Barbagli d'intelletto.

La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano nella
cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.Ci sono delle uscite.Da qualche
parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle
tenebre.
Stai in guardia.Gli dei ti offriranno delle occasioni.Riconoscile,
afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in
vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente, più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei
meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Charles Bukowski "Il cuore che ride. "

martedì 25 settembre 2012

I 100 , 1.000 Fiorito.

La mia posizione di uomo di destra " eretico " non assoggettato ai dettami della classe dirigente , non è mai stata facile. Anzi il più delle volte mi ha condotto ad amare e solitarie traversate nel deserto durante le quali vi erano solo pochi amici e molti pensieri a farmi compagnia. Tuttavia non mi sono mai perso d'animo. Vuoi per la natura testarda della mia indole vuoi per la ferma convinzione che le idee in cui credevo e credo ancora fossero , a mio giudizio , le migliori. Nella mia vita ho sbagliato tanto a volte anche più di quanto sia stastisticamente consentito fare ad un uomo , ma sulla visione del nuovo conservatorismo in Italia no ! In questo caso avevo visto giusto. Forse è per questo che le ultime vicende politiche del Lazio non mi meravigliano. Si tratta della conseguenza logica e coerente di un progetto sbagliato all'origine. Di una disgraziata strategia che ha preteso di mutuare dalla prima repubblica e dalla storia dei suoi partiti solo quello che invece già da allora andava riformato. Il senso di impunità , l' assoluta mancanza di morale , la sottovalutazione del dovere di rappresentanza sostituito dal pernicioso ossequio alla gerarchia verticale di partito , la cancellazione di qualsivoglia meccanismo di selezione meritocratica supportata da una legge elettorale che priva il cittadino del diritto di scelta , hanno partorito i tanti troppi Fiorito . Costoro navigano ignari o peggio indifferenti rispetto alla realtà che li circonda . A questo punto la tentazione populista e giacobina avrebbe parole facili da inserire in questo testo. Ma è un' arte nella quale non mi cimento e che lascio volentieri ai tanti moralisti di turno. Preferisco analizzare il problema alla ricerca di una soluzione che sia ragionevole e che nel contempo non preveda l'uso della ghigliottina o dei ceppi. E questa esiste . E' una giocata in due mosse molto semplici: 1 ) Modifica della legge elettorale con l'istituzione delle preferenze e l'abolizione dei listini. In questo modo il cittadino elettore sceglie il prorpio candidato e quest'ultimo una volta eletto si preoccuperà di rispondere ai prorpi mandanti e , forte di un consenso personale , sarà meno preoccupato di compiacere l'oligarca di turno. Tornerà dunque a formarsi quel rapporto virtuoso ed efficace tra elettore e politico che oggi è invece inesistente. 2 ) Meccanismi di selezione in senso meritocratico all'interno dei partiti . Molti di voi ricorderanno che nei grandi partiti formatisi nel dopo guerra D.C. e P.C.I. per intenderci vi erano vere e proprie scuole di formazione politica . La gavetta era lunga ed a volte dura. Non si conquistava un posto in lista o peggio in aula ( qualunque aula dal consiglio comunale a Palazzo Madama ) se non si era sufficientemente preparati. Per intenderci non bastavano culi e tette ben torniti o senso di assoluta e cieca devozione ai capi per far carriera politica. Vi prego non siate qualunquisti. Non commettete la leggerezza di considerarmi un nostalgico. Ma solo un " cinese " che cerca di copiare quanto di buono vi è stato non trascurando di scartare tutto ciò che invece anche in quel tempo ed in quelle organizzazioni politiche era sbagliato. Siamo ad un punto di svolta che coinvolge tutte le forze politiche, tutte , nessuna esclusa , responsabili del tracollo delle istituzioni . Spero proprio che gli uomini che si richiamano ai nobili valori del conservatorismo europeo abbiano un sussulto di dignità e sappiano imparare dai propri errori. Nicola De Silla