e il museo milanese, si è innestata una riflessione più ampia. Il filosofo Roger Scruton (il Foglio, sabato 22 marzo) e l’urbanista Nikos A. Salingaros (il Domenicale, stesso giorno) hanno delineato i contorni del problema. Per Scruton le “archistar” (Foster, Gehry, Piano, lo stesso Libeskind) sarebbero affette da un’inguaribile egomania che le porta a ricercare l’originalità a scapito di ciò che è giusto, a progettare sfidando l’ordine e l’ambiente circostante, a non pensare alle persone che abitano le città, bensì ad usare gli spazi della città per propri fini espressivi. Ancora più tranchant Salingaros secondo il quale una potente élite dominante, allevata nella cultura nichilista o in quella marxista, sta usando l’architettura e l’arte per dispiegare un grande programma d’ingegneria sociale teso a costruire un nuovo mondo utopico industriale. E per far ciò, va negata per prima cosa la naturale connessione dell’uomo con l’ambiente convincendo la gente che ciò che fa schifo e ripugna è bello, mentre ciò che attrae e incoraggia la relazione (cioè il vecchio Bello) è contro lo sviluppo e il progresso. «Dapprima – spiega Salingaros – si distrugge la base intuitiva della bellezza e il ruolo dell’uomo nella natura, quindi si prende il controllo delle istituzioni, come le università, poi si punta a controllare i mezzi di comunicazione di massa, poi si controlla l’industria dello spettacolo».

Le reazioni delle archistar, raccolte da Pierluigi Panza (Corriere della Sera, martedì 25 marzo), per ora mostrano un certo sussiego, strano per una élite solitamente verbosa che – chiosa Scruton – «si è equipaggiata di una serie di frasi vuote e pretenziose con cui spiegare il loro genio a coloro che sarebbero in altro modo incapaci di percepirlo». Mario Botta si limita a un “periodicamente ritornano nostalgie di un passato impossibile”, Massimiliano Fuksas a un “non ho ben capito il tono di queste crociate”. Dalla loro, va sottolineato, hanno schiere di utili idioti pronti a mitizzarli, commesse multi miliardarie, amministratori locali che cadono in visibilio di fronte ai loro progetti.

Non sbaglia Panza quando, da esperto qual è, riconduce la polemica nell’ambito della storia e della critica dell’architettura. Eppure resta forte l’impressione che contra factum non datur argumentum. L’ampliamento del Museo dell’Ontario firmato da Libeskind che capeggia nella pagina del Corriere è di una bruttezza indicibile: sembra un’astronave aliena che si è scontrata con una armoniosa architettura classica. Così il water rovesciato di CityLife che gli agiografi descrivono «di geometrica potenza e forma elegantemente sviluppata con le torsioni che tanto incontrano nell’architettura internazionale d’avanguardia (un quadrato alla base che diventa un cerchio alla sommità e salendo “scivola” di lato creando facciate a gradinate aggettanti o inclinate)». Per non parlare dell’osannato zigozago del Jewish Museum di Berlino. E neppure va meglio all’architetto ticinese Botta il cui albergo-centro commerciale alto 77 metri che dovrebbe sorgere in Engadina, uno schiaffo alle bellezze di uno dei luoghi montani più celebrati al mondo, è stato sottoposto a referendum.
Ma forse utilizzare il termine “bello” è ormai fuori luogo. Credere che la bellezza sia un valore politico che induce all’imitazione positiva è un semplice rigurgito reazionario di chi, ancora irrimediabilmente non si è piegato, e mentre ammira Michelangelo minge nel pisciatoio.

Angelo Crespi.