Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

mercoledì 17 agosto 2011

Affinché il nostro pane non sia amaro.


In questi giorni di ferie mi è capitato di riflettere , non so nemmeno io perché , su una frase del Padre Nostro : "...dacci oggi il nostro pane quotidiano ". Chi di noi, in questo agosto afoso , non si è recato in spiaggia o in una località turistica a godere del meritato riposo , a divertirsi , a consumare cibi e bevande. Chiarisco subito che in tutto ciò non vi è nulla di male. Anzi la mortificazione insulsa dei propri bisogni appartiene ad una fede o ad una morale ipocrita e mistificatrice. Tuttavia nemmeno il sole ed il mare possono farci dimenticare alcune dure realtà. Una parte di noi non può soddisfare nemmeno i bisogni più elementari come quello di mangiare. Quando affermo questa cosa non mi riferisco solo a quel quinto della popolazione mondiale che vive nel terzo mondo affamata ed assetata. Non c'è bisogno di guardare così lontano. Anche nei nostri paesi e nelle nostre città evolute può a volte mancare il pane. Il pane per gli adulti ed il latte per i piccoli. Ve lo assicuro non è retorica. Allora è facile per tutti noi , credenti e non , capire il significato profondo della preghiera di Gesù. " Dacci oggi il nostro pane quotidiano " o meglio come tradotto dal greco " il pane nostro quotidiano da a noi oggi " dove è il pane e non il verbo ad essere messo in primo piano. Quel pane metafora del lavoro che occorre per guadagnarlo , della responsabilità che serve per non farlo mancare ai nostri figli ,della gioia che proviamo nello spezzarlo insieme agli altri. Tanto è stato importante il pane nella cultura occidentale che ancora oggi è considerato sacrilego buttarlo ; ai tempi di Gesù non lo si poteva tagliare con il coltello , ma bisognava spezzarlo con le mani come ancora fanno alcune comunità monastiche. Ma abbiamo pane a sufficienza ? Si, potrebbe bastare se solo non ne sprecassimo tanto. Ho avuto la fortuna di ascoltare un' intervista alla radio del preside della facoltà di agraria presso l'Università di Bologna , il quale ,citando autorevoli fonti ,spiegava come ogni anno in Italia vengano distrutte derrate alimentari che basterebbero al fabbisogno della intera popolazione della Spagna. Le riflessioni di un anonimo brasiliano così recitano : " Molto presto, come ogni mattina bambini disputano con i cani attorno ad una latta di spazzatura.
E dividono con i cani il pane ammuffito della spazzatura.In un mondo cane, senza cuore,ecco la forma che Dio ha trovato per esaudire la preghiera dei piccoli affamati: Dacci oggi il nostro pane quotidiano! In quel giorno,in quella settimana,
il pane della nostra tavola non era lo stesso. Era pane amaro,peino delle bestemmie dei poveri che per Dio sono suppliche. E’ tornato ad essere dolce e buono,quando fu condiviso con quegli affamati.Bambini e cani.".
Non occorrono gesta eroiche o sforzi insostenibili. Serve solo un po di buona volontà e meno indifferenza . Non voltiamoci dall'altra parte e non releghiamo le parole del Padre Nostro ad un piano puramente spirituale. Gesù parlava del pane , quello vero. Quando facciamo la spesa nei nostri stracarichi carrelli non dimentichiamoci del pane quotidiano che Dio vuole sia per tutti. Questa piccola opera non ci manderà in rovina tutt'altro farà di noi donne e uomini più ricchi. Concludo queste mie considerazioni con una citazione dal Libro dei Proverbi ( 30,7-9 ): " Signore, io ti domando due cose,non negarmele prima che io muoia:non darmi né povertà né ricchezza;ma fammi avere il cibo necessario,perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: Che m’interessa del Signore!Oppure, ridotto all’indigenza, non rubi profanando così il nome del mio Dio".
Spezziamo il nostro pane quotidiano e se possibile diamone un pezzo a chi non ne ha.
Vedrete che il suo sapore non sarà più amaro.

Nicola De Silla