Barbagli d'intelletto.

Si consideri un fenomeno. Tutto si può confrontare e valutare dentro la cultu­ra dell’Occidente — persino la Coca Cola con il Chianti —, e molto è concesso di confrontare fra particolarità della cultura occidentale e particolarità di altre culture. Ma quando si arriva alle culture medesime o a raggruppamenti di iden­tità superiore — come le civiltà di cui parlava Max Weber ieri e Samuel Phillips Huntington (1927-2008) oggi — e queste culture o civiltà si vogliano mettere in gerarchia o anche solo ordinare sulla scala delle preferenze “migliore-peggiore”, ecco che scattano l’autocensura, la proibizione e le manette linguistiche. Con la conseguenza che, ove si trovi una cultura che non abbia o decisamente respinga le nostre istituzioni, non ci è consentito di dire che la nostra cultura è migliore di quella o anche solo preferibile a quella.

Marcello Pera

martedì 17 maggio 2011

Amministrative 2011


Le amministrative appena concluse ci danno un quadro della situazione politica incerto e difficile da interpretare.
A Milano la sconfitta della Moratti che non solo è costretta al ballottaggio ma addirittura segue Pisapia staccata di 6 punti percentuali raccogliendo meno consensi della coalizione che la sostiene , fissa due elementi importanti. Uno politico : la coalizione di centro destra paga per la delusione dei suoi elettori che in tutti questi anni non hanno visto realizzarsi quel programma innovatore , riformatore e liberalizzatore che Berlusconi aveva promesso . Uno amministrativo : la squadra Moratti ha fatto ben poco e quel poco che è riuscita a concretizzare non è stato sufficientemente divulgato. Pochi sanno ad esempio che partiranno a breve due progetti di completamento della rete metropolitana impinguando in tal modo un sistema di trasporto che non ha eguali per area interessata ed utenza in tutta Italia. A ciò si aggiunga l'alessitimia caratteriale della signora Moratti ed il suo maldestro tentativo di denigrare l'avversario con i metodi che da sempre il suo partito ha condannato e di cui si è dichiarato vittima.
A Napoli la sconfitta del candidato di centro sinistra era nelle cose . Dopo tutto si usciva da un periodo molto lungo di malgoverno del sindaco Rosa Russo Iervolino che non ha trovato di meglio da dire ad un giornalista della seguente frase : " Napoli è una città che oggi presenta delle grosse potenzialità " . Chiaro ? Dopo due legislature siamo ancora a parlare di potenzialità. Tuttavia nessuno immaginava che ad andare al ballottagio con Lettieri fosse De Magistris e non Morcone il candidato burocrate scelto dal PD.
A Bologna e Torino pronostici confermati.
Esistono dunque vincitori e vinti ? Naturalmente si ma nessuno esce indenne dalla contesa. Certamente non il PDL che rischia di perdere ( e perderà ) Milano con tutte le conseguenze nei rapporti con l'alleato leghista che ne deriveranno. Ma nemmeno il PD che ancora una volta vede mortificata la sua vocazione maggioritaria se è vero come è vero che ai ballottaggi a Milano e Napoli dovrà appoggiare candidati " subiti" e non scelti. Quale sarà la strategia nazionale di questo partito ? Riesumare l'Ulivo e le allenze con la sinistra radicale e giacobina come auspica Prodi ? Oppure , nonostante i numeri, allearsi con il Terzo Pelo ( chiamarlo Polo alla luce dei risultati mi sembra eccessivo )come afferma Follini ?
L'esultanza degli esponenti di FLI poi risulta priva di fondamento aritmetico e politico. A Latina con lo scrittore Pennacchi raggiungono il 3 % e non va meglio in tutti i posti in cui si presentano da soli. Resta loro la magra ma affatto lungimirante consolazione di aver contribuito a far perdere Berlusconi. Ma poi ?
All'orizzonte scorgo solo un gruppo di interesse che rivendica a torto la primogenitura sulla destra storica italiana ma che in realtà ha una classe dirigente inadeguata ed ancora troppo motivata dal rancore personale. L'UDC tiene la posizione ed aggiungo la sua coerenza rifiutando logiche che riconducono lo scontro politico ad una mera esibizione di forza ed avvertendo Berlusconi e Bersani del rischio di deriva radical populista nello scenario politico italiano.
In terra di Brindisi infine le coalizioni riconducibili alle alleanze di forze di sinistra e di centro conquistano tutti e tre i comuni in cui si è votato. Per il PDL provinciale l'ennesimo fallimento.
Per fortuna a San Donaci non si è votato . Lo si farà tra due anni ma il partito del Cavaliere Berlusconi , sempre lungimirante , ha già attuato la sua strategia nel medio periodo. La locale sezione PDL sarà condotta dal ferro di lancia della classe politica sandonacese , dall'uomo che per acume politico , finezza di argomentazioni , spessore intellettuale , ricchezza di contenuti ,carisma e perché no, presenza scenica non ha eguali : il ragionier Sil(l)i Antonio.
Con un uomo così , hanno pensato i pidiellini provinciali , non si potrà che vincere !


P.s.
Dice un vecchio proverbio : Quando i cavalli mancano ...trottano gli asini.


Nicola De Silla

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