Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

mercoledì 25 maggio 2011

Un'impostazione destinata alla sconfitta.


Nella partita per Milano è ovvio che si giocano aspetti molto più importanti della semplice primazia meneghina. Non si tratta solo di scegliere se al governo della città andrà il centro destra o il centro sinistra. Si verificherà infatti un modus di gestione della destra al governo che , secondo il mio punto di vista , è ormai superata dai tempi e compromessa dalla pigrizia. Leggevo oggi che quest'anno il Senato della Repubblica si è riunito in aula per poco più di cento giorni gran parte dei quali a dibattere di questioni riguardanti la giustizia che ha si bisogno di essere riformata in senso liberale e paritario tra accusa e difesa ma non certamente con provvedimenti " spot " la cui efficacia è stata il più delle volte smentita anche se si considerano i soli benefici ad personam . Il mondo intanto corre e l'Italia fatica a reggere il passo invischiata com'è in un groviglio di incapacità a dialogare e scarsa produttività per cui tutti i soggetti politici escluso nessuno hanno parte di responsabilità. Sembra che il bene del paese sia solo un concetto retorico da citare magari in occasione di qualche commemorazione del 150° dell'unita d'Italia. Appartenente dunque più alla storia , anzi all'estetica risorgimentale che al tempo in cui viviamo. Maggiore senso di responsabilità e di sobrietà non guasterebbero ai contendenti in campo. Invece si lasciano ululare solo i lupi, i vari Santanché e Di Pietro supportati da professionisti della calunnia sempre pronti a fare la morale a qualcuno del gruppo avverso.In questo stato di confusione generale e di tormento generazionale che genera sconforto tra i padri e pessimismo tra i figli, i rassicuranti sorrisi del Premier e le facce da funerale dei suoi antagonisti non bastano più. C'è bisogno di tornare alla politica che licenzi tutti i sondaggisti troppo valutati negli ultimi 10 anni. Perchè le grandi riforme , le politiche di ampio respiro si fanno senza guardare al contingente grado di soddisfazione dell'elettorato. Ogni giorno ci vengono annunciate riforme epocali che durano il tempo di una conferenza stampa , la maggior parte di esse non vedrà mai l'aula parlamentare .E quando esausti ed un po disgustati volgiamo altrove lo sguardo ci troviamo di fronte a radical scic altrettanto incompetenti che hanno fatto fortuna in politica o nel giornalismo spolpando scheletri e concedendo con smodata soddisfazione patenti di moralità sulla base di un non precisato primato della sinistra. Sono stomacato da un sistema elettorale che al netto delle ipocrite dichiarazioni di facciata , sta bene a tutti e che genera una classe che definire dirigente offende la lingua italiana ed il comune senso del pudore. Ecco quindi che sia il capo che i vari capetti (figure anch'esse di second'ordine ) amano circondarsi di personaggi bigi, mediocri , troppo inclini alla cieca accondiscendenza pur di conquistare o consolidare un' effimera posizione di potere. Vorrei che comprendeste il dolore di chi nel lontano 1994 ha creduto in un uomo e nella sua capacità di riformare uno stato vecchio ed impacciato da troppo corporativismo ed oggi si ritrova deluso ed amareggiato per non aver riscontrato nulla di buono . Desidererei che coglieste l'importante differenza che passa tra un conservatore liberale che crede nel merito e nelle riforme ed un lobbista corporativista che si affanna solo a conservare lo status quo . E' intollerabile , è un'offesa alla dignità del lavoro , è un affronto alla modernità il numero chiuso delle farmacie , l'impenetrabilità della casta notarile , il cartello delle compagnie di assicurazioni. La soluzione a tutto ciò un autentico liberale l'avrebbe cercata. Ecco perché a Milano Berlusconi perderà e conteastualmente non si potrà parlare di piena vittoria dei competitors. E' un'impostazione destinata alla sconfitta non solo degli uomini ma di tutto un sistema.

Nicola De Silla

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